TRAVERSETOLO

Ronde, boom di iscrizioni

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Ha riscosso notevole successo l'appello per intensificare il servizio delle ronde. Gli aderenti sono raddoppiati. Un numero così elevato di volontari diventa però difficile da gestire e rendere riconoscibile. Scopri le proposte dei promotori e il parere dell'amministrazione.

TRAVERSETOLO

Bianca Maria Sarti

È boom di iscrizioni al gruppo delle ronde di Traversetolo. L’appello dei giorni scorsi a «Dare una mano» a chi vigila sui quartieri del capoluogo e delle frazioni, era stato riportato sulla Gazzetta di Parma e rimbalzato sui Social Network: il risultato è che i volontari che si son resi disponibili sono più che raddoppiati.

«Da 53 che eravamo – spiegano i coordinatori – oggi siamo oltre 100: moltissimi nuovi volontari hanno richiesto di essere aggiunti alla chat con cui comunichiamo. Tanto che ora stiamo ragionando su come organizzare e distribuire al meglio il lavoro. Se prima le macchine in giro erano mediamente una decina, coadiuvate dalle “vedette” di quartiere, oggi sono più di 20 e possiamo coprire più aree del territorio».

Con l’aumento dei volontari si pone ancora più di prima il problema della riconoscibilità delle auto dei volontari. Una donna residente a Traversetolo nei giorni scorsi ha scritto su Facebook di essere rientrata tardi a casa e di essersi spaventata vedendo un’auto che procedeva a passo d’uomo fermarsi accanto a lei.

Come distinguere le auto delle ronde da quelle di chi ha cattive intenzioni? «Il problema è aperto e difficile da risolvere – dicono i coordinatori del gruppo – bisogna pensare da un lato alla tranquillità del cittadino e dall’altro alla privacy e alla sicurezza dei volontari. Ci stiamo riflettendo».

Anche il sindaco Ginetto Mari ritiene che il problema della riconoscibilità sia importante: «Occorrerà confrontarsi con le forze dell’ordine sul tema – dice Mari –: il lavoro di questi volontari è positivo e ha già portato a dei risultati, sempre affiancato a quello delle forze dell’ordine. Personalmente trovo che a volte sui social si tenda ad esasperare un po’ il clima di insicurezza citando quello che accade in altre città: meglio restare sulla realtà di Traversetolo».

Nei giorni scorsi l’amministrazione era stata criticata dal gruppo per non aver partecipato all’incontro delle ronde e per non aver realizzato il volantino informativo promesso circa un anno fa: «Restiamo disponibili a un incontro - replica Mari –. Eravamo assenti solo perché già impegnati, chiediamo per le prossime volte di concordare per tempo gli appuntamenti. Riguardo il volantino confermiamo la disponibilità alla stampa ma aspettiamo una bozza sui contenuti; pensiamo anche a una segnaletica da studiare con le forze dell’ordine. Ricordo infine che il consiglio dell’Unione ha approvato il finanziamento delle telecamere intelligenti: a Traversetolo ne arriveranno presto 4 ma saremo coperti anche da quelle di Montechiarugolo, Neviano e Lesignano».

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  • gigiprimo

    01 Novembre @ 18.07

    vignolipierluigi@alice.it

    No ca vercinge ritorna il veccho principio: la proprietà non è un furto! È qiesto il principio che certi magistrati hanno dimentocato.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      01 Novembre @ 19.55

      C' entra niente ! Qui il problema non è la legittimità della proprietà privata , ma è chi e come debba proteggerla , quali sanzioni debbano essere applicate a chi non la rispetti , e chi , e come , debba applicare tali sanzioni . IL PERICOLO CHE LA LATITANZA DELLO STATO POSSA PORTARE I CITTADINI ESASPERATI A FARSI GIUSTIZIA DA SOLI ESISTE , E' GRAVE , E , SECONDO ME , SOTTOVALUTATO , tuttavia , allo stato attuale delle cose , l' uso di un' arma da fuoco per "legittima difesa" è ammesso solo in caso di PERICOLO , REALE ED IMMEDIATO ( non ipotetico ) PER LA VITA , e , questo , vale sia per i Magistrati comunisti , che per i Magistrati fascisti ed i Magistrati democristiani .

