STUDIO
L'attività fisica minima può ridurre il rischio di ictus
Anche livelli minimi di attività fisica possono ridurre il rischio di ictus: è il risultato principale dello studio condotto dai neurologi del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche dell’Università dell’Aquila, pubblicato online sul Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry.
Dallo studio emerge che gli effetti di riduzione del rischio di ictus cerebrale associati all’attività fisica sono indipendenti dall’età e dal sesso, il che significa che tutti dovrebbero essere incoraggiati a svolgere qualunque tipo di attività fisica nel loro tempo libero. Mentre le linee guida internazionali raccomandano 150 minuti o più a settimana di attività fisica di intensità moderata o 75 minuti o più di attività ad intensità vigorosa per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, non molti adulti riescono a raggiungere questo obiettivo, affermano i ricercatori.
L’analisi dei dati aggregati ha mostrato che, rispetto all’assenza di attività fisica, la quantità «ideale» più alta riduce il rischio di ictus del 29%, ma che alcune attività «al di sotto del target» consigliato dalle raccomandazioni internazionali riducono comunque il rischio di ictus del 18%. «Gli autori - precisa una nota Univaq - riconoscono diversi limiti ai loro risultati, tra cui la variabilità nelle definizioni dei livelli di attività fisica tra i diversi studi e il fatto che l’attività fisica era riportata in modo soggettivo, tramite questionari, dai soggetti inclusi». Tuttavia, gli autori dello studio concludono che l’attività fisica ricreativa, anche in piccole quantità, potrebbe aiutare a scongiurare l’ictus nel lungo termine. (ANSA).