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Pizzarotti: "Spaccature e confronto, non mi candido"

E questa sera la presentazione del bilancio

Pizzarotti: "Spaccature e confronto, non mi candido"
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"Non mi candido per le Provinciali", il sindaco di Parma è intervenuto al Tg Parma (Guarda la videointervista) per spiegare questa decisione (e per parlare della presentazione, questa sera, del Bilancio): "Il listone, che resta una buona idea - ha spiegato il primo cittadino -, un dialogo che chi mi segue a che porto avanti da tempo, ma con le spaccature all'interno del Pd non si può andare avanti". "Una fronda, quella del Pd, che fa male al territorio", sintetizza Pizzarotti". I motivi, però sono anche altri: "C'è stato un confronto con la base del Movimento 5 Stelle - che si è espressa anche on line - e questo ha contribuito", ha spiegato il sindaco. E Grillo? "Gli ho comunicato la mia decisione spiegandogli che le notizie che si erano diffuse non erano vere...".

Spaccatura all'interno del M5S 

E’ una specie di guerra fredda. Con l’annuncio del sindaco di Parma Federico Pizzarotti e di tre parlamentari di non fare campagna elettorale in polemica con l'esclusione di Andrea Defranceschi dalle candidature per le regionali, in Emilia-Romagna si è consumato lo strappo forse più esteso nella storia del Movimento 5 Stelle. I 'frondistì aspettavano tuoni e fulmini dal blog di Beppe Grillo che però, un pò a sorpresa, ha deciso di ignorarli.
Tutti, così, rimangono in silenzio ad aspettare le mosse altrui, mentre sulle varie pagine social degli eletti a 5 stelle il dibattito si infiamma. Il tema è l’esclusione di Defranceschi (indagato, in qualità di capogruppo uscente, nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi ai gruppi consiliari) in base ad una norma inedita che vieta anche agli indagati di candidarsi. I frondisti l’hanno giudicata una regola 'ad personam'. Sullo sfondo c'è il solito tema della democrazia interna al movimento.
Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, uno dei simboli del M5S, ieri sembrava sull'orlo dell’espulsione. Oltre alla fronda sulle regionali, aveva infatti aperto con Grillo anche il fronte sulle elezioni provinciali. Il sindaco di Parma aveva infatti promosso una lista 'istituzionalè, in alleanza con il Pd e con il centrodestra, per eleggere un dem alla guida della nuova provincia, ma per gestire l’ente in maniera unitaria. Una proposta che, però, cozza con il diktat di Grillo che ha vietato ai suoi di partecipare alle elezioni per le province.
E così Pizzarotti ha annunciato che quell'accordo è saltato, dopo una riflessione «ponderata e doverosa», maturata anche grazie ai «contributi arrivati dalla rete": nessun M5S sarà candidato per la Provincia di Parma.
Inoltre, l’idea del 'listonè istituzionale ha avuto l'effetto di spaccare il Pd, fra favorevoli e contrari ad un’alleanza che, di fatto, non esiste più.
Sul tema delle province, tuttavia, Grillo dall’Emilia-Romagna ha un altro caso: quello di Marco Fabbri, sindaco di Comacchio, candidato in una lista di sindaci, a trazione Pd, ma che tiene dentro anche amministratori della Lega Nord.
La bagarre, tuttavia, si riflette sulla composizione per le liste delle regionali che, evidentemente, qualche imbarazzo lo creano anche allo staff di Grillo, visto che, a 24 ore dalla chiusura delle urne, i risultati restano ignoti.
I frondisti hanno intenzione di andare avanti e lasciano intendere che ritireranno la loro indisponibilità a fare campagna elettorale solo se Defranceschi sarà riammesso, possibilmente come candidato alla presidenza.
La leadership del movimento alle elezioni del 23 novembre potrebbe, invece, andare a Giulia Gibertoni, la mirandolese che alle scorse europee era stata eletta al parlamento europeo, poi esclusa per sole due preferenze dopo un riconteggio della Corte d’appello. Lei inizialmente non l’aveva presa bene, poi, però, ha rinunciato al ricorso. La candidatura alla presidenza (e la praticamente automatica elezione in consiglio regionale anche in caso di sconfitta) potrebbe essere così un premio di consolazione.

