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compagne di branco

Se abbaia troppo

Compagne di branco

03 Ottobre 2022, 16:44

Rubrica settimanale, a cura dell’educatrice cinofila Lia Begani e della speaker radiofonica Valentina Tridente (Radio Parma).

Bentornati cari Compagni di Branco, oggi abbiamo deciso di toccare un nuovo argomento un po’ delicato per cercare di fare chiarezza e aiutarvi a comprendere il vostro cane quando fate per lui una scelta educativa. Oggi vogliamo parlarvi del rapporto tra emozioni e risposta comportamentale. È molto importante fare questo distinguo per capire che tipo di rieducazione stiamo attuando sul nostro amico pet e decidere serenamente se è quello di cui entrambi abbiamo bisogno.

La prima cosa da considerare è che un cane sereno difficilmente manifesta comportamenti sgraditi; è quindi molto importante capire quali sono le emozioni che causano un comportamento sgradito. Per semplificare le cose partiamo da un esempio, il comportamento sgradito per eccellenza: l’abbaio, tanto odiato dai proprietari e da tutto il vicinato.

Un cane può abbaiare in modo compulsivo per molti motivi, può farlo perché ha forte timore di chi ha di fronte, può farlo perché si annoia e ha una forte attitudine alla guardia e passa le sue giornate davanti ad un cancello a fare quello che gli riesce meglio oppure lo può fare per ansia.
Davanti al bipede spennacchiato che ha scelto di accompagnarsi al quadrupede peloso si aprono due strade, non sempre così nettamente distinte, che richiedono una riflessione importante in quanto la scelta che farete si ripercuoterà sul futuro del vostro migliore amico in modo quasi permanente.

La prima soluzione - decisamente più semplice e breve per il bipede spennacchiato di turno - che consiste nel concentrarsi esclusivamente sull’inibizione del comportamento sgradito, cosa che richiede metodi più o meno coercitivi a seconda di quanto l’emozione che lo causa e lo accompagna è forte e radicata, oppure, nel migliore dei casi, una serie di strategie per ovviare al problema, ma che comunque non intervengono sull’emozione e in assoluto non risolvono il problema alla radice.

La seconda via è quella indubbiamente più lunga e frustrante e, non raccontiamoci favole, anche la più dispendiosa in termini economici e di tempo per l’essere umano. Questa infatti consiste nel farsi domande un po’ più approfondite su quello che succede nella testa del cane e sul perché si sente così. Agli occhi di chi ha già affrontato un percorso di psicoterapia per se stesso allo scopo di affrontare le proprie difficoltà emotive e psicologiche risulterà ben chiaro quanto questo sia complesso, ricco di alti e bassi ma avrà anche ben chiaro di quanto il lavoro svolto abbia portato sollievo nella sua vita.
Ecco per il cane non è molto diverso, con la differenza che il cambiamento nella mente e nell’emotività del cane, essendo lui un animale che vive per il suo branco e che dipende in gran parte da noi, non dipende solo da lui e dalle sue forze ma anche e soprattutto da noi portatori sani di cane che siamo parte integrante e fondamentale di questo percorso di cambiamento.

Tornando all’abbaio portiamo due esempi dei diversi approcci per rendere tutto più chiaro..
Prendiamo l’esempio di un cane a guinzaglio reattivo verso gli altri cani, uno di quei cani che abbaiano con insistenza tutte le volte che avvistano un conspecifico nel raggio di chilometri; spesso e volentieri dietro questo comportamento ci sono emozioni di forte disagio nei confronti degli altri cani che possono andare dalla paura, al fastidio fino all’ansia e al panico vero e proprio.
Mettiamo ora che si decida di procedere col primo metodo, nei casi più facili e fortunati si può ovviare distraendo il cane con varie strategie che variano dal gioco molto ambito al bocconcino molto liffo (NB questo metodo è realmente efficace in pochissime occasioni). Per i cani a nostro avviso più sfortunati arriverà il «professionista» di turno che proporrà metodi decisamente duri «perché questo cane deve capire chi è che comanda» e causando al cane un fastidio più grande di quello che gli causa la presenza dell’altro cane inibirà la risposta comportamentale dell’abbaio. In entrambi i casi le emozioni sono state scarsamente prese in considerazione con la differenza che nel primo caso non si fanno grossi danni e comunque si cerca di evocare qualcosa di positivo per il cane e che invece nel secondo caso non solo le emozioni negative restano dove sono ma si sommano ad altre. Nel migliore dei casi questo porterà ad inibire il cane se non addirittura a deprimerlo (anche se l’umano potrebbe vedere risolti i «suoi» problemi); nella peggiore delle ipotesi si potrebbe arrivare alla totale perdita di fiducia nei confronti del conduttore o addirittura a risposte comportamentali ancora più esasperate.

Passiamo ora al caso in cui oltre alla risposta comportamentale si prendono in considerazione le emozioni del cane e ipotizziamo di scoprire che l’emozione che guida quel cane all’abbaio sia la paura; in questo caso sarà importante dare anche competenze sociali al soggetto con molta calma e rispettando i suoi tempi (NB le aree cani e/o le classi con 10 cani per volta, per quella che è la nostra esperienza, non sono un modo per dare sicurezza ai cani insicuri ma solo un modo per sensibilizzarli ulteriormente). Altrettanto fondamentale sarà rinforzare la fiducia all’interno del binomio bipede-quadrupede in modo che il cane possa usare il suo compagno come filtro per guardare il mondo con occhi diversi e allo stesso tempo si possa sentire più tutelato e così via.

Come anticipato comprendiamo che quest’ultimo approccio possa sembrare lungo e impegnativo ma in molti casi può costituire la differenza tra un Fido «ubbidiente e silenzioso» ma triste o depresso e un partner peloso per la vita che si fida di voi perché si sente compreso e tutelato. Con questi spunti abbiamo solo voluto dare uno spunto di riflessione sulle tante opzioni che abbiamo come umani dotati di cane di affacciarci alla loro educazione. Fortunatamente i tempi cambiano e con loro anche la comprensione dei nostri amici a quattro zampe: in fin dei conti, quando scegliamo di avere un cagnetto nella nostra vita, la qualità della sua dipende quasi totalmente da noi. E voi, che approccio sceglierete?

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di “Compagne di Branco” in podcast su Spotify e in diretta su Radio Parma tutti i mercoledì dalle 18  alle 19 
IG:@compagnedibranco
FB: compagnedibranco 

Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica? Immortalate i vostri amici mettendo bene a fuoco il loro muso e inviate la foto a compagnedibranco@gmail.com Se desiderate inviare proposte o avete domande per la rubrica, scrivete a compagnedibranco@gmail.com

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