Consiglio Veneto, iniziato l’esame del Defr, il Documento di economia e finanza regionale 2026-28 (Arv) Venezia, 25 marzo 2026 - Il Consiglio regionale del Veneto ha iniziato oggi l’esame del Disegno di deliberazione amministrativa n. 6, di iniziativa della Giunta, volto all’adozione del Documento di economia e finanza regionale 2026-28, il Defr, e della Nota di Aggiornamento, illustrato in Aula dal presidente della Prima commissione consiliare, Andrea Tomaello (Stefani Presidente), correlatore, il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo. La seduta è iniziata con la richiesta di un minuto di silenzio fatta dal Presidente dell’assemblea legislativa regionale, Luca Zaia, per ricordare la figura di Amelia Casadei, scomparsa nei giorni scorsi, parlamentare tra il 1976 e il 1979 per la Democrazia Cristiana, nonché consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza del Consiglio Veneto nella Sesta legislatura regionale. Come ha ricordato anche il presidente Tomaello nel corso della relazione illustrativa, si tratta, in sostanza, del provvedimento unico di programmazione sul quale è impostata la manovra di bilancio; la proposta di deliberazione amministrativa comprende, in sintesi, il quadro di riferimento macroeconomico, i temi di finanza pubblica del prossimo triennio, gli ambiti di programmazione europea e nazionale riferiti al programma regionale di governo, alla strategia per lo sviluppo sostenibile, al piano nazionale di ripresa e resilienza, alle 19 missioni regionali e agli indirizzi dati alle società e agli enti. “Il Defr è stato realizzato in tempi rapidi - ha aggiunto Tomaello - con un buon background di dati positivi derivanti dagli anni trascorsi, ma anche con un approccio innovativo voluto dal Presidente Stefani: il Documento mira a promuovere il territorio, valorizzando le diverse aree interne, e alle infrastrutture intese come motore di sviluppo per rispondere alle sfide dell’oggi e del domani, ma soprattutto rivolge particolare attenzione al sociale, alla salute, alle famiglie e agli anziani, per non lasciare indietro nessuno. È anche l’occasione per ringraziare l’assessore regionale Filippo Giacinti e gli assessori presenti nelle Commissioni, le strutture tecniche del Consiglio e della Giunta per la rapidità del lavoro svolto, i presidenti di Commissione, altrettanto rapidi nell’espressione del parere secondo i tempi che ci eravamo dati, e tutti i consiglieri componenti le Commissioni”. Nel corso della correlazione, il capogruppo dem, Manildo, ha sottolineato come la velocità sia legata alla necessità “di uscire dall’esercizio provvisorio, fattore di corresponsabilità che ha spinto ad approfondire in tempi contenuti il Defr per poter dare il nostro apporto e poter dare uno slancio alla nostra Regione. I dati di partenza non sono incoraggianti, non soltanto per lo scenario internazionale che conosciamo tutti, ma anche per il contesto Veneto: la produzione presenta un calo dell’1,4%, il 12,4%, ovvero 590mila veneti, sono sulla soglia della povertà, numeri che, come si rileva anche nel Defr, ci devono far riflettere, unitamente all’”esodo biblico” - per usare una formula giornalistica - dei giovani; dal 2011 a oggi, 56mila giovani se ne sono andati dal Veneto, più di 7mila nel 2024. Abbiamo visto poco coraggio nell’affrontare determinati temi e nel cercare le risposte: come opposizione, abbiamo presentato circa 600 emendamenti per la necessità di far capire che alcune cose devono essere fatte in modo più profondo, in modo più concreto, in modo più lungimirante. La timidezza che abbiamo visto è sulle parole del Defr che spesso vengono usate: flessibilità fiscale, e in questo riteniamo che l’eredità debba essere abbandonata, che i tempi siano cambiati e che sia necessario avere più coraggio. Io ritengo che non sia stato particolarmente virtuoso dal punto di vista di un amministratore pubblico raccontare di avere un Veneto tax free, quando c’erano comunque delle tasse occulte, penso alla Pedemontana, o alla necessità della mancata competitività