 La decisione di Pizzarotti comunicata su Facebook

"E' stata una riflessione ponderata e doverosa» e «preziosi» sono stati i messaggi arrivati dalla Rete. Lo scrive su Facebook il sindaco Federico Pizzarotti, facendo marcia indietro rispetto all'accordo Pd-M5S trapelato ieri. A quanto si apprende, inoltre, nessun Cinque stelle sarà candidato, né nel "listone" del maxi accordo, né in una lista del solo M5S. 
Subito sulla pagina Facebook ufficiale del primo cittadino si è acceso il dibattito. C'è chi sostiene Pizzarotti, chi fa notare che "la rete ti ha fatto un c... tanto" e chi si limita a chiedere chiarimenti più generali: "Ma le province non erano state abolite?". 

Il parlamentare Cinque stelle Rizzetto era intervenuto sottolineando che "Pizzarotti è un'eccellenza, Grillo non può perderlo". 

Il vicepresidente della Provincia di Pesaro Matteo Ricci (Pd) parla di diktat di Grillo, che definisce "assurdo" e dice pubblicamente a Federico Pizzarotti che le istituzioni vengono prima dei partiti.

Il sindaco M5S di Comacchio Marco Fabbri si presenta nel "listone" per la Provincia di Ferrara


Il post completo di Pizzarotti su FB:

Ho letto che mi sarei candidato per le Provinciali. Prima cosa: non mi candido per le Provinciali. E’ stata una riflessione ponderata e doverosa. Preziosi sono stati anche i contributi arrivati dalla rete. Ciò che è stato e che è tuttora un dialogo tra 46 sindaci che rappresentano 400 mila abitanti e una Provincia in emergenza, per i giornali si è trasformato in giochi di alleanze o quant’altro.

Eppure ho espresso alla stampa e su questa pagina, non più tardi di un mese e mezzo fa, quello che pensavo e che penso ancora. Lo ribadisco, in modo chiaro e coerente: in questi mesi ai sindaci ho chiesto di anteporre gli interessi del territorio rispetto a logiche di spartizione. La Provincia, a differenza del passato, non dovrebbe più essere un campo di battaglia tra partiti e movimenti. Finché sarò sindaco sosterrò l’idea che non si debbano fare lotte sulla pelle dei nostri concittadini. Nessuno, partito o movimento, dovrà mettere il proprio cappello sul nostro territorio, amato ma sofferente, anche a causa di un disastro ambientale che ha lasciato ferite ancora evidenti.

La Provincia non dovrà essere rappresentata da nessun partito, ma dalle sue Istituzioni, considerando giusto che a farlo siano i soli sindaci della Provincia. Questo ho chiesto alla luce del sole. Su questo si è basato il dialogo.

Il Comune di Parma ha il dovere e la responsabilità di dire ciò che pensa, ha il dovere di affrontare i problemi assieme a tutti i 46 sindaci del territorio. Ha il dovere di rappresentare gli interessi della città e non di lavarsene le mani, perché rappresentare 190 mila abitanti vuol dire accettare anche l’idea di chi non la pensa come noi, poiché non è meno cittadino degli altri.

Con questa Riforma, inutile, ma di fatto esistente, si apre un nuovo scenario: le competenze della Provincia riguardano l’Edilizia scolastica, la difesa del Territorio, la Mobilità, ma anche l’Ambiente: quell’inceneritore che tanto abbiamo contrastato e che in tutta Italia contrastiamo è proprio lì, a portata di mano, tra i poteri della Provincia. Si devono aprire nuovi dibattiti all’interno del MoVimento, con la consapevolezza che il più alto progresso di una Comunità lo si raggiunge col confronto e non con i dogmi.

Questo perché un giorno, se riusciremo, le Province non esisteranno più, ma potrebbero far posto ad altre forme di rappresentanza, come ad esempio le Aree Vaste. Ci saranno nuove competenze per i sindaci e i Consigli Comunali, nuove forme di governo. In quel caso faremo finta di niente o affronteremo il dibattito? Lavoreremo per migliorare il territorio o evitare di rappresentarlo? Lavoreremo per rispondere alle esigenze dei cittadini o ci alzeremo dal tavolo della discussione? Queste cose vanno dette, vanno pensate, per responsabilità e perché è giusto affrontare i temi che riguardano il nostro Paese, anche nelle forme più piccole di rappresentanza. Il Movimento 5 Stelle deve affrontare questi temi, il prima possibile. Anche a partire da domani.

