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Sola a Natale, chiama il 113. E i poliziotti vanno a farle compagnia

Sola a Natale, chiama il 113. E i poliziotti vanno a farle compagnia

28 Dicembre 2018,12:54

LAURA FRUGONI

«Pronto, è la polizia? Volevo farvi gli auguri...».

La chiamata al 113 è arrivata il giorno di Natale. Di mattina: nel momento in cui le famiglie si riuniscono, i nonni stringono e sbaciucchiano i nipoti, dalla cucina arriva il profumo di anolini.

Anche lei è una nonna, ma il giorno di Natale non aspettava nessuno: pensionata parmigiana over settanta con una situazione familiare delicata, ha pensato di chiamare il 113. Non per lanciare un vero e proprio sos. O forse sì, lo era. E chi ha risposto al telefono l'ha capito al volo.

Qualche volta in passato l'aveva già fatto: per raccontare i suoi guai, ricevere un consiglio. Il poliziotto della centrale operativa ha riconosciuto la voce, man mano che proseguiva la conversazione tremava un po' di più. E il magone cresceva. «Oggi sono sola...».

Succede che l'agente gira la chiamata - con relativo nome e indirizzo - ai colleghi che sono per strada di pattuglia. In quel momento, stranamente, non ci sono altre emergenze, neanche un ladruncolo sacrilego a cui dare la caccia.

Rapido consulto con il dirigente. «Andiamo a farci un salto, così vediamo di persona come sta la signora?».

La solitudine a Natale è qualcosa che non vedi negli spot sfavillanti di luci e sorrisi. Eppure c'è, non si cancella: anzi, proprio quel giorno lì - per molte persone, specialmente per gli anziani - diventa molto più lungo di tutti gli altri.

E non si pensa che a volte basterebbero un gesto, una parola, per alleviare quel peso.

I poliziotti, poi, ci sono andati a trovarla la pensionata parmigiana.

E se qualcuno leggendo questa storia sta pensando «dove l'ho già sentita?», ha buona memoria. Una notizia praticamente identica, l'altro giorno, ha fatto il giro del web. Uniche differenze: la nonnina abita in un paese poco fuori Napoli, è invalida e di anni ne ha novanta. La notte di Natale anche lei ha fatto una telefonata («voglio parlare un po', sono sola e i miei figli sono lontani»): ha risposto il 112 e sempre in divisa gli angeli custodi (i «cugini» carabinieri) che sono andati a tenerle compagnia.

Tornando a casa nostra: quando la pensionata ha aperto la porta e s'è trovata quei quattro giovanotti sorridenti quasi quasi non ci credeva. Li ha accolti in casa emozionata: «vi faccio un caffè?». Quando a un agente è venuta l'idea di farsi una foto tutti insieme s'è messa al centro, ha preso due poliziotti sotto braccio. E finalmente ha sorriso.

© Riproduzione riservata

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