Compagne di Branco
Cari compagni di branco siamo tornate! Le vacanze le abbiamo fatte un po’ tardi coi nostri amici pelosi per non sottoporli al caldo di Agosto ma eccoci qui pronte a ricominciare la nostra amata rubrica. Mentre ci riprendiamo dallo shock del rientro vi lasciamo nelle sapienti mani della nostra consulente di relazioni feline Chiara Copelli.
“Quello italiano e solitamente un vocabolario molto piu ampio di quello inglese, però in questo è presente una distinzione lessicale che noi non abbiamo: la casa come edificio è “HOUSE” , mentre la casa come luogo in cui sei al riparo, in inglese è “HOME” .”
cit. Laura Scillitani
Le case in cui abbiamo vissuto, viviamo e siamo cresciuti, non sono semplicemente edifici ma rappresentano la scenografia di scatti del nostro vissuto; dando forma e collocazione a momenti, passaggi, ricordi, emozioni e legami significativi della nostra vita.
Le case sono luoghi d'affezione che contribuiscono a costruire e definire l'identità di ciascuno.
“Home” è quel luogo inespugnabile a cui far ritorno quando siamo stanchi, e abbattuti, quando abbiamo avuto una brutta giornata, quando il resto del mondo sembra ci frani addosso, quando ci sentiamo vulnerabili. La casa dovrebbe essere il luogo dove ritrovare equilibrio. Al tempo stesso è il luogo dove ciò che ci è più caro viene custodito (cose, affetti, valori, sogni). Infatti non ne concediamo accesso e condivisione a chiunque ma solo a coloro di cui abbiamo piena fiducia. La casa è una “base sicura”, e in quanto tale va tutelata e protetta.
La psicologia oggi parla di "identità di luogo” e di “attaccamento all’ambiente” che presentano dinamiche analoghe al legame di attaccamento familiare. “I luoghi che frequentiamo nel corso della nostra esistenza entrano in gioco nella costruzione del sé e influiscono in ciò che facciamo e pensiamo.” cit. dal web
“Cosa avviene dentro di noi quando scegliamo o ancor peggio siamo costretti a dover lasciare un luogo che consideriamo casa “Home”?
Posso testimoniare con il mio recente ed attuale vissuto personale, quanto sia doloroso ed emotivamente destabilizzante, doversi separare definitivamente, contro la propria volontà, prima dalla casa di famiglia dove sono nata e cresciuta e ora dalla casa di campagna dove ho vissuto negli ultimi 5 anni costruendo legami e sperimentando intensi momenti di condivisione, partecipazione e comunione con gli altri abitanti (bipedi e quadrupedi) di questa “home”.
Dover lasciar andare questi luoghi non ha significato semplicemente cambiare abitazione, ma dal punto di vista psicologico ed emotivo, è stato come dover metabolizzare e rielaborare un lutto. Le emozioni in gioco passano da una fase iniziale di forte smarrimento e destabilizzazione a cui segue un senso di rabbia e di profonda ingiustizia. Poi è necessario raccogliere tutto ciò che di unico e irripetibile questi luoghi ci hanno donato, metterlo nello zaino e come dice Niccolò Fabi nel suo ultimo capolavoro “Andare oltre”. In questo i gatti con la loro fluidità sono maestri, fin quando c’è uno spiraglio restano ancorati al loro ambiente ma quando lo spazio scompare completamente, se ne hanno la possibilità, cercano oltre. Vivere sulla mia pelle tutto questo mi ha permesso di comprendere davvero il viscerale legame di attaccamento dei gatti con il proprio ambiente, e quanto gli costa doversi adattare altrove.
Ecco che il detto “il gatto si affeziona alla casa” è perciò una grande verità. Mentre l'accezione negativa che l’accompagna e l’inciso che solitamente segue «e non alle persone» è un interpretazione bipede-centrica errata e fuorviante. Per il nostro Mr.G infatti il suo ambiente di vita è un tutt'uno con il suo mondo sociale, perciò il legame di attaccamento all’ambiente è indissolubilmente connesso alla quantità e qualità delle relazioni che al suo interno decide di stabilire. Se un gatto sta bene nel suo ambiente e lo può abitare liberamente sarà più portato a stabilire relazioni con gli altri inquilini (anche baffuti) votate ad una pacifica e serena convivenza. L'obiettivo primo del nostro Dalai Lama felino è quello di stare in pace e mantenersi quindi in equilibrio con il suo ambiente e di conseguenza anche con i suoi altri abitanti. Ciò sarà realizzabile se verrà rispettata l’equazione felina:
Libertà nella gestione e nel controllo degli spazi = bassa conflittualità = diplomatica pace felina = dinamico equilibrio emotivo baffuto = garantito senso di sicurezza (all interno del proprio ambiente) = L'ambiente diventa home!
Non sono il valore materiale o la proprietà legale, bensì il vissuto e il valore affettivo ad esso connesso che definiscono per ciascun individuo il concetto di “Home”.
Come per noi bipedi Home può essere una palafitta di paglia e sterco, un monolocale al quinto piano di una casa popolare, così come un lussuoso attico o una villa con piscina. Così tra le variopinte Home dei nostri ninja baffuti possiamo trovare un fienile diroccato, un bosco, una stalla, un porto, un cimitero, l’esterno di una taverna, una moschea, la stazione della metropolitana, così come il giardino di una lussuosa villa o il cortile di una palazzina di periferia.
Concludendo vi invito a riflettere bene prima di agire, operando consapevolmente e con attenzione, alla luce dell'enorme impatto emotivo che hanno alcune nostre decisioni, sulla vita dei nostri amici baffuti:
L’adozione di un gattino. Il suo inserimento in un ambiente casalingo, spesso completamente diverso da quello in cui è cresciuto e in cui ha appena lasciato i suoi legami familiari.
Il trasloco in una nuova abitazione (anche quando il nuovo contesto in termini di quantita e qualita di spazi risulti migliorativo per il gatto).
L’adozione in ambiente casalingo di gatti “randagi”, “semiferali”, “di colonia”, “di quartiere”, vissuti comunque fino a quel momento esclusivamente in esterno e in condizioni di libertà. Rispetto a queste tre situazioni specifiche, stay tuned e non perdetevi i nostri prossimi articoli baffuti, perché le analizzeremo singolarmente e ne parleremo insieme.
Ringraziando Chiara per il suo sempre interessante e lucido input vorremmo ricordarvi che le foto che ci mandate dei vostri amati baffuti sono tante, davvero tante. Questo ci riempie di gioia ma avendo a disposizione 4/5 spazi foto settimanali potete immaginare che la pubblicazione del vostro peloso del cuore possa subire dei ritardi. Appreziamo la vostra comprensione.
Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di “Compagne di Branco” in podcast su Spotify e in diretta su Radio Parma tutti i mercoledì dalle 18.00 alle 19.00
IG:@compagnedibranco
FB: compagnedibranco
Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica? Immortalate i vostri amici mettendo bene a fuoco il loro muso e inviate la foto a compagnedibranco@gmail.com
Se desiderate inviare proposte o avete domande per la rubrica, scrivete a compagnedibranco@gmail.com

Betty Boop - di Cecilia Rossi

Calimero - di Giorgio Mezzatesta

Tigrotta - di Antonella Ferrari

Theo - di Angelo Folli

Romeo - di Sebastiano Clerici
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