20°

Arte-Cultura

Du Tillot al poterE: e Parma divenne l'Atene d'Italia

Du Tillot al poterE: e Parma divenne l'Atene d'Italia
1

Pier Paolo Mendogni

 Se Parma s’è creata la fama di città colta ed elegante lo deve in gran parte a lui, François Guillaume Leon Du Tillot (1711-1774), francese di Bayonne formatosi, dopo gli studi a Parigi, alla corte madrilena di Filippo V di cui il padre era funzionario. Un figlio d’arte, dunque, assegnato al servizio di don Carlo e poi di don Filippo come valletto di camera, che gestiva tutto il personale di servizio. La sua acuta intelligenza, la sua cultura e il suo saper provvedere egregiamente a tutte le necessità conquistavano don Filippo che lo portava sempre con sé prima nelle campagne militari e poi nel trasferimento a Parma (marzo 1749) per prendere possesso del ducato. Da Parma veniva inviato a Parigi, dove si trovava la duchessa Luisa Elisabetta, figlia di Luigi XV, per prepararne il viaggio nella nuova sede, che verrà trasformata in una «petite capitale» di stampo francese con la chiamata di artisti, architetti, filosofi, letterati d’Oltralpe. Regista di questa straordinaria trasformazione è stato proprio Du Tillot, nominato intendente generale della Reale Casa col compito di sovrintendere ai palazzi, ai giardini ma anche alla conduzione di tutta la vita di corte dal personale alle manifestazioni pubbliche, alle iniziative culturali, agli spettacoli. E tra gli anni Cinquanta e Sessanta – con lui primo ministro dal ’59 - Parma rifioriva diventando l’«Atene d’Italia»: i palazzi reali e i giardini venivano ristrutturati, la città era dotata di un piano regolatore, nascevano l’Accademia e la Biblioteca Palatina, venivano incrementati l’industria, l’artigianato specializzato e si diffondeva l’istruzione in campo agricolo. La figura del Du Tillot statista e riformatore – bruscamente licenziato nel 1771 dall’austriaca Maria Amalia moglie del duca don Ferdinando succeduto al padre – è stata ampiamente approfondita dagli studiosi, ma c’è anche un Du Tillot amante dell’arte e collezionista appassionato mai indagato. A questo aspetto del Marchese di Felino  vengono dedicati un convegno e una mostra, organizzati dalla Fondazione Cariparma in collaborazione col Dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell’Università. Il convegno, che si apre domani nella Biblioteca Palatina e si chiuderà sabato, riguarda «Guglielmo Du Tillot e i ministri delle arti nell’Europa dei Lumi», ossia la sua attività in rapporto a quanto avveniva negli altri stati. La mostra, che si inaugura sabato pomeriggio nella sede della Fondazione Cariparma (fino al 27 gennaio), ha come filo conduttore «Guglielmo Du Tillot regista delle arti nell’età dei Lumi», ossia il suo interesse e la sua azione a favore dell’arte. L’hanno ideata e curata Gianfranco Fiaccadori, Alessandro Malinverni e Carlo Mambriani che hanno raccolto circa centottanta pezzi tra dipinti, disegni, sculture, incisioni, oggetti d’arti decorative, documenti e preziosi volumi a stampa.
Un materiale ricco e vario che illustra in modo brillante un percorso che tocca gli aspetti più significativi dell’apporto dato dal Du Tillot nel rinnovamento architettonico, artistico e culturale della città e del suo ruolo di sostenitore degli artisti e raffinato collezionista nelle sue abitazioni di Parma (nel palazzo dell’ex Intendenza di Finanza ristrutturato dal Petitot) e di Parigi, dopo la cacciata dal ducato. E la rassegna si presta a più chiavi di lettura: quella dei personaggi protagonisti; quella del mutamento innovativo della città; quello puramente artistico della bellezza delle opere esposte che si collocano tra l’ultimo raffinato barocchetto e i primi barlumi del neoclassicismo. Guillaume Du Tillot si presenta con sguardo astuto nel ritratto ufficiale di Pietro Melchiorre Ferrari, vestito all’ultima moda francese con la marsina di seta rossa dai bordi dorati e la parrucca bianca a stretti riccioli; due secoli dopo veniva riproposto in linguaggio moderno da Carlo Mattioli. Vicino a lui la sua deliziosa amica, la marchesa Anna Malaspina che Louis Michel Van Loo ha colto in tutta la sua incantevole raffinatezza; dallo stesso autore è ripreso Filippo V, nella fastosità del suo ruolo, alla cui corte è cresciuto Du Tillot. Negli anni Sessanta i Borbone erano impegnati ad allacciare importanti matrimoni. La colta Isabella (qui in un delicato pastello di Giuseppe Baldrighi) sposava Giuseppe d’Austria (1760) a Vienna con un corteo nuziale di 94 carrozze. Lo stesso Baldrighi eseguiva un ritratto capolavoro (conservato a Madrid) di Maria Luisa elegantissima nel ricercato abito francese con ricami argentati e squisiti pizzi, in un sontuoso ambiente. Vicino a lei il promesso sposo duca di Borgogna a tre anni (di Nattier) morto prematuramente e il marito principe Carlo di Borbone, futuro re di Spagna, in un meraviglioso dipinto del Mengs. Completano la straordinaria parata le grandiose feste per le nozze del duca don Ferdinando con Maria Amalia (1769). L’Accademia, creata nel ’52 e per la quale hanno scritto testi Boudard e Petitot, è diventata una fucina d’artisti. Pietro Melchiorre Ferrari ha vinto il primo concorso di disegno (1760) e l’anno successivo quello di pittura. Il faentino Vincenzo Valdrè, vincitore nel ’64, diventava uno degli artisti sostenuti dal Du Tillot. Petitot, ritratto da Pecheux, era il protagonista del rinnovamento architettonico e urbanistico della città che brillava anche per la produzione di ceramiche di cui sono rimasti alcuni rari esemplari. E nella città settecentesca, riprodotta dall’Atlante Sardi su un pavimento, possiamo anche noi camminare.
Piacevolmente intriganti, perché entriamo nel privato del Du Tillot, sono le stanze dedicate alle sue abitazioni di Parma e di Parigi dove ha collezionato quadri e oggetti d’arte (più di mille) messi all’asta dopo la sua morte: qui c’è la riproduzione del frontespizio del catalogo delle vendite. Sono rimasti qui la sua poltrona, diversi libri importanti che denotano i suoi vasti interessi, alcune significative incisioni e le opere di artisti che ospitava a Parigi – come Pietro Giacomo Palmieri – dove viveva in un palazzetto progettato dall’architetto François Victor Perrard de Montreuil di cui è stato ricostruito il plastico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

