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Ecco come Parma si è scoperta fragile: parole, foto, video

Ecco come Parma si è scoperta fragile: parole, foto, video
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Lunedì pomeriggio, ore 16. In poco meno di mezzora la cronaca e il volto di Parma si trasformano.

Dopo i decenni di paura per la Parma, ora meno temuta grazie alle casse di espansione, è il Baganza che scende a valle sempre più violento, dopo essersi gonfiato delle piogge della vallata. Ed è tra via Po e piazzale Fiume che i parmigiani vivono la prima grande paura, simboleggiata dal container che si solleva come un fuscello e sembra voler abbattere il ponte: l'immagine-simbolo di un pomeriggio di terrore, che arriva nelle case dei parmigiani attraverso le edizioni straordinarie del Tg Parma.

 E' l'inizio del caos. L'acqua del Baganza invade rapidamente il piazzale e scende verso viale Villetta, via Varese, e poi barriera Bixio e via Volturno. Nel frattempo, le segnalazioni dei colleghi e i primi video dei lettori raccontano anche una Parma che a sua volta fa paura.

Dopo la bomba d'acqua in Val Taro e mentre altre notizie allarmanti arrivano dalla Val Parma, la città si scopre improvvisamente esposta e fragile. Dopo la scena da paura del container, arriva la conferma del crollo del ponte della Navetta. Arrivano alla redazione notizie forse ritenute impensabili o relegate nella storia lontana di Parma: acqua in via Bixio, in via Volturno...rischi evacuazione in strutture care al cuore dei parmigiani, come Villa Parma o le Piccole Figlie. Ed è inevitabilmente caos per il traffico, che anche a nord vive blocchi e rallentamenti fin quasi alla paralisi. Mentre la piena della Parma, che in città mette solo altri brividi, tiene ora in apprensione nella zona di Colorno, dove la piena arriverà in serata.

E' una notte di superlavoro. Ma come spesso accade in questi casi, è la mattina a svelare le reali dimensioni del disastro. Questa la prima cronaca nella zona da cui è partito tutto, in piazzale Fiume e via Varese.

 

Nella zona di via Po, un dramma nel dramma è quello delle Piccole Figlie, dove è scattata l'evacuazione e dove si parla di danni ingentissimi. Mentre a due passi l'allagamento dell'impianto Telecom si ripercuote sui collegamenti cellulare/web di mezza regione.

Ma è quando ci spostiamo nel Montanara che troviamo il vero disastro di fango. Un quartiere in ginocchio, con immagini che parlano da sole.

Parma è in ginocchio, ed appare chiaro che non sarà facile nè breve risollevarsi. Ma dalla città alla montagna tutti sappiamo che, come dopo il crollo dell'ospedale, dopo la disastrosa piena del Taro del 1982, dopo il terremoto dell'anno seguente, dopo le frane dei mesi scorsi, Parma saprà rimboccarsi le maniche e dare il meglio di sè per tornare quella di prima.

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  • Vercingetorige

    14 Ottobre @ 17.45

    IL TG PARMA HA TRASMESSO UN' INTERVISTA MOLTO RASSICURANTE A NOE' (il Comandante della Polizia Municipale).

    Rispondi

  • Vercingetorige

    14 Ottobre @ 17.42

    IL TUNNEL SOTTO LA NUOVA STAZIONE SI E' ALLAGATO . Chi ha la pazienza di seguire i miei modesti messaggi sa che avevo preannunciato fin dall' anno scorso che, al primo temporale , sarebbe successo ! E' mai possibile che , questa facile previsione , l' abbia fatta io , che faccio un altro mestiere , e ingegneri , architetti e geometri no ?

    Rispondi

  • RENZ

    14 Ottobre @ 16.30

    R E N Z

    Credo che i pochi commenti dipendono dal fatto che cellulari, internet, telefoni, tutti sono isolati. Io sono partito stamattina e la linea del cellulare è tornata quando ero a Modena. Nessuna immagine del ponte della navetta? Lo sapevate che era il più antico dei ponti di parma ancora esistenti in costruzione originale? Che ne è del "villaggio" abusivo sul baganza che si vede dalla tangenziale? Il container veniva da lì? perchè i vigili sono tutti a leggere i bigliettini dell'orario delle righe blu e un intero villaggio abusivo rimane lì tranquillo per decenni?

    Rispondi

  • giorgio mezzatesta

    14 Ottobre @ 15.14

    e continueremo, nonostante tutto, a comportarci in maniera scellerata considerando i fiumi, i torrenti e i canali come luoghi ove mettere a dimora ogni tipo di manufatto. Inutile prendersela con chi non ha dato l'allarme e non considerare i veri colpevoli delle esondazioni che sono coloro che considerano le golene luoghi ove poter piazzare anche opere murarie. Basta fare un giro sugli argini dei fiumi per rendersi conto che c'è ogni "ben di Dio." Non cambierà nulla e tutto rimarrà come prima in attesa di una prossima alluvione. E magari ci sarà qualcuno che punterà il dito sulle nutrie e sulle loro tane(sic!)

    Rispondi

    • Eli

      15 Ottobre @ 09.11

      Grande Giorgio. Hai ragione, condivido in pieno il tuo pensiero.

      Rispondi

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