E in ultimo in questi tre mesi di dialogo con tutti i sindaci della Provincia ho avuto modo di apprezzare un nuovo aspetto fondamentale della politica. Un qualcosa che si può imparare solo quando si governa: il dialogo aiuta a risolvere i problemi. Il dialogo è la forza viva dell’essere Comunità, perché essicca le sorgenti dell’egoismo. Il dialogo è ciò che manca in questa Italia disastrata da lotte intestine, da accoltellate alle spalle, dai franchi tiratori, dagli arrivisti e dagli opportunisti. Quindi ringrazio i sindaci di tutta la Provincia, perché insieme abbiamo avuto modo di dimostrare di essere una cosa viva, all’altezza della sfida di questi tempi, all’altezza delle aspettative dei nostri concittadini. Ringrazio i sindaci perché hanno capito, come me, che i problemi non rimangono in eterno, ma possono essere risolti se davvero è nostra intenzione affrontarli. Non ho stima per alcuni consiglieri e rappresentanti del Partito Democratico, che ancora una volta, l’ennesima, hanno dimostrato il proprio menefreghismo, anteponendo il proprio interesse a quello dei nostri concittadini, scegliendo di correre per sé, fregandosene espressamente del concetto di territorialità e conformità del territorio.

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  • Vercingetorige

    18 Settembre @ 17.55

    PIZZAROTTI HA TENTATO , IN PROVINCIA , IL COLPO GOBBO ALL' ORIENTALE CON CUI E' DIVENTATO SINDACO DI PARMA , MA , STAVOLTA , GLI E' ANDATA BUCA ! Alle "comunali" , al primo turno , aveva ricevuto la metà dei voti di Bernazzoli , poi , al "ballottaggio" , la Destra , pur di non far vincere il candidato del PD , ha riversato in massa tutti i propri voti sul "grillino" . Pizzarotti è Sindaco coi voti di Ubaldi e di Vignali . Ha cercato di ripetere l' "exploit" con la Presidenza della Provincia , ma stavolta gli han risposto : "ti conosco , mascherina ! " .

    Rispondi

  • Giuseppe

    18 Settembre @ 16.06

    Ricordo che un po' mesi fa, non appena passata la riforma delle province, Pizzarotti andava in giro dicendo : "Adesso mi toccherà anche fare il Presidente della Provincia....". Un intuito ed una visione da grande statista.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    18 Settembre @ 11.44

    PIZZAROTTI , DOPO IL COMUNE DI PARMA , VOLEVA METTERE LE MANI ANCHE SULLA PROVINCIA , VISTO CHE L' APPETITO VIEN MANGIANDO . Già un anno fa andava in giro a dire che il nuovo Presidente della Provincia sarebbe stato lui . Ma gli è "andata buca" e si accontenterà di un seggiolino nella Conferenza dei Sindaci , con gli altri suoi Colleghi del Territorio . Il ritiro della sua candidatura probabilmente contribuirà molto alla ricomposizione della "spaccatura" nel PD.

    Rispondi

  • giorgiop

    18 Settembre @ 09.46

    giorgiop

    SILENZIOSO: non solo condivido quanto ha scritto, ma applaudo a quanto sia stato bravo nel riassumere in poche righe tutto quello che si può dire su questa classe politica della quale i cosiddetti cittadini del M5S sono la più bassa espressione. Il solo fatto di farsi pecorizzare da un ex guitto da avanspettacolo che non capisce una virgola di cosa voglia dire amministrare delle persone e non solo scrivere su un blog, dimostra a tutti quanti che i voti andati perduti nel loro calderone di inefficienza, instabilità politica, ignoranza, arroganza, strafottenza, falsa e fallace democrazia, potevano e dovevano avere sorte migliore. Potevano andare a qualunque altro partito, anche a quei microcosmi senza futuro; tanto peggio di così non potevano arrivare. Arriveranno le urne vere, prima o poi (non quelle di terza categoria che stiamo approcciando, ma quelle politiche) ed allora vedremo chi riuscirà a sopravvivere fra i 4-5 partiti incasinati sì ma non finti, e questo pseudo movimento infinocchiatore al pari di Scientology ed assimilati.

    Rispondi

  • Labandieraitaliana

    18 Settembre @ 06.50

    @silenzioso rischia di diventare nostalgico e ha ragione. Io già lo sono diventato da un bel pò vedendo cosa succede in Italia e sopratutto a Parma... Ahi ahi hai poveri noi...

    Rispondi

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