RUGBY
Un parmigiano per le Zebre. Mazza: «Il Lanfranchi è casa mia»
Ha saputo che avrebbe giocato titolare contro i campioni in carica degli Stormers giovedì, due giorni prima della partita. Solitamente il martedì lo staff tecnico ha già in mente il XV per il turno successivo salvo inconvenienti in corso d’opera, come è accaduto la scorsa settimana. Così, Damiano Mazza, ruolo primo centro, unico parmigiano del lotto dopo l’addio di Violi alle Zebre, ha esordito nello United Championship, da titolare e per 80 minuti, nello stadio cittadino. «Essere l’unico parmigiano in rosa è stimolante anche se mi piacerebbe ce ne fosse qualcuno in più; con tre reggiani sono preso un po’ in mezzo ma non mi lascio scoraggiare» scherza Mazza.
I suoi riferimenti? «Storicamente, come centro, Brian O’Driscoll: da ragazzino era il mio mito; come primo centro l’esempio è Ma’a Nonu». 23 anni, nato a Montecchio Emilia per motivi contingenti, da Lesignano Bagniera più comodo quell’ospedale, prima di approdare al Calvisano con l’intermezzo dell’Accademia si è formato nelle giovanili della Rugby Parma. Nella fascia pedemontana non è come col calcio che in ogni paese c’è una squadra, per il rugby è necessario un po’ di sbattimento dei genitori: «E li devo ringraziare tanto» si affretta a dire Mazza. «Se non ho saltato un allenamento, lo devo a loro: mia madre lavorava a Fornovo per cui ogni tanto doveva fare un bel giro. I primi tempi venivano tecnici e giocatori della Rugby Parma che aveva avviato un progetto sul campo di Santa Maria del Piano e io che avevo cinque anni seguivo mio fratello e quelli della sua età».
Uno sforzo ripagato: Damiano ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili, con l’Under 20, molti suoi compagni li ha ritrovati alle Zebre, ha partecipato a 6 Nazioni e Coppa del Mondo e nel 2020 è stato convocato con la nazionale Emergenti. «Qualcosa è tornato, dai».