ricordi
Duran, Tomba: i "Momenti di gloria" del gran rifiuto nello sport
La rinuncia di Angela Carini a proseguire il match delle polemiche contro l’iperandrogina algerina Khelif - quale ne sia il vero motivo, il dolore del corpo o quello dell’anima - si inserisce nel filone del Gran Rifiuto, un classico della storia ma anche dello sport. Per paura, per dolore, per motivi religiosi o politici: fatto sta che c'è un momento topico e magari inaspettato in cui l’atleta dice basta, non vado avanti. «No mas», mai più, per restare alla boxe, gridò al mondo sul ring nel 1980 uno dei migliori pugili di sempre: il peso leggero panamense Roberto Duran detto Mano di Pietra, che per un pugile è più di un soprannome, è un destino. Eppure l’incarnazione del picchiatore trovò sulla sua strada Ray Leonard, paradossalmente detto a sua volta Sugar, «zucchero», uno che gli stava rendendo molto più che amara, infernale, la giornata. Mano di Pietra semplicemente si girò e abbandonò il ring, stampando sulle telecamere un «no mas» in mondovisione.
Alberto Tomba ha un posto di rilievo nel pantheon dello sport italiano, è conosciuto in tutto il mondo per le sue vittorie e i suoi modi da guascone: lo convinsero a gareggiare anche nelle discipline veloci, la libera, per consolidare i suoi primati in classifica generale di coppa del mondo. Albertone cadde, si ruppe le costole, il dolore fu forte. E allora basta, non ha più fatto una libera neanche da pensionato nelle gite del week end.
Proprio a Parigi, ai Giochi di un secolo fa, un ragazzo scozzese dalla fede cristiana fortissima Eric Liddell, era il favorito nella gara dei 100 metri: apprese che si correva di domenica, si rifiutò di farlo: «Il Signore vuole che il settimo giorno ci si riposi», spiegò. Fu un’altra rinuncia, quella del suo compagno di squadra britannico, Harold Abrahams, al posto nei 400 a consentire a Liddell di gareggiare nel giro di pista e vincere l’oro che meritava. I due al ritorno a Londra furono accolti da una folla oceanica, la loro storia è diventata un film da Oscar: Momenti di Gloria.