Notti riposanti
I tanti segreti del sonno: le varie fasi, da quella profonda a quella mattutina, i sogni, i microrisvegli
Il neurologo Liborio Parrino: «Lo studio da 45 anni e molto è da scoprire»
Il sonno è il mistero più affascinante, è il tempo sospeso, un mondo popolato di sogni e di incubi, di piaceri e dolori, sentimenti incontrollabili che manifestano molto del nostro modo di vivere e del nostro stato di salute.
A rivelare quanto possibile di questo mistero, e a curare con la scienza le patologie anche gravi ad esso legate, ci sta provando da 45 anni Liborio Parrino, fino a due mesi fa direttore del Centro del Sonno e primario del reparto di Neurologia dell'ospedale Maggiore.
Un terzo della vita
«Trascorriamo poco meno di un terzo della vita in una sorta di limbo non governato dalla volontà - fa notare Parrino - In quelle ore succedono tante cose, ed è da come si vive la notte che si costruisce il giorno dopo. Pochi sanno che sono stati catalogati ben 89 disturbi che turbano il sonno, spesso effetti di malattie o di abusi di sostanze quali caffè e alcol. Io mi sono occupato molto dei “microrisvegli”, cioè messaggi occulti e ripetuti che possono danneggiare la frequenza cardiaca, alterare la pressione, produrre spossatezza. Il sonno profondo si concentra nelle prime ore notturne, mentre quello più leggero ci porta a ridosso dell’alba: è il tempo dei sogni da ricordare e dei pensieri che ci impediscono di chiudere occhio», dice Parrino.
Le cause dell'insonnia
«L’insonnia, comunque si manifesti - continua il neurologo - non va sottovalutata, bisogna fare attenzione allo stile di vita che la può determinare, ma se si dorme poco e male è buona cosa rivolgersi agli specialisti. Se non scopriamo il piacere di dormire, non scopriremo il piacere di vivere».
Notti in bianco
I numeri dicono chiaramente quanto siano fondate le affermazioni di Parrino: in 25 anni al Centro del Sonno di Parma sono passati 18.000 pazienti: «Sono tanti in cifra assoluta - constata lo specialista - ma sono anche pochi se si considera che almeno il 6% della popolazione (sette milioni di italiani) accusa disturbi del sonno significativi. In provincia di Parma si stimano oltre 40.000 persone potenziali pazienti del Centro, che agisce in stretto raccordo con altre discipline mediche quali cardiologia, ginecologia e pneumologia, che con il sonno hanno molto a che fare. Analogo discorso vale anche per la fisica, la matematica, e persino per la filosofia, la musica (i ritmi del sonno funzionano come gli spartiti musicali) e per la letteratura: Proust fa riferimento 500 volte al sonno, e la stessa Divina Commedia cos’altro è se non un immenso sogno ad occhi aperti?».
Un sogno... americano
Liborio Parrino ne parla con la passione di chi ci ha dedicato una vita intera, e il tempo della pensione diventa occasione di riflessione: «Sono nato a New York - racconta - sono mezzo americano e come tale abituato a conquistare i traguardi che mi sono prefissato. Il mio sogno ad occhi aperti era la carriera universitaria. In 45 anni di studio, ricerca e cura la mia più grande soddisfazione è stata quella di dimostrare che anche un bidello può diventare primario di Clinica Universitaria».
Da bidello a primario
Una bella lezione anche per i giovani di oggi: Parrino ha vissuto negli Stati Uniti fino a 10 anni, poi la famiglia è tornata in Sicilia, quindi si è trasferita a Vicenza, e lui si è laureato in Medicina a Padova, a prezzo di non piccoli sacrifici: «Poi ho saputo degli studi sull’epilessia del professor Mario Giovanni Terzano. Cominciai a collaborare con lui, ma non c’era modo di ricavarne da vivere, così tornai a Vicenza. Terzano venne da me per riportarmi a Parma. “Ti insegno il mestiere - mi disse - Non ti prometto niente, ma ricorda che un bravo allievo può prendere il posto del maestro”. Così è nata la collaborazione non sempre facile con un grande maestro, durata a lungo nel tempo, e così è iniziata la mia avventura a Parma».
«Niente comfort zone, ma tanta voglia di mettermi in gioco - continua Parrino - Nel 1981 sono entrato come borsista, mi sono specializzato nel 1985, nel 1989 ha avuto un dottorato di ricerca. Sono stato precario fino a 42 anni. Avendo moglie e due figli, nel 1996 decisi di fare un concorso da bidello. Era un modo per restare all’Università. Tenevo conferenze, pubblicavo testi su riviste specialistiche e nel contempo facevo fotocopie e rifornivo di carta igienica i bagni dell’Università. Difficile crederlo, ma per me fu un periodo felice, perché lavoravo per il futuro. Già allora pensavo che quello che stavamo costruendo a Parma avrebbe potuto scrivere pagine nuove su come funziona il cervello durante il sonno, un meccanismo sofisticato e ancora in parte da esplorare».
La svolta
Finalmente nel 2002 sono diventato un ricercatore di neurologia e da lì si è aperto un nuovo mondo. Ho percorso tutti i passi della carriera universitaria. L’ho fatto ispirandomi alla poesia di Montale, quella che parla della “inappartenenza”, intesa in senso positivo, come libertà che non imprigiona la scienza, capacità di mettersi in discussione, sempre alla ricerca di nuove sfide e nuove suggestioni. Insomma - è il bilancio di Parrino - ho vissuto 45 anni in un mondo meraviglioso. Se dovessi dare un consiglio ai giovani che si affacciano al mondo della ricerca, direi “schiena dritta sempre”, credere nelle proprie idee, avere l’animo ribelle dello scienziato, guardare sempre oltre. E a Carlotta Mutti, che mi succede come responsabile del Centro del Sonno, mi permetto di suggerire di gestirlo come una bottega rinascimentale, guardando alla qualità».
Il sonno nei bambini
Dopo aver varcato la soglia dei 70 anni, Liborio Parrino ha le idee chiare anche sul futuro: «Per il Centro del Sonno, spero che riesca ad entrare anche in Pediatria, e mi piacerebbe che Parma venisse riconosciuta come capitale nella cura dei disturbi del sonno. Per quanto mi riguarda, aprirò una nuova pagina. In aprile, abbinato al quotidiano “La Stampa”, verrà distribuito il mio libro “Battere l’insonnia”, che avrà carattere divulgativo. Vorrei poi scriverne un altro sul rapporto fra sonno e filosofia, spaziando da Eraclito a Umberto Eco, passando attraverso Ippocrate, Aristotele, Hegel e Schopenhauer. Ma soprattutto, continuerò a lavorare esercitando la libera professione: a Parma allo Spallanzani. Ma dovunque vada a fare il neurologo e sonnologo punterò sulla qualità, portando sempre sulla pelle il tatuaggio del ricercatore e del clinico scientifico, ma soprattutto umano».
Liborio Parrino
Fino a due mesi fa è stato direttore del Centro del Sonno e primario della Neurologia dell'ospedale Maggiore.