Infezioni
Vento, freddo e raffreddori mettono a prova gli occhi: importanti buona idratazione e ambienti umidificati
In caso di congiuntiviti, batteriche e virali, possono essere utili colliri antibiotici o cortisonici
Il freddo non è clemente con i nostri occhi: arrossamenti, lacrimazione, secchezza. «Durante l'inverno il fastidio principale deriva dalla significativa escursione termica e di umidità tra gli ambienti chiusi, sia domestici che lavorativi, e l'esterno. Ciò può provocare disturbi della superficie oculare, nel passaggio da ambienti riscaldati all'esterno e viceversa, con iperemia e lacrimazione come sintomi principali» spiega Salvatore Tedesco, responsabile dell'Oculistica territoriale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.
I rimedi? «Una corretta umidificazione degli ambienti, soprattutto lavorativi, in particolare quelli con climatizzazione forzata (termoconvettori che rendono l'aria più secca e quindi ne alterano la normale interfaccia), oltre all'uso regolare di sostituti lacrimali adeguati in collirio. Il film lacrimale è infatti un vero e proprio tessuto, biologicamente molto complesso: la scelta dei colliri specifici da utilizzare in varie situazioni deve essere guidata dall'oculista, e può alleviare moltissimo la maggior parte dei sintomi da “dislacrimia”, soprattutto se correlata all'ambiente» dice lo specialista.
Il freddo e le intemperie, inoltre, tendono a far peggiorare disturbi già presenti, «come le occlusioni anche parziali delle vie lacrimali, soprattutto in età avanzata, inducendo lacrimazione (epifora) e fastidio» dice Tedesco.
Una delle raccomandazioni più importanti per gli occhi in inverno è la corretta idratazione, dice l'oculista. «Questo soprattutto per evitare che, bevendo meno, possano peggiorare problemi già presenti di disidratazione del vitreo, il gel che costituisce buona parte del nostro occhio, molto importante, per vari motivi, per la sua salute. Sebbene le principali patologie vitreali e i sintomi ad esse correlati (principalmente le miodesopsie o mosche volanti, e le fotopsie o lampi di luce) si manifestino principalmente in estate, possono comparire anche in inverno, quando siamo meno portati a bere, e quindi è facile disidratarci».
Cosa bere quando la stimolo della sete manca? «Liquidi caldi, magari aggiungendo integratori a base di sali minerali e multi-vitaminici specifici. Per ovviare anche in inverno alla disidratazione del corpo vitreo e ai sintomi correlati, e ai rischi per la retina (rotture retiniche e distacco di retina)».
Anche un corretto regime alimentare, equilibrato e completo di fibre, vitamine e sali minerali, è importante per la salute visiva nei mesi più freddi, dice Tedesco.
«L'assunzione di vitamine attraverso gli alimenti mantiene un effetto anti-ossidante importante in particolare a livello maculare. La macula rappresenta la parte più significativa ai fini della visione, e le sue patologie possono risultare molto invalidanti: vedi la degenerazione maculare senile, nelle sue varie forme», spiega l'oculista.
Ma non basta. Occorrono stili di vita corretti: «Niente fumo e un'attività fisica regolare, a seconda delle possibilità, a qualsiasi età, possono avere un effetto protettivo ottimale sulla funzione visiva, soprattutto in età più avanzata - dice l'oculista - Da evitare sedentarietà e abuso di grassi e zuccheri, soprattutto per chi è affetto da malattie metaboliche anche lievi, diabete e ipertensione arteriosa in particolare, che durante l'inverno possono peggiorare a causa delle minori possibilità di movimento all'aperto e della tendenza a mangiare di più».
Infine, d'inverno gli occhi sono messi a prova anche «dalle comuni malattie infettive quali raffreddore e influenza. Possono associarsi a congiuntiviti (batteriche e virali) e sintomi piuttosto fastidiosi quali iperemia, lacrimazione, secrezione. Talvolta occorre un trattamento con colliri antibiotici o cortisonici, tuttavia nella maggioranza dei casi la risoluzione è spontanea, e si associa alla guarigione delle patologie associate».
Salvatore Tedesco
Responsabile dell'Oculistica territoriale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma.