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Storia e scienze in inglese? Le scuole non sono pronte

L'insegnamento in lingua straniera è previsto dalla riforma Gelmini. La formazione è andata a rilento. Solo il Bertolucci si salva

Storia e scienze in inglese? Le scuole non sono pronte

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Da quest’anno è obbligatorio insegnare storia o scienze in inglese. Lo devono fare i professori dei licei e degli istituti tecnici, nelle classi quinte. Ma le scuole non sono pronte.
Si chiama «Clil», «content and language integrated learning», ed è una metodologia di apprendimento linguistico diffusa nei vari paesi europei. In Italia doveva entrare in vigore nell’anno scolastico 2014/2015. Lo ha deciso la riforma Gelmini del superiori, che risale al 2010.
Sono passati quattro anni, ma il percorso di formazione degli insegnanti, avviato dal ministero, è andato a rilento. Sono stati organizzati corsi di lingua e corsi metodologici, ma tutto su base volontaria e con pochi posti rispetto al fabbisogno. «Noi faremo una riunione tra dirigenti, nella seconda settimana di settembre, per vedere come comportarci» - dice Guido Campanini, preside del liceo Romagnosi
«La cosa più strana è che legge è del 2010, e il ministero ha avuto 4 anni per preparare le cose». «Hanno fatto corsi a primavera, con docenti volontari, ma hanno partecipato 3 o 4 insegnanti per ogni scuola - commenta Campanini -: avrebbero dovuto esserci posti per 20-25 docenti per ogni istituto». Tutte le scuole si trovano nella stessa situazione. Si salva il liceo Bertolucci, perché nelle sei quinte ci sono insegnanti formati, ma si tratta di una rarità. La legge prevede che una materia non linguistica (quindi arte, scienze, storia, filosofia, geografia, educazione fisica, diritto, matematica) debba essere insegnata in lingua straniera. Per farlo, è necessario che i docenti abbiano una certificazione linguistica c1, che quindi sappiano molto bene l’idioma, quasi da madrelingua.
Recentemente, però, Carmela Palumbo, direttore Generale per gli Ordinamenti Scolastici del ministero dell’istruzione, ha reso meno rigidi gli standard. Ed ha specificato che l’introduzione della metodologia Clil sarà graduale. In un’informativa ai sindacati, Carmela Palumbo ha spiegato che l’obiettivo è di avere il 50% delle ore di lezione in lingua straniera. Inoltre, nelle classi in cui non ci saranno docenti con le necessarie competenze linguistiche, potranno essere organizzati progetti interdisciplinari in lingua straniera, con l’aiuto dei colleghi insegnanti di lingua. Alla fine dell’anno, le conoscenze saranno verificate in sede di esame, alla maturità. Ma qui il rischio è che ci sia un commissario esterno che non sappia l’inglese.

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  • Bastet

    15 Settembre @ 10.46

    ma smettiamola di dire sciocchezze! abbiamo la lingua + bella in assoluto!.....impariamo i congiuntivi va la....che per dire "acido ribonucleico" in inglese,si può anche aspettare!ma scherziamo? svegliamoci,italianucci! Non tediatemi con i vostri percorsi di studi,poichè non potrebbe fregarmene di meno! parlo due lingue(esclusa la madre) e a scuola le lezioni le ho fatte tutte in italiano! SIAMO UNA MANICA DI BUFFONI!

