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Comunicato Stampa: “La rivelazione”, un medical thriller che intreccia vizi, virtù e tradimenti

Comunicato Stampa: “La rivelazione”, un medical thriller che intreccia vizi, virtù e tradimenti

26 Febbraio 2026, 15:18

C’è un momento, nelle città che non dormono, in cui la luce cambia consistenza e il futuro sembra un refolo che passa tra i grattacieli. New York, qui, respira così: una primavera che arriva senza annunci solenni, con un’aria più mite, con le strade che riprendono ritmo, con la promessa di una stagione che ricomincia. È in questa soglia, quasi clinica e quasi sentimentale, che si apre la nuova tappa di una storia già avviata, con una protagonista che porta addosso la stanchezza del trauma e la disciplina di chi ha imparato a non mollare. “La rivelazione” di Antonella Cassanelli ( Gruppo Albatros Il Filo ) nasce come seguito di “Sogno di una ricercatrice a New York” e dichiara subito la propria natura di risposta: l’autrice racconta di avere ascoltato le domande dei lettori, di avere raccolto quei “perché” rimasti sospesi, di avere scelto di continuare le avventure di Charlotte offrendo la sua interpretazione del filo che unisce gli eventi. Il risultato è un romanzo che tende la mano a chi arriva dal primo libro, e insieme costruisce un nuovo patto con chi entra ora: un patto fondato sulla curiosità e sulla possibilità che una vicenda intima si trasformi, pagina dopo pagina, in una lettura del tempo presente. Il primo elemento che colpisce è la difficoltà di catalogazione, e questa difficoltà diventa una qualità strutturale. Cassanelli mette in campo suspense e passione, adrenalina e romanticismo, e orchestra i registri con una naturalezza che spinge il lettore a spostare continuamente lo sguardo. La trama porta in superficie segreti e bugie, ferite e desideri, ambizioni e cedimenti . La domanda che resta non riguarda soltanto “che cosa è successo”, riguarda “che cosa vale”, quanto costa la fiducia, quanto pesa una scelta quando il contesto intorno è pronto a trasformare ogni scoperta in merce. Charlotte è una ricercatrice, e la scienza in questo libro non funziona come semplice sfondo. È un lessico, un’etica, una postura. La protagonista riesce a ingentilire la passione per la ricerca attraverso il declinare dell’amore, come se il romanzo volesse dimostrare che razionalità e sentimento appartengono allo stesso organismo, e che ogni conflitto vero nasce dalla convivenza di queste due forze dentro una persona.  Intorno alla linea affettiva si muove una costellazione di figure che somigliano a un inventario morale. Vecchi amici che riemergono dal passato, individui pronti a tutto, presenze che sanno cambiare volto e tono come accade nelle storie in cui la verità passa di bocca in bocca, e ogni bocca aggiunge una distorsione. William porta un peccato da espiare, e la sua vigliaccheria assume la forma concreta del tradimento. Lucas vive una stanza interiore piena di sentimenti repressi, un’energia che chiede uscita, e che può diventare cura o pericolo. Emily, Eleonor, Nelson, Hunter: i nomi segnano traiettorie diverse, e ogni traiettoria porta con sé una virtù che prova a farsi strada e un vizio che tenta di prendere comando. Qui entra uno dei nuclei più interessanti del romanzo: la collezione di vizi e virtù dell’animo umano , vista non come elenco statico, ma come movimento, come dinamica. Lealtà e interesse, generosità e calcolo, coraggio e opportunismo, capacità di amare e capacità di ferire: tutto convive nella stessa scena, spesso nella stessa persona. Cassanelli sceglie di raccontare personaggi che si presentano con una maschera di normalità e poi rivelano una crepa, e in quella crepa si sente la pressione del nostro tempo: un tempo che chiede prestazioni, che misura il valore in termini di successo, che spinge a considerare la relazione come un bene disponibile, la ricerca come un investimento, la scoperta come un titolo da vendere. Il brevetto dei protagonisti diventa così un oggetto narrativo e un oggetto simbolico. È il punto in cui la scienza incontra il potere economico , il punto in cui la cura possibile può essere piegata a scopi illeciti, il punto in cui la vita rischia di essere negoziata come un prezzo. L’ombra che circonda la ricerca di Charlotte e Alexander parla di un mondo in cui gli studiosi possono lavorare per tutelare la vita, e in cui esistono anche predatori pronti a negarla. La tensione non nasce dalla procedura investigativa, nasce dall’attrito tra etica e desiderio, tra bisogno di amore e bisogno di riconoscimento, tra paura e ambizione. Il romanzo costruisce questa tensione attraverso una scelta di ritmo che privilegia l’azione dialogica. I dialoghi hanno una funzione strutturante: portano avanti la storia, caratterizzano i personaggi, creano scene nette, quasi già pronte per una trasposizione. La narrazione, in più punti, sembra pensata come sequenza: entrate, uscite, scarti di voce, confessioni che arrivano in un ascensore, rivelazioni che si depositano in un corridoio, decisioni che si prendono al telefono. Questo “occhio” da sceneggiatura è uno dei punti di forza: rende la lettura rapida, visuale, vicina al corpo, e insieme lascia spazio a lampi di introspezione in cui Charlotte ricostruisce il proprio passato e tenta di capire dove, esattamente, si sia spezzata la fiducia. Lo stile dell’autrice unisce due competenze che raramente convivono con equilibrio: l’ abitudine alla precisione scientifica , legata alla sua formazione medica, e la disponibilità a entrare nel terreno instabile dei sentimenti . La scrittura tende alla chiarezza, cerca un lessico accessibile, si affida a una narrazione lineare che non rinuncia a colpi di scena. L’ambientazione newyorkese, con i suoi luoghi simbolici e le sue prospettive verticali, funziona come cornice narrativa e come dispositivo emotivo: una città che permette di ricominciare, una città che amplifica le solitudini, una città che mette i personaggi in movimento e li costringe a scegliere una direzione. Per genealogia, “La rivelazione” si colloca in una zona che sfiora il medical thriller e il romantic suspense . Affiorano echi di storie in cui l’ospedale diventa teatro di attese e di paure, in cui una scoperta scientifica accende appetiti, in cui il legame affettivo deve sopravvivere al ricatto della colpa e del segreto. La parentela con certe narrazioni anglosassoni dedicate alla scienza come potere e come rischio è percepibile. Cassanelli, in questa traiettoria, sceglie una via personale: mette al centro una protagonista femminile che non delega la propria salvezza, che resta in piedi anche quando la scena chiede resa, che tenta di proteggere la ricerca e insieme di proteggere se stessa. Il libro trova la sua innovazione nel modo in cui usa la suspense per parlare di umanità. C’è un’educazione dello sguardo: riconoscere le forme del tradimento, distinguere la paura dalla prudenza, capire quando un gesto nasce dall’amore e quando nasce dal controllo. In questo senso la rivelazione del titolo funziona come una promessa plurale: rivelazione di fatti, rivelazione di caratteri, rivelazione di un tempo storico in cui l’intimità e il mercato si avvicinano troppo, e in cui la scienza, che potrebbe curare, rischia di diventare un’arma nelle mani sbagliate. Alla fine, resta una domanda che scavalca la trama: quanta verità può reggere un legame quando la vita, la carriera, la colpa e il denaro entrano nella stessa stanza? Il romanzo risponde con una scelta di campo precisa, affidata alla sua protagonista: la verità non arriva come sentenza, arriva come atto di resistenza, e chi la cerca scopre che ogni rivelazione chiede un prezzo, e che il prezzo più alto non è quello scritto su un contratto.  

La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di NEW LIFE BOOK

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