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Comunicato Stampa: Il Digital Lending accelera: entro il 2030 varrà il 40% del mercato del credito

14 Aprile 2026, 09:18

Il settore bancario e il mercato del credito stanno attraversando una profonda trasformazione. Il mobile si conferma il canale digitale preferito dai consumatori: oggi ne fa uso il 60% dei clienti bancarizzati, con una quota che è prevista in salita fino all’80% entro il 2030 . Parallelamente l’ internet banking mostra segnali di stabilizzazione , fermandosi al 35%, con una previsione sostanzialmente stabile nei prossimi cinque anni. Una dinamica che riflette la crescente preferenza dei consumatori per soluzioni mobile-first , più semplici, immediate e intuitive . 

In risposta all’evoluzione delle abitudini della clientela, le banche stanno ripensando la propria offerta digitale , orientandola sempre più verso modelli di “self-banking” . A queste soluzioni si affiancano filiali digitali focalizzate su attività a maggiore valore aggiunto , mentre il presidio fisico viene progressivamente riprogettato in chiave più specializzata e con modelli più snelli . In questo scenario in rapida evoluzione, il Digital Lending continua ad accelerare a ritmi sostenuti, fino a rappresentare circa il 40% del mercato del credito entro il 2030 per un valore stimato di circa 60 miliardi di euro.

Sono queste alcune delle principali evidenze emerse dal nuovo Osservatorio Digital Lending 2026 , realizzato in collaborazione da Monitor Deloitte , Experian e Cetif con l’obiettivo di diventare un nuovo punto di riferimento per insight sui trend chiave del settore, esplorando le prospettive di crescita dei diversi segmenti del credito, le caratteristiche principali dei consumatori e le ultime innovazioni tecnologiche che stanno trasformando il settore bancario.

Il digitale guida la crescita del mercato del credito In un contesto in cui il mercato del credito cresce a ritmi moderati (+5% CAGR ‘20-‘25), il mix diventa sempre più digitale (24% nel 2025 rispetto al 16% nel 2024). L’accelerazione dell’online è trasversale a tutti i comparti del credito , con crescite contenute ma significative per i prodotti più complessi , come i mutui (+19% CAGR ‘20-‘25), e decisamente più rapide per le soluzioni immediate , come il BNPL (+71% CAGR ‘20-‘25). Questo segmento , caratterizzato da ticket medi più contenuti , evidenzia una crescente preferenza dei consumatori per soluzioni rapide e flessibili , mostrando inoltre tassi di default in riduzione . 

Il credito digitale è utilizzato prevalentemente da uomini nel Nord Italia appartenenti alla fascia dei Millennial e con reddito elevato , anche se emergono alcune differenze significative tra segmenti. Il credito finalizzato risulta il prodotto con la più alta adozione tra i clienti senior , mentre il BNPL è l’unico prodotto con maggiore diffusione nel Sud Italia , dove risponde a una domanda più profonda di soluzioni di pagamento flessibili e accessibili, e tra la clientela femminile , con una forte concentrazione degli acquisti nel comparto moda, dove pesa il 76% del totale delle transazioni.

Il digitale avanza anche nei prodotti più complessi, trainato dall’ingresso degli incumbent I prodotti più complessi e caratterizzati da ticket medi più elevati, come i mutui , mostrano una transizione verso il digitale graduale , ma comunque significativa (22% online nel 2025 rispetto al 15% nel 2024). La crescente incidenza del digitale è sostenuta anche dall’ ingresso degli operatori incumbent nel comparto, che stanno rispondendo all’evoluzione dei bisogni dei consumatori con offerte sempre più orientate a logiche digital-first , anche attraverso realtà captive interamente digitali. Allo stesso tempo, il lending digitale beneficia in misura crescente dell’ adozione di tecnologie avanzate , in particolare dell’Intelligenza Artificiale, che consente capacità predittive più accurate e un miglioramento complessivo dei livelli di servizio , rendendo i processi più rapidi, semplici ed efficienti.

