salute
Reni, otto regole d'oro
Fra i consigli, camminare e controllare grassi e zuccheri. No fumo, idratarsi, tenere a bada la pressione, controlli periodici
Consapevolezza è la parola chiave della Giornata mondiale del rene che si celebra domani in tutto il mondo con un unico obiettivo: promuovere informazione e sensibilizzazione per preservare la salute dei reni e prevenire la malattia renale cronica.
Tra le iniziative congiunte della Sin (Società italiana di nefrologia) e Fir (Fondazione italiana del rene) attivate sul territorio nazionale: screening gratuiti negli ospedali e nei centri di accoglienza, nei centri sportivi e nei luoghi pubblici; punti informativi; prevenzione nelle scuole; monumenti illuminati in varie città Italiane e un appuntamento social in diretta sulla pagina Facebook della Società italiana di nefrologia con «L’esperto risponde».
In termini di prevenzione, i nefrologi consigliano otto regole per un corretto stile di vita. Vediamole: camminate quotidiane; una dieta a ridotto consumo di grassi; monitoraggio dei livelli di zucchero nel sangue e della pressione arteriosa; adeguato apporto di liquidi, controlli periodici; evitare il fumo e l’assunzione di farmaci antinfiammatori.
Nel nostro Paese, più di quattro milioni di persone sono affetti da una malattia renale cronica; di questi, circa 100 mila hanno raggiunto un livello di gravità tale da richiedere terapie salvavita. Ancora, 45 mila sono sottoposti a dialisi, mentre 28 mila hanno subito un trapianto di rene. A livello mondiale, la Malattia renale cronica interessa più di 850 milioni di persone e nel 2019 ha causato oltre 3,1 milioni di morti. In Italia, riguarda circa il 6-7% della popolazione adulta, con prevalenza negli anziani, soprattutto se già colpiti da malattie croniche quali diabete, obesità, ipertensione arteriosa e colesterolo alto.
«Mentre fino a pochi anni fa non avevamo strumenti per curare la malattia renale cronica, ora finalmente disponiamo di farmaci e attenzioni terapeutiche o dietetiche ci consentono di rallentare moltissimo la progressione della insufficienza renale - dice Massimo Morosetti, presidente della Fondazione italiana del rene e direttore della Nefrologia e Dialisi dell'ospedale Giovan Battista Grassi di Roma - Fino al punto che, nella maggior parte dei casi, i soggetti curati non arriveranno mai a dover avere bisogni della dialisi o del trapianto di rene».
Da parte della Sin, l’impegno è «promuovere azioni concrete per sensibilizzare riguardo a questa condizione che negli stadi più avanzati e gravi (dialisi e trapianto) ha importanti ripercussioni personali e sociali, oltre che un impatto significativo sulle risorse del sistema sanitario del nostro Paese» conclude Stefano Bianchi, presidente della Società italiana di nefrologia.
red.sal.