Varano Melegari

Barche da regata e monoposto da corsa sempre più vicine grazie alla tecnologia

Alla Dallara Academy l'esperienza di Luna Rossa

Varano Melegari «Mare e asfalto», grandi barche da regata e monoposto da Formula1, un tempo appartenenti a due mondi distanti e oggi ravvicinati grazie all’innovazione tecnologica. Se n’è parlato a Dallara Academy nell’incontro sul tema «Ingegneria a confronto», quinto appuntamento di «Dallara 5.0, il futuro prende forma», la rassegna di eventi a per festeggiare i primi 50 anni dell’azienda varanese, gestita in collaborazione con Quattroruote in qualità di media partner.
Nell’incontro moderato da Marco Perucca Orfei si sono alternati sul palco Andrea Pontremoli, amministratore delegato della Dallara; Max Sirena, director e skipper del team Luna Rossa Prada Pirelli; Stefano Bizzi, del reparto R&D Motorsport della Pirelli; e Debora Schampers, high performance computing sales leader Italy di Lenovo.

Il filo conduttore del confronto sono state le differenze e le analogie adottate nello sviluppo e nella progettazione di vetture e imbarcazioni destinate alle competizioni, a cominciare dai materiali sofisticati, impiegati per ridurre il peso e migliorare l’efficienza dell’imbarcazione o della monoposto.

Protagonista del dibattito la moderna leggenda di «Luna Rossa», meraviglia tecnologica anche in fatto di aerodinamica, di avanzate simulazioni e sistemi di controllo. «Un mondo piccolo, quello delle regate, fatto di persone eccezionali», ha ricordato Sirena, testimone della rapida transizione dalle barche tradizionali alla realizzazione di Luna Rossa. Un salto generazionale dove la «performance è direttamente proporzionale alla tecnologia».

Un esempio? In pochissimi anni si è passati dagli 8-10 nodi, agli oltre 50 nodi oggi, spinti solo dalla forza del vento, che equivalgono a circa 1800 cavalli di potenza. Grandi traguardi raggiunti grazie al confronto tecnico, a sinergie multi parametro, a una rete di competenze e alla capacità di «lavorare e confrontarsi sui concetti, in un atteggiamento aperto che permetta di uscire dal proprio perimetro di pensiero» ha aggiunto Pontremoli.

«Per raggiungere grandi performance e arrivare a velocità in gara mai toccate prima bisogna impiegare una tecnologia più alta» ha posto l’accento Schampers, parlando di «una convergenza con l’intelligenza artificiale che sappia coniugare l’ambiente virtuale con quello reale con l’obiettivo di consumare meno energia».

In questo panorama, ha proseguito Bizzi, «lo sviluppo dei materiali capaci di sopportare carichi crescenti è preponderante, come pure le tecnologie impiegate per le simulazioni in contesti reali».