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Gianni Bella: "Più forte della malattia"

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La serata "Bella" - Intervista con Gianni Bella 

Video prove della serata "Bella" 

Vanni Buttasi

Le sue canzoni parlano per lui.  Il legame con la musica è rimasto, sempre, molto forte. Nono stante la malattia. Gianni Bella,  66 anni, nella sua casa di Montechiarugolo, grazie alla collaborazione della figlia Chiara, ha acconsentito a rispondere alle nostre domande. Colpito da un ictus nel gennaio di tre anni fa,  dopo una degenza durata sette  mesi all'ospedale San Giorgio di  Ferrara, centro specializzato nella riabilitazione, è ritornato al  suo grande amore: la musica. «Lo stato di salute di mio padre -  sottolinea la figlia Chiara - è decisamente migliorato in questi ultimi anni. Ciò che più ci rinfranca è lo spirito, sempre molto sereno e positivo, nonostante permangano difficoltà nell'articolazione del linguaggio. Gianni sorride, canta spesso e i suoi occhi trasmettono serenità e forza».

Come è nato l'amore per la musica?
«L'amore per la musica è nato  quando era bambino. In famiglia  il padre aveva comprato con i  pochi risparmi una radio e in  casa la musica non mancava  mai, ed era anche un appassionato del canto. Poi un amico, all'età di 13 anni, regalò a Gianni la sua prima chitarra. Da quel momento iniziò a realizzarsi tutto: cominciò a suonare in un gruppo con amici traendo ispirazione da vere icone soul del suo tempo, primo fra tutti Otis Redding».

Quando è avvenuto il debutto?
«Il debutto di Gianni avviene al Festival di Venezia quando scrive, per mia zia Marcella, “Hai  ragione tu”. Da qui in poi è una  escalation, che lo conduce in breve tempo al primo Sanremo, nel  1972, con il singolo “Montagne  verdi”».

La canzone che ama di più?
«E' difficile dire se Gianni abbia o meno una canzone preferita. Per lui le sue creazioni sono tutte di uguale importanza. Tuttavia dovendo scegliere, le creazioni che più sono vicine al suo cuore possono essere senza dubbio “L'arcobaleno”, nata dalla collaborazione con Adriano Celentano, e “Il profumo del mare”  e “La fila degli oleandri”, tratte dalla sua produzione personale».

Sanremo e Festivalbar: quali  sono i ricordi più belli?
«Se potessimo fare una passeggiata tra i ricordi di Gianni, dovremmo prenderci sicuramente diversi giorni, e non basterebbe una pagina di un giornale per descriverli, ma personalmente ricordo i suoi racconti  più entusiastici in merito alla  sua vittoria al Festivalbar nel  1976 (la canzone era “Non si può  morire dentro” ndr). Quanto a  Sanremo… beh, era sempre, come è solito dire, “uno stress da  crepare!!!”. Forse il più bel ricordo è legato alla conquista del  terzo posto di mia zia Marcella  con “Senza un briciolo di testa”».

Come è il rapporto con Marcella?
«E'  sempre stato ottimo e lo è  ancor oggi. Amore fraterno e  tanta stima professionale li hanno sempre tenuti uniti in un'unica visione, artistica e sentimentale».

E la collaborazione con Mogol?
«E' tanto storica quanto verace. Amici di lunghissima data, colleghi carichi di stima reciproca  ed affetto, compagni di nume rose avventure. Un sodalizio che  non finirà mai, e che farà parlare  di sé anche in futuro».

Per chi vorrebbe scrivere?
«In questo momento non saprei rispondere, Gianni ha sempre avuto uno sguardo molto lontano nel futuro, le sue melodie e la sua armonia sono sempre state molto moderne, pensiamo all'album “G.b.1” degli anni '80 che sarebbe attualissimo  anche ora e pensiamo anche al  fatto che prima della malattia  stava scrivendo un'opera lirica...  Difficile da rispondere, la creatività era a 360 gradi potrei dire  per tutti e per nessuno…».