      Rispondi

  • Dario

    01 Novembre @ 17.31

    Purtroppo dove lo Stato non esiste, il Cittadino si deve auto proteggere !!!

    Rispondi

  • Vercingetorige

    01 Novembre @ 11.26

    DISPACCIO ANSA 1 NOVEMBRE 2015 ORE 9,33 . Stretta sui furti in casa, da maggio scorso in Parlamento. Che fine ha fatto? La vicenda del pensionato che ha sparato e ucciso un giovane ladro nel milanese nei giorni scorsi ha riportato alla ribalta il tema di una stretta sui furti domestici. Ma è da maggio scorso che in Parlamento è stata presentata una proposta di legge in materia che è ferma in commissione Giustizia a Palazzo Madama. Il testo è a prima firma di Nico D'Ascola, parlamentare della maggioranza, di Ap, mentre un'altra proposta a firma del socialista Enrico Buemi (anch'essa al momento in stallo), agisce sulla norma del codice penale riguardante la violazione di domicilio. La proposta di legge di Ap, come si legge nel TESTO "ha lo scopo di rafforzare l'autonomia" di quello in casa "dal furto semplice" in modo da "riflettere la maggiore gravità dei fatti di impossessamento mediante ingresso nella dimora privata". Per questo prevede una modifica all'articolo del codice penale che riguarda il 'Furto in casa e furto con strappo' (624-bis). La pena per il furto in casa passa al carcere da 3 a 8 anni (nel codice è da 1 a 6 anni) con una multa da 609 a 5.032 euro. Vengono previsti 30 anni di carcere se la persona aggredita viene uccisa in maniera non intenzionale e l'ergastolo se volontario. La pena viene aumentata da un terzo alla metà se la persona entra in casa armata e di un terzo se il malintenzionato entra in casa travestito da pubblico ufficiale o se immobilizza le vittime. E' previsto il patteggiamento con la riduzione da un terzo alla metà della pena se viene risarcito il danno (anche entro sei mesi dall'accaduto). E' previsto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Esiste anche una proposta di legge del marzo 2015 (IL TESTO) a firma di Enrico Buemi sulla violazione di domicilio che prevede il carcere da 6 mesi a 3 anni per questo reato che sale e arriva fino a 4 anni se il ladro si introduce in casa clandestinamente e fino a 6 anni se c'è violenza.

    Rispondi

    • marirhugo

      01 Novembre @ 13.29

      e al cittadino che si difende sparando alla schiena del ladro, o che lo prende per sbaglio al cuore mirando al soffitto che succede? La proposta non e' male perche' presuppone che il ladro non venga ammazzato, altrimenti come gliele facciamo scontare la pene per violazione di domicilio?

      Rispondi

      • Vercingetorige

        01 Novembre @ 19.06

        Se il Cittadino spara al ladro alla schiena , senza che la sua vita sia in reale ed immediato pericolo , è omicidio volontario . Se lo prende casualmente al cuore con un proiettile di rimbalzo , sparato al soffitto , è omicidio colposo . Questo secondo le Leggi attuali , se , poi, cambieranno............

        Rispondi

      • gianlucapasini

        01 Novembre @ 18.51

        Semplice: se il ladro non si introduce in casa altrui, non viene ammazzato.

        Rispondi

        • marirhugo

          01 Novembre @ 21.27

          quasto comunque e' di una carognaggine senza limiti,l parla di gente ammazzata come pasticcini. Per fortuna che il nick è fasullo

          Rispondi

  • Vercingetorige

    01 Novembre @ 11.23

    CADE IL PATTO SOCIALE TRA CITTADINI E STATO , per cui i primi rinunciano a farsi giustizia da soli e delegano questa funzione allo Stato , ma , se lo Stato vien meno al suo impegno , i Cittadini si riappropriano del diritto a farsi giustizia da soli . E' MOLTO GRAVE ! Quando Governo , Magistratura e Forze dell' Ordine se ne renderanno conto sarà sempre tardi !

    Rispondi

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