    Rispondi

  • HARRIS

    01 Settembre @ 15.51

    @Vercingetorige. Io sono uscito con 100/100 dal Melloni nel 2000 . Il mio tema di italiano alla maturità è stato antologizzato perchè il migliore a Parma sulla sofferenza dell'uomo moderno, e se qualcuno vuole prendersi la briga ero pure sulla gdp nel luglio 2000. A economia sono uscito con 110/110. Di libri polverosi ne ho studiati e parecchi. Penso di avere buttato via tanto tempo, soprattutto alle superiori ad ascoltare inutili lezioni di italiano, di storia con i buchi di gruviera dato che della foibe non c'è traccia e nemmeno del Nwo. (Libri scritti dal Min Cul Pop italico). Sono libri da bruciare come fece fare Robin Williams ai suoi studenti nell'attimo fuggente. Ma soprattutto ho perso tempo ad ascoltare insegnanti vecchi che insegnavano come si facevano negli anni Trenta. . La cosa paradossale erano le ore di lingua (so anche il tedesco, all'epoca lo parlavo come l'italiano) in cui bisognava ascoltare l'insegnate italiana che ha una pronuncia terribile e molto italiana. Io parlo meglio inglese di questa insegnate qua. Oggi vai su internet e l'ora di conversazione la puoi fare con coetanei da ogni angolo del mondo. Io lo ripasso così e lo tengo allenato e lo studio ancora per cavoli miei e imparo sempre di più di quando andavo a scuola. Negli Usa (ma te non lo sai, sei troppo del pd) gli studenti della California imparano francese con 1 ora di laboratorio online dove si collegano con gli studenti francofoni canadesi. Così si impara la lingua non chiusi in una classe con l'insegnante che ha fatto lingue a Parma dove si studia su libri in italiano di letteratura anglosassone (è vero1!). Matematica e scienze sono da fare in inglese, leggendo le pubblicazioni internazionali e imparando i termini. E noi siamo ancora qua a parlare in italiano con insegnati che fumano, vecchi che non sanno neanche usare il PC. Due anni fa sono passato davanti all'università di San Diego e gli studenti non avevano i libri ma avevano l'IPAD, avevano un zainetto che ci stava Ipad e block notes. Il mondo va così, ma te sei del PD, sei fuori dal mondo e non puoi capire. L'inglese oggi è sapere come l'italiano e tutte le materie scientifiche, anche economia, sono da fare in inglese. Se li fai in italiano sei uno studente di serie b. Questa è la realtà.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    01 Settembre @ 12.17

    HARRIS , non vorrei esser indelicato , ma ho l' impressione che tu , di "libri polverosi" , ed anche non polverosi , ne abbia visti pochi.......

    Rispondi

  • Vercingetorige

    01 Settembre @ 11.53

    HARRIS , COSA FAI , TI SCRIVI DA SOLO ? Non è che la tua Babele di lingue ti faccia un brutto effetto ? Nessuno dice che si debba sapere "solo" l' italiano . Conoscere anche un pò d' inglese è utile per viaggiare , per trattare affari , per studiare materie scientifiche e tecnologiche , ma , sul piano umanistico , storico , artistico , culturale , la superiorità dell' italiano rimane , nonostante tutto , schiacciante. Per questo molti inglesi ed americani lo studiano . Se vogliono imparare qualcosa di Giurisprudenza devono cominciare dal Diritto Romano . L' unica cosa che sa dire Berlusconi in inglese è "bunga bunga" , poi prova a leggere , con un evidente accento ghanese , i discorsi in inglese che gli scrive qualcun altro . Scusami la pedanteria , ma "Oxfort" è con la "d" , "Oxford" .

    Rispondi

  • HARRIS

    01 Settembre @ 09.34

    @Harris e Vercingetorige. Mi dispiace che non abbiate visto il discorso che Renzi ha tenuto in Europa in lingua inglese: andate su youtube e mettente "renzi" "inglese" che trovate il video. Berlusconi è un insegnante di Oxfort al confronto. Ma arriva subito l'alzata di scudi della signora Annamaria a difendere il PD(DC) Renzi. Per quanto riguarda il mio livello è molto buono: due anni fa lavoravo per una multinazionale americana e il mio livello era così buono che quando facevano i corsi per i dipendenti ero assistente dell'insegnante madrelingua e addirittura integravo le spiegazioni dell’insegnante.. Ho un Trinity College certificate e dialogo ogni giorno con amici americani e gallesi. Non solo: leggo i release del wcrf, articoli di pediatrics, jama, nature, cose che i tuoi colleghi anzianotti caro vercingetorige manco leggono perché sanno l’italiano e il dialetto, e poi li devo correggere io quando vado da loro come accaduto di recente. L’inglese serve come lingua ufficiale nelle scuole italiane per scienze, matematica, economia, diritto. L’inglese oggi ti permette di informarti seriamente e non restare circoscritto ad un informazione locale o a quello che il MinCulPop italico propina agli italiani. Qualche mese fa vi avevo fatto l’esempio di una insegnante di storia della Bassa che non sapeva cosa fosse il NWO: quella insegnante lì avrà studiato sui libri polverosi di carta anni60 , sottolineato con la penna sulla cellulosa. Quella è un’insegnate da licenziare subito perché è ignorante e soffoca gli studenti nella sua ignoranza. Un’insegnante così ignorante mette tristezza, non sa l’inglese e per di più quando l’ho incontrata (era l’insegnate di un mio amico ) fumava. Per cui fumava, ha studiato sui libri polverosi, sottolineava con la matita, e e non sa una parola d’inglese. E' fuori dal mondo! Chi sa solo l’italiano è una persona ignorante che non stimola curiosità e interesse nei giovani. Questi ignoranti devono essere allontanati dalla scuola.

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