  • simone

    25 Ottobre @ 15.42

    potreste d'ora in poi mettere una piccola locandina con: luogo e orari? grazie.

    Rispondi

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

gazzarock

musica

Premio Gazzarock, la sfida comincia: vota il tuo artista preferito

David, Bruni Tedeschi: molta gratitudine per questo film

DAVID

La pazza gioia, Bruni Tedeschi: molta gratitudine per questo film Video

Belen in vestaglia in Qatar

Moto Gp

Belen in vestaglia in Qatar Foto

Notiziepiùlette

Ultime notizie

«Mastroianni's»: piatti moderni, curati e fantasiosi

Foto tratta dal sito ufficiale del ristorante

CHICHIBIO

«Mastroianni's»: piatti moderni, curati e fantasiosi

Lealtrenotizie

Maxi-sequestro di armi da guerra in provincia. In manette in cinque

carabinieri

Maxi-sequestro di armi da guerra nel Parmense: volevano rubare anche la salma di Enzo Ferrari

I nomi dei sette parmigiani della banda

Londra

Gemellini borgotaresi salvano la vita alla mamma

1commento

OGGI

Imu, Tari e Cosap sbarcano in Consiglio comunale Diretta

Personaggi

Francesco Canali: "Il mio messaggio di speranza ai malati di Sla"

Il “maratoneta in carrozzina”, ha scritto un articolo per la Gazzetta, per la “sua” Gazzetta

piazzale dalla chiesa

Al bar con la droga pronta per lo spaccio: fermato il pusher richiedente asilo

4commenti

Crisi

Copador, si apre la strada del risanamento

corte dei conti

Interviste a pagamento, assolto Villani. Condannati 6 ex consiglieri regionali

1commento

Incidente

Ubriaco travolge tre ciclisti

2commenti

Femminicidio

La madre di Alessia: «Oggi compirebbe 40 anni»

sondaggio

Le cose buone e belle di Parma? Boom di voti online

Il personaggio

Bassi: «Il Parma a Gubbio finalmente ha fatto il Parma»

Lavoro

Gli agricoltori contro l'abolizione dei voucher

paura

Rogo in un garage a Salso, distrutte 4 auto: matrice dolosa? Video

Lutto

Addio a Carlo Carli, pioniere del marketing

Intervista

Uto Ughi: «Un buon violino è come una Ferrari»

carabinieri

Sushi senza "targa", sequestrati 55 chili di prodotti alimentari

Nas e Polizia municipale multano ristorante giapponese

9commenti

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

IL DIRETTORE RISPONDE

Chi ha interesse a volere la realtà percepita

5commenti

LA BACHECA

Venti offerte per chi cerca lavoro

ITALIA/MONDO

pavia

Omicidio di Garlasco, archiviata l'inchiesta bis su Sempio

roma

Massacrato dal branco: fermati due fratelli. Si nascondevano da parenti

SOCIETA'

La polemica

Due ragazze indossano i leggings: United nega l'imbarco

3commenti

CONSIGLI

Incontri ravvicinati con i cinghiali? Usate la strategia del torero

1commento

SPORT

SPORT

Duathlon Kids: festa al Campus con 500 bambini e ragazzi Foto

MOTOGP

Moto: mondiale si apre all'insegna di Viñales, suo gp Qatar

MOTORI

innovazione

La Fiat 500? Adesso si può noleggiare su Amazon

Motori

Il lusso? Oggi veste il made in Italy di Alcantara