Dopo lo stop di Londra, il caso Ye arriva a Reggio Emilia. A una settimana dalla data al Wireless Festival di Londra di fatto sfumata dopo la revoca del permesso d'ingresso nel Regno Unito, Kanye West (oggi Ye) è atteso il 18 luglio alla RCF Arena di Campovolo come headliner dell'Helwatt Festival. E sulla tappa italiana si accende il dibattito.
“Ciò che disse l'Anpi di Reggio Emilia lo scorso dicembre era sacrosanto ed è in sostanza ciò che dicono oggi il Primo ministro Starmer e il sindaco di Londra Khan. Il rapper Ye assicura di essere cambiato, di voler suonare per la pace e l’amore e non più per la svastica e l’antisemitismo, ma la domanda resta: lo showbiz conta più dei valori costituzionali?”, osserva la sindacalista Rosamaria Papaleo, chiedendosi se “il no rigoroso scattato a Londra” possa valere anche a Reggio Emilia.
Papaleo rivolge un appello al sindaco Marco Massari perché promuova un incontro tra l’artista e la comunità ebraica: “La cultura non può essere neutra quando entra in conflitto con i valori dell'antifascismo, della solidarietà e del rispetto della dignità umana. Se la data italiana di Ye fosse confermata, chiediamo con fermezza che l’artista incontri, se lo vorranno, chi promuove i valori costituzionali e chi rappresenta la comunità ebraica, offesa per tanto tempo. Sarebbe l’unico modo per dimostrare che un cattivo maestro è davvero diventato un ambasciatore positivo”. Kanye West si è detto pronto a incontrare di persona esponenti della comunità ebraica nel Regno Unito dopo le forti polemiche seguite all’invito del rapper americano, noto per le sue dichiarazioni antisemite e razziste degli ultimi anni, al Wireless Festival di Londra.
In attesa di capire se lo show a Campovolo verrà confermato senza condizioni o accompagnato da un momento di confronto pubblico, la tappa reggiana dell’Helwatt Festival diventa un banco di prova: per Ye, pronto a rilanciare la sua narrazione “pace e amore”, e per una città chiamata a bilanciare libertà artistica e responsabilità civile.
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