teatro
A Ragazzola: magnifico "Nel blu, avere tra le braccia tanta felicità"
Mario Perrotta tra i più grandi autori/attori del teatro italiano. Bravissimi anche i musicisti, Vanni Crociani, Massimo Marches e Giuseppe Franchellucci
"Nel blu, avere tra le braccia tanta felicità"
uno spettacolo di e con: Mario Perrotta
collaborazione alla regia: Paola Roscioli
musiche: Domenico Modugno
arrangiamenti ed ensemble: Vanni Crociani, Massimo Marches, Giuseppe Franchellucci, Mario Perrotta
produzione: Permar Compagnia Mario Perrotta, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
con il contributo di Regione Emilia Romagna, Comune di Medicina
voto: 5/5
"E incominciavo a volare nel cielo infinito…Vo-òoo": la voce s’interrompe all’improvviso. Buio. Un istante con il fiato sospeso. Inizia quindi un applauso che non vuole finire. Ancora e ancora. Un’infinità di "Bravo!" e "Bravi!" per Mario Perrotta, tra i più grandi del teatro italiano, e per il formidabile trio che lo accompagna, Vanni Crociani (pianoforte, fisarmonica), Massimo Marches (chitarra, mandolino) e Giuseppe Franchellucci (violoncello). E’ spettacolo straordinario "Nel blu, avere tra le braccia tanta felicità", che già aveva affascinato al primo incontro, al Teatro Franco Parenti di Milano, e che si rivedrebbe/ ascolterebbe volentieri più volte ancora. Dedicato, con intelligenza e coraggio, a Domenico Modugno, raccontando, cantando. Con un’identificazione che parte dalle origini, anche Perrotta salentino, partito per andare al nord, il primo canto quello dell’addio, "amara terra mia, amara e bella".
Un’altra eccellente ospitalità al Teatro di Ragazzola. Tanti gli Ubu meritati nel tempo da Perrotta, genio multiforme, dalla poetica nello stesso tempo fedele e sorprendente, sempre nuove le ricerche per contenuti e stili. Il primo incontro con "Italiani Cìncali": un incanto. E poi - indimenticabili - "Milite ignoto", "Un Bès", "In nome del padre", "Come una specie di vertigine", ogni volta una sfida per il diverso modo di stare in scena osando più ruoli, più accenti, più confronti, da Antonio Ligabue a Italo Calvino. Testi e recitazione in unità dense, compatte, travolgenti. E quest’anno l’Ubu (il Perrotta ormai saturo di premi? sembrava troppo?) è andato ai magnifici musicisti che suonano in scena quasi ininterrottamente, per il racconto e il canto.
Parte Mimmo: vuole fare l’attore. Torino, Bologna, diversi lavori. Roma. Una ninna nanna che sembra attirare l’ammirazione di Sinatra. La radio. Il ritmo della taranta. No: in paese non ci torna.
Accolto al Centro Sperimentale di Cinematografia. Insieme a Giulia Lazzarini: e con borsa di studio! La ricerca del dialogo con il padre - che si suiciderà, come in quelle canzoni che aveva detto di apprezzare al figlio, che aspettava ansioso il suo giudizio, "Chist’è ‘na storia d’un pisci spada/ Storia d’amuri" e l’addio al mondo dell’uomo in frac, quando, anche per l’insistenza di Franco (Migliacci) inizierà a scrivere canzoni in italiano. Franco e Franca (Gandolfi) sono i continui riferimenti di Mario/ Mimmo in scena, che ancora, e più volte, dirà di voler fare l’attore. Del resto memorabile è la sua partecipazione - cantando! - allo struggente cortometraggio "Cosa sono le nuvole", regia di Pasolini.
Sa anche far sorridere e ridere "Nel blu", Perrotta anche eccellente imitatore, perfetto nel dialogo con De Sica, ma anche nel cantare, scendendo in platea, alcuni brani che avevano vinto Sanremo prima del suo arrivo, con le vecchie foglie gialle che piangono, le colombe che volano dall’innamorata e il volto di donna che pare una madonna… Ma i tempi infine sembreranno maturi. Tuttavia nessuno vorrà cantare la canzone di Modugno, che sarà quindi il primo cantautore in gara a Sanremo…Volare! Subito famosa e ancora ora in tutto il mondo. Lasciata così in sospeso da Perrotta, avendo tra le braccia "tanta felicità". Magnifico!