“Non ci troviamo più in una fase di adozione del digitale, ma in una ridefinizione strutturale del mercato del credito” commenta Marco Latif Mesak, Director Monitor Deloitte . “Entro il 2030 il Digital Lending raggiungerà circa il 40% dell' erogato , con il mobile come canale dominante e circa il 90% delle banche che offrirà prodotti di credito e pagamenti online . L' intelligenza artificiale sarà il vero spartiacque : da abilitatore di efficienza a strumento decisivo nelle scelte finanziarie dei clienti , fino a diventare il principale punto di orientamento per oltre il 60% della clientela entro il 2029, allineandosi all’attuale ruolo dei comparatori”.

"I dati dell'Osservatorio confermano quello che vediamo ogni giorno lavorando con le istituzioni finanziarie italiane: il credito digitale non è più un canale alternativo, ma il nuovo standard del mercato " dichiara Giulio Mariani, Director Data & AI di Experian Italia . "Ciò che colpisce di questa edizione è la velocità con cui il cambiamento ha superato le previsioni: una penetrazione digitale al 24% nel 2025 , sei punti percentuali oltre le attese, con traiettorie al 2030 che riscrivono significativamente il perimetro competitivo. Il dato sul profilo di rischio è altrettanto significativo: i tassi di default del canale digitale sono in forte calo e si avvicinano a quelli del fisico , segnale che la qualità del credito digitale è maturata grazie all'impiego strutturato di dati e modelli predittivi avanzati. Il contributo dei dati Experian a questo Osservatorio riflette esattamente il ruolo che l'informazione creditizia di qualità deve svolgere: contribuire a decisioni più precise, più veloci e più inclusive con dati di qualità che riducono l’incertezza lungo tutto il ciclo del credito".

“La strada è ormai tracciata: presenza digitale omnicanale, forte capacità di analisi dei dati e adozione di strumenti di Intelligenza Artificiale a tutti i livelli per aumentare la propria capacità di azione e reazione. Gli operatori finanziari più abili ed efficaci nel mettere a punto una strategia basata su questi pilastri saranno certamente più competitivi e aumenteranno le possibilità di successo su un mercato che cresce” – afferma Chiara Frigerio, Segretario del Cetif e Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore . 

L’AI sta cambiando il modo in cui la clientela si informa e ottiene credito L’ adozione dell’AI nei processi di digital lending ottimizza l’uso delle fonti dati nei processi di onboarding e credit scoring, aumentando la predittività dei modelli e accelerando i tempi di approvazione ed erogazione . Infatti, nell’ultimo anno il time-to-yes e il time-to-cash hanno registrato una significativa riduzione (rispettivamente -25% e -33% nel confronto tra Q1 ’26 vs. Q1 ’25). Nel mercato del credito digitale, l’ AI si conferma un vero e proprio abilitatore strategico per gli operatori bancari , influenzando l’ intero processo del credito : dalla fase di awareness e consideration – in cui l’orientamento del consumatore sta sempre più passando dai comparatori tradizionali a strumenti conversazionali AI, capaci di offrire consigli rapidi e personalizzati – fino alla firma , erogazione e monitoraggio del credito. 

Il canale digitale sempre più apprezzato da clientela affluent con rischiosità in calo Il ticket medio online è generalmente più elevato rispetto al canale fisico (e.g. ~1,8x per i prestiti personali), riflettendo la capacità del canale digitale di attrarre una quota crescente di clientela affluent . La clientela digitale mostra inoltre un profilo di rischio sempre più allineato a quello del canale fisico, con una riduzione dei tassi di default in tutti i comparti. Questo trend è supportato anche dall’adozione di soluzioni di AI per la valutazione del rischio e monitoraggio, che consentono di attivare azioni preventive in modo più tempestivo .

In particolare, i prestiti personali registrano il t asso di default più elevato (i.e. 2,6% nel 2025), mentre i prestiti finalizzati risultano sostanzialmente allineati ai livelli del canale fisico (i.e. 2,1%). Nei mutui, la rischiosità si riduce rispetto al 2020, con un divario tra canali: dal 1,5% al 1,2% per il digitale e dall’1,1% all’1% per il fisico. Per quanto riguarda il comparto BNPL: il settore mostra una gestione del rischio sempre più matura, sia da parte dei clienti sia degli operatori, come evidenziano i tassi di default in calo (2% nel 2025 rispetto al 3% nel 2020), ormai sempre più allineati a quelli del canale tradizionale.  

La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di Experian Italia Spa

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