Cesari verso l'addio al Pd per seguire Renzi
Per un renziano di ferro come lui, l'addio definitivo al Pd è ormai solo questione di ore. Nicola Cesari, segretario provinciale del partito e sindaco di Sorbolo Mezzani, è pronto a fare il grande passo e approdare fra le fila di Italia viva, la neonata creatura politica partorita dalla mente dell'ex segretario «dem». L'annuncio ufficiale Cesari dovrebbe darlo entro il fine settimana, a pochi giorni di distanza dal divorzio annunciato da Matteo Renzi con una lunga intervista su la Repubblica. Per ora il sindaco e segretario prende tempo, non risponde al telefono – spesso occupato – ma agli addetti ai lavori fa sapere di tenersi pronti e, salvo clamorosa retromarcia, la «bomba» riguarderà proprio il suo addio al Partito democratico.
«Anche se condividiamo la stessa regione di nascita, le nostre strade si dividono qua», scherza Michele Vanolli, toscano come l'ex premier e segretario cittadino del Pd. «Agli ultimi due congressi ho sostenuto prima Orlando e poi Zingaretti, quindi resto nel Pd senza alcun dubbio», dichiara, per mandare un segnale inequivocabile ai «dem» di Parma, nel caso in cui qualcuno fosse tentato dalla scissione.
«Nel caso in cui Cesari dovesse lasciare il partito, bisognerà capire come scegliere il nuovo segretario provinciale. O attraverso un congresso oppure individuarlo in assemblea provinciale», spiega il segretario cittadino, eletto nel 2017 insieme a Cesari.
Passando dal Parmense a Bologna, anche Barbara Lori, già segretaria provinciale e ora consigliera regionale Pd, assicura fedeltà alla «ditta». «La scelta fatta da Renzi è un po' difficile da comprendere in un'ottica tesa alla risoluzione dei problemi del Paese. Se la si guarda con un'altra lente, posso solo augurarmi responsabilità da parte dei futuri gruppi parlamentari renziani».