A Gabriel Garko il Premio Mangiacinema Pop
Pop per sua stessa ammissione: "La gente mi ama, mi ammira. Sono un artista pop, in tutti i sensi. Sono un corpo pop. Un corpo da osservare…”. Lo scrive Gabriel Garko nel suo libro "Andata e ritorno" (La nave di Teseo), riferendosi al momento in cui ha visto concretizzarsi il successo personale: “Quello vero. Quello che ti cambia la vita, come attore e come uomo. Nel bene e nel male. Perché ogni medaglia ha due facce”. Era il 2006, all’indomani degli ascolti record della fiction "L’onore e il rispetto".
IL PREMIO MANGIACINEMA POP E IL SUO PRIMO LIBRO (NEL QUALE FA I CONTI CON SE STESSO E CON IL SUCCESSO)
Il successo, che insieme “dà e toglie”, è uno dei temi che hanno spinto Garko a fare i conti con se stesso in un memoir onesto e sensibile, nel quale affronta, a ritroso, tutti i momenti della sua carriera: i concorsi di bellezza, i set fotografici, la televisione, il cinema, il teatro.
L’uomo dalla bellezza impossibile si racconterà, svelando al pubblico che cosa si nasconde, talvolta, dietro la celebrità. Del resto, è molto schietto quando si sofferma sulle motivazioni che lo hanno spinto a scrivere il libro: “Volevo parlare con me stesso, affrontare una volta per tutte le mie paure. Volevo entrare nei miei nascondigli, nei miei angoli bui”.
OZPETEK, ZEFFIRELLI E BRASS
Il re delle fiction parlerà tanto, ovviamente, anche di cinema e dei suoi ruoli: da "Le fate ignoranti" di Ferzan Ozpetek a "Callas forever" di Franco Zeffirelli, da "Senso ‘45" di Tinto Brass a "Incompresa" di Asia Argento, senza dimenticare le importanti esperienze a teatro con Luca Ronconi e Alessandro Benvenuti.