Due campagne della parmigiana "Lampi" sbarcano sulle reti nazionali
Hanno debuttato domenica in contemporanea sulle reti tv nazionali due spot che portano entrambi la firma dell’agenzia parmigiana «Lampi. Comunicazione illuminata». Si tratta dello spot che celebra i 170 anni di Fiorucci salumi e di quello per il lancio della nuova linea di integratori per la bellezza dei capelli di Swisse, con testimonial l’attrice Luisa Ranieri.
E’ un periodo di grande attività per Lampi: nonostante la pandemia i brand dimostrano di voler investire su asset di qualità ma soprattutto all’interno di campagne che integrano sempre di più la dimensione tradizionale e quelle innovative, sia sul fronte on che off-line.
DOPPIA DIMENSIONE
SPOT INNOVATIVI
Nel caso di Fiorucci lo spot, per la regia di Gigi Piola, prende le mosse dal concept ideato da Lampi «Fiorucci: da 170 anni tagliati per gli italiani» e fa parte di un’ampia campagna che prevede anche radio, Spotify, una digital strategy con formati innovativi e interattivi, oltre alla classica display e ai social.
Un secondo flight partirà in ottobre con una serie di video-ricette realizzate dall’ex rugbista e oggi personaggio televisivo Andrea Locicero, sempre realizzati da Lampi.
La campagna di Swisse è basata sul nuovo concept della marca di integratori ideato da Lampi «La mia nuova conquista» che declina in Italia il posizionamento globale del brand.
CON LUISA RANIERI
In questo caso l’attrice Luisa Ranieri, testimonial della linea beauty, è protagonista di un film girato sul Lago di Bracciano, a firma di Matteo Bonifazio, che racconta la bellezza dei capelli con una sensazione olistica di benessere e self-empowerment. Anche qui lo spot è al centro di una campagna multicanale con stampa, affissioni, digitale e video posizionati direttamente nelle farmacie.
«SIAMO ORGOGLIOSI»
«Siamo orgogliosi,- continua Lara Ampollini,- di aver lavorato in entrambi i casi con grandi registi e professionisti del mondo dell’advertising che ci hanno permesso di realizzare produzioni complesse nonostante le ovvie restrizioni dovute alla pandemia». r. s.