A che punto è il progetto «Storia di una capinera», presentato più di un anno fa a Parma  Lirica?
«L'opera è finita, è stato un  lungo lavoro che ha visti coinvolti numerosi professionisti nazionali ed internazionali. Avrebbe necessità di essere prodotta,  ma in questi periodi di grandi  tagli dovuti alla crisi, un'opera  così monumentale ha difficoltà  ad essere messa in scena. Tuttavia abbiamo un team di collaboratori forti e stiamo valutando varie proposte che già sono arrivate».

Perché ha scelto Montechiarugolo come suo buen ritiro?
«Ovviamente Gianni per ispirarsi ha scelto la tranquillità della campagna parmense. Sicura mente complice della scelta fu  l'incontro con mia madre nel 1975. Da allora la sua  casa e il suo studio sono qui».

Calcio e solidarietà: cosa ha  rappresentato la Nazionale  cantanti, di cui è stato uno dei  fondatori?
«La Nazionale cantanti è un'i dea che ha condiviso con Mogol e  altri fondatori come Giacobbe,  Mengoli, Morandi. Gianni ha  sempre amato due cose di questo  progetto: il primo, avere la possibilità di incontrare amici nuovi  e vecchi e poter fare sport insieme divertendosi. Il secondo, altrettanto importante, è il fondamentale contributo di solidarietà per scopi benefici. L'esperienza è sempre stata per Gianni come coronare un sogno: unire  amicizia, gioco e solidarietà... il  sogno di tutti!».

Cosa c'è nel cassetto?
«Il cassetto di Gianni è pieno  di novità e di coraggio e volontà  per metterle in atto: prima fra  tutte il ripristino e il rilancio del suo storico studio di registrazione, che proprio a partire dalle  prossime settimane sarà rinnovato e reso disponibile per tutti i  musicisti ed i produttori che vorranno realizzare prodotti di alta qualità, ma anche con un occhio  di riguardo alle produzioni di demo e provini. Il tutto in collaborazione con le etichette disco grafiche indipendenti Sfem di  Parma e Level49 di Piacenza,  amici di Gianni da lunga data, e con il producer Luca Lanza, che  insieme a me sta creando le basi  per una rinnovata stagione di  produzioni a firma Nuova Gente.  Ma, prima di tutto, un sogno che  a breve diventerà realtà… poter  incominciare a suonare il piano e comporre di nuovo...».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Alma A.

    27 Settembre @ 23.03

    ti aspetteremo tutta la vita... per sognare ancora con te! :)

    Rispondi

  • Francesco

    05 Settembre @ 23.51

    prego per tuo padre e per tutte le persone ke stanno poco bene un bacio francesco da catania

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  • Djerba

    12 Aprile @ 23.04

    fatti forza e torna mi manca la tuausica miricordo quando ero piccolo a scuola con a scatola dei formagino la tagliavo il bordo e facevo il disco e e ci scrivevo non si puo morire dentro e lo facevo girare nelbanco della scuola cantichianndo la canzone come vorrei tornare a quei lontani anni 70 80

    Rispondi

  • 06 Febbraio @ 17.06

    Roberto da roma 06 02 2014. . ciao Gianni spero che tu possa guarire al più:presto per sentire le tue canzoni e la tua bellissima musica .un forte abbaccio per l' artista e per la persona che sei Ciao gb1 gb2 gb3 a presto

    Rispondi

  • ilaria/ilaMolossi

    13 Dicembre @ 16.28

    CORAGGIO GIANNI! La Musique, Marcella, la tua Famiglia, eh... tutto ciò che sei... la tua grandezza di Uomo come di Artista, ti aspettiamo sul palco con il pianoforte a cantare! Credici come i miei pensieri per una tua completa guarigione! Fortissimamente ti abbraccio anche a Marcella...l'Emilia è la nostra terra... ilaria Molossi

    Rispondi

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