studio italiano
Covid, la 'nebbia mentale' può persistere anche dopo un anno
A distanza di un anno dall’infezione da Covid-19 può ancora persistere la 'nebbia cognitiva', quella sorta di rallentamento o stanchezza mentale che rende difficili anche le azioni quotidiane come lavorare, guidare la macchina o fare la spesa. Lo dimostra uno studio pubblicato su European Journal of Neurology dal Centro di Ricerca 'Aldo Ravellì dell’Università degli Studi di Milano e dell’Ospedale San Paolo, in collaborazione con l’Istituto Auxologico Italiano Irccs.
Lo studio è stato condotto su 76 persone ricoverate presso l'Asst Santi Paolo e Carlo, sottoposte a diverse terapie con ossigeno in base alla gravità della malattia. I dati indicano che il 63% dei pazienti ha manifestato un disturbo/deficit cognitivo a 5 mesi dalle dimissioni ospedaliere e che il disturbo persisteva anche dopo 12 mesi nel 50% dei pazienti.
Studiare il cosiddetto Long Covid è infatti fondamentale anche per il possibile impatto che potrà avere «sul disegno di nuove strategie terapeutiche per questi pazienti», aggiunge Vincenzo Silani, direttore del Dipartimento di Neurologia dell’Università di Milano presso l’Istituto Auxologico Italiano. Anche Ferrucci conferma la necessità di «interventi di riabilitazione, in particolare sui pazienti più giovani che potrebbero avere implicazioni sociali e lavorative significative, e sperimentare un aumento dell’affaticamento mentale e dello stress».