ANIMALI
Dopo aver passato l’inverno nascoste tra le foglie secche, nei cespugli o tra l’erba alta, con l’arrivo della primavera, tornano anche le zecche. E con gli inverni sempre più miti, spesso ricominciano a muoversi già tra febbraio e marzo: piccole, silenziose e pericolose.
Ma può rimanere a vagare sul pelo usando l’animale come «taxi» verso un altro ospite.
Ecco perché una bella spazzolata prima di entrare in casa è sempre una buona idea: aiuta a rimuovere eventuali ospiti indesiderati e protegge tutta la famiglia. Le zecche possono infatti trasmettere malattie anche serie. La più insidiosa è la Malattia di Lyme, che spesso compare dopo giorni o settimane con febbre, dolori muscolari e una caratteristica macchia rossa che si allarga intorno alla puntura. Se non curata in tempo con antibiotici, può avere conseguenze anche gravi. C’è poi l’encefalite da zecche, una malattia virale che può colpire il sistema nervoso.
Dopo sintomi simili all’influenza, può causare meningite o encefalite, con rigidità del collo, problemi motori e, nei casi peggiori, paralisi. Esistono anche infezioni batteriche come ehrlichiosi e anaplasmosi, che provocano febbre alta, dolori articolari e abbassamento delle difese immunitarie. Nei cani si manifestano con apatia, perdita di appetito e dolori articolari, e vanno trattate subito con antibiotici. In caso di puntura, niente panico. Rimuovere la zecca con cura, senza schiacciarla o strapparla, disinfettare bene la zona e osservare eventuali sintomi nei giorni successivi. Se compaiono febbre, eruzioni cutanee o malessere, meglio rivolgersi al medico.
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