in alcuni ambiti, o a temi dell’out of pocket, se si parla di sanità. Ritengo che qui ci debba essere il coraggio di tutto il Consiglio regionale di capire che la flessibilità fiscale è un sistema di creazione di politiche di sviluppo e creazione di uguaglianza. Noi in questo Defr dobbiamo pensare a un patto fiscale diverso con i cittadini, che possa incamerare entrate utilizzabili per creare sviluppo”. Di seguito, il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato ha evidenziato come “l’analisi dei numeri del Defr ci dice che stiamo andando incontro al precipizio, con politiche di piccolo cabotaggio senza osare un cambiamento reale dinanzi a temi problematici come quelli economici e demografici, con i riflessi negativi sul piano delle politiche sociosanitarie e lavorative”, aspetti evidenziati anche dalla collega Elena Ostanel che ha affermato: “Continuare a dire che siamo una Regione tax-free, utilizzando lo slogan oggi riprodotto anche dal Presidente Stefani, penso sia un grande errore: fino a quando non ci sarà il coraggio di inserire un’addizionale Irpef regionale progressiva per i redditi più alti, noi non ce la faremo”. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Flavio Baldan, ha posto l’accento “Sulla mancanza di numeri relativi alla Superstrada Pedemontana Veneta e a loro impatto sull’attuale bilancio e per gli anni a seguire: analogamente a quanto richiesto anche dalla consigliera Ostanel, serve creare una Commissione straordinaria dedicata alla Pedemontana”. “In una fase straordinaria servono misure straordinarie, forti e coraggiose - ha sottolineato il consigliere Paolo Galeano (Pd) - e non fra due anni: dobbiamo farlo ora”, mentre la consigliera dem Chiara Luisetto ha affrontato “i cinque temi, ovvero disabilità, non autosufficienza, minori, salute mentale, dipendenze, che tengono in piedi l’ossatura sociosanitaria regionale e che oggi soffrono di una programmazione scaduta o assente, temi per affrontare i quali abbiamo presentato una manovra emendativa importante a fronte di una programmazione né coraggiosa, né lungimirante, né tantomeno adesa a quello che è lo stato del cambiamento dei bisogni che viviamo”. “La sensazione è che questa maggioranza si sia resa conto che senza un’addizionale regionale le risorse per andare oltre l’ordinaria amministrazione sarà qualcosa di sostanzialmente inevitabile - ha affermato il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Maria Rocco - e forse è meglio confrontarsi a viso aperto, ragionare sugli scaglioni e sulla redistribuzione e capire dove investire in funzione dello sviluppo”. “L’analisi del documento dimostra un coacervo di intenzioni generali, con qualche velleità, ma di poca sostanza - ha puntualizzato il capogruppo di Resistere Veneto, Riccardo Szumski - che riflette la difficoltà di reperimento delle risorse, elemento sul quale gravano scelte fatte in precedenza come Pedemontana”. Il consigliere Jonatan Montanariello (Pd) ha sottolineato che “ormai da 24 mesi il Veneto sta vivendo una recessione certificata e consolidata, mentre eravamo abituati a crescere più del Pil italiano”, mentre i colleghi dem Andrea Micalizzi, vicepresidente del Consiglio regionale, Gianpaolo Trevisi e Antonio Marco Dalla Pozza hanno sottolineato rispettivamente “L’incapacità di redistribuire la ricchezza che produciamo e che diminuisce progressivamente, e per questo abbiamo posto il tema della riorganizzazione fiscale”, “La necessità di un’addizionale Irpef per investire in cultura e prevenzione” e “La sospensione del giudizio sul Documento di economia e finanza fino al prossimo aggiornamento che vedremo entro la fine dell’anno”, argomenti successivamente ripresi e ulteriormente sviluppati anche dai consiglieri del Pd Monica Sambo e Alessandro Del Bianco, che in particolare ha stigmatizzato “L’assenza di un riferimento puntuale rispetto alle aree territoriali di marginalità della Regione”. L’esame del provvedimento proseguirà in Aula domani pomeriggio.
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