AMICI ANIMALI
Quando arrivano nei parchi, nelle scuole o negli aeroporti, fanno sempre «notizia» e non mancano mai le persone che si fermano ad osservarli mentre, al fianco del loro conduttore, lavorano per cercare quello per cui si sono «specializzati». Sono le unità cinofile in dotazione alle forze dell’ordine e, oltre ad essere ben addestrati, non sono certo «cani qualsiasi». Per diventare a tutti gli effetti un «poliziotto» o un «carabiniere», non basta essere della «razza giusta»: all’entrata in servizio il loro stato di salute deve essere perfetto. «Senna ha iniziato a lavorare all’età di circa un anno – rivela il conduttore di uno dei cani antiveleno dei Carabinieri Forestali che abbiamo visto all’opera anche nei parchi di Parma -. Spesso vengono scelti cani come il pastore tedesco, il malinois belga o il labrador retriever, ed è importante escludere patologie come la displasia dell’anca. La selezione tiene inoltre conto del temperamento, dell’intelligenza e delle capacità olfattive del cane. Iniziare a lavorare con un cane già adulto permette di avere una ragionevole certezza del fatto che resterà in servizio a lungo». L’addestramento inizia con i comandi di base del comportamento, del rispetto verso l’addestratore e delle prime istruzioni, e si verifica se il binomio cane-conduttore funziona. «A questo punto inizia la fase di addestramento per i compiti specifici che dovrà eseguire, ovvero cercare quello che si vuole che cerchi». I cani da ricerca possono essere addestrati per individuare sostanze sostanze tossiche e veleni, sostanze illegali, esplosivi, armi o persone disperse. «Nel caso dei cani antiveleno, come Senna, la parte più difficile è insegnare a non avvicinarsi a quello che spesso nasconde il veleno stesso, ovvero un boccone appetibile. Quando trova il veleno, lei si allontana e a quel punto avrà un “premio”: per lei è la sua pallina». Ma insegnare non basta: ogni giorno si deve dedicare tempo a tenere «allenato» e motivato il cane. L’obiettivo è far sviluppare al cane un forte interesse per l’odore di quello che dovrà cercare, associandoli spesso a ricompense o giochi. Durante l’addestramento, i cani vengono esposti a una varietà di ambienti in cui potrebbero dover cercare, abituandoli così ad individuare odori sospetti anche in contesti diversi, a concentrarsi sul compito nonostante le distrazioni e a segnalare la presenza attraverso un comportamento specifico, come sedersi, abbaiare, grattare a terra o indicare con il naso. «L’addestramento dei cani è un processo continuo, con sessioni regolari per mantenere e migliorare le loro capacità. Inoltre, devono essere sempre “aggiornati”.
L’utilizzo delle unità cinofile fa la differenza: grazie al loro potentissimo fiuto possono trovare anche quantità minime di quello che viene cercato». Ma se i «cani-poliziotto» vengono utilizzati in situazioni pericolose e necessitano di ore di addestramento quotidiano, nulla vieta al cucciolone di casa, e al suo «umano» di avvicinarsi alla ricerca, magari di persone o altri animali smarriti. Le occasioni per allenarsi, ed entrare magari in un gruppo di protezione civile, ci sono anche nel parmense e, per iniziare, basta anche una lezione alla settimana.
© Riproduzione riservata
Contenuto sponsorizzato da Relisir Parrucchieri Srl
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata