RICERCA E SALUTE
Sclerosi multipla, trovato marcatore che predice disabilita'
Gioca un ruolo in forme che possono portare a disabilità cronica
Un nuovo biomarcatore, ovvero una particolare molecola misurabile nel sangue, permette di prevedere la progressione della disabilità causata dalla sclerosi multipla. Ad identificarlo, uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Basilea e pubblicato sulla rivista Jama Neurology, che potrebbe avere risvolti rispetto alla gestione di questa malattia di cui si stima soffrano 2,8 milioni di persone nel mondo, di cui 1.200.000 in Europa e 133.000 in Italia.
I ricercatori si sono concentrati sugli astrociti, cellule del sistema nervoso centrale che svolgono un ruolo chiave nei processi degenerativi della sclerosi multipla che possono portare a paralisi e disabilità. Il livello nel sangue di una componente cellulare, chiamata proteina acida fibrillare gliale (Gfap), aumenta quando gli astrociti sono attivati o danneggiati. Il nuovo studio mostra che livelli elevati di Gfap nel sangue possono indicare sia la progressione attuale che futura della malattia.
Rispetto a NfL, il marcatore ematico Gfap ora individuato indica specificamente processi patologici cronici in cui sono coinvolti gli astrociti e che contribuiscono alla graduale e progressiva disabilità. In pratica i due quindi «si completano a vicenda», afferma Kuhle, «e possono aiutarci a rendere la terapia più personalizzata e lungimirante».