Il caso
Scuole serali a rischio per 600 studenti: mercoledì la protesta
Lo studio è un diritto, per bambini, ragazzi e adulti. Ma ancora una volta, per il secondo anno consecutivo i corsi serali sono a rischio. O almeno: «Per il momento sono garantite solo le quinte classi». E gli altri?
I docenti
Sono oltre 600 gli iscritti ai corsi serali di Parma e provincia che rischiano di rimanere a casa, nonostante la volontà di rimettersi in gioco per trovare un lavoro con un diploma in mano e nonostante i tantissimi sacrifici. E dopo la protesta di studenti e docenti del 26 maggio a cui ha fatto seguito il comunicato dei sindacati, «Ripristinati i corsi serali. Garantito un servizio irrinunciabile. Per l'anno scolastico 2022-23 verrà garantita la continuità didattica dei corsi serali in essere, ripristinando sia in organico di diritto che di fatto i posti necessari...», mercoledì 20 luglio la protesta ritornerà in piazza Garibaldi alle 11: «La scuola serale non si tocca».
Rainieri (Lega)
«Continuità didattica non assicurata, la giunta recuperi le risorse. Verrebbero avviati solo i corsi per la quinte e molti studenti sarebbero costretti a spostarsi a Piacenza o Reggio Emilia, con notevoli disagi - scrive Fabio Rainieri (Lega) in una interrogazione alla giunta -. Bisogna garantire la continuità didattica per i corsi serali delle classi terze e quarte negli istituti scolastici secondari di secondo grado in provincia di Parma». Il consigliere vuole conoscere i motivi per cui quei corsi «non sarebbero ancora stati garantiti e quali iniziative si intendano attuare affinché siano recuperate le risorse finanziarie necessarie sia per i corsi di terze e quarte sia per l’avvio di nuovi corsi serali». Nonostante le rassicurazioni dei sindacati sulla continuità didattica a studenti e docenti, «sarebbero giunte notizie che verrebbero garantite le sole classi quinte mentre non vi sarebbero risorse sufficienti da parte dell’Ufficio scolastico regionale e quello di ambito territoriale di Parma e Piacenza per garantire le classi terze e quarte». Il 20 giugno, l’assessore regionale alla Scuola «ha confermato che in quel momento risultavano autorizzati i corsi serali per le sole classi quinte» e che l’Ufficio scolastico regionale si sarebbe impegnato per garantire l’offerta didattica. Se non ci sono le risorse per garantire quelle classi, molti studenti interromperanno gli studi o dovranno iscriversi a Piacenza o Reggio Emilia, con disagi quotidiani per gli spostamenti. «A quanto pare in Emilia-Romagna il pericolo di soppressione delle classi serali terze e quarte sarebbe esclusivo per gli istituti secondari di secondo grado della provincia di Parma» e non c’è mai stato un accenno «alle risorse da assicurare per avviare nuovi corsi scolastici serali ma unicamente ad assicurare la continuità didattica per quelli già avviati» conclude Rainieri.