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Accoltellato a barriera Bixio, caccia agli aggressori

Accoltellato a barriera Bixio, caccia agli aggressori

10 Dicembre 2014, 04:55

Roberto Longoni

Sopravvissuto con il ventre squarciato sul marciapiedi di barriera Bixio, il trentasettenne tunisino accoltellato l'altra sera ha superato anche le prime ore dopo il ricovero. Le più delicate. L'altra notte, l'uomo è stato sottoposto a un lungo intervento d'urgenza. Ora, continua la sua lotta per la vita in un letto del Centro di rianimazione del Maggiore. Deve passare altro tempo, perché per lui si possa dire che il pericolo di morte è scongiurato.

Intanto, i poliziotti della Squadra mobile indagano sulla feroce aggressione. Nessuna pista è esclusa a priori, anche se è soprattutto sul fitto sottobosco del mercato delle droghe che si concentrano le attenzioni degli investigatori coordinati dal pm Andrea Bianchi.

L'ipotesi del regolamento di conti è la più accreditata, anche se nessun'altra è esclusa. Del ferito si sa che è in Italia senza permesso di soggiorno. A Parma sarebbe arrivato da poco. Senza comunque essere mai incappato in guai con la giustizia e nemmeno farsi notare da chi è impegnato nella lotta allo spaccio di stupefacenti.

Su una cosa pare che non ci siano dubbi: l'assalto aveva l'obiettivo di uccidere. Tra le armi usate dal gruppo di nordafricani (probabilmente a loro volta tunisini) c'era anche una katana. Una sciabola da samurai, oltre a coltelli, uno dei quali da cucina. Si è trattato di una spedizione punitiva, non di una rissa improvvisata. Oltre alle armi impiegate, lo confermano i numeri: sembra che gli aggressori fossero almeno cinque (ma potrebbero essere stati anche dieci), mentre il gruppetto del ferito era composto da tre persone.

I due in compagnia del trentasettenne sono stati svelti a fuggire, mettendosi a distanza di sicurezza dalle lame brandite dal gruppo rivale. Il trentasettenne non è stato altrettanto lesto. E su di lui si è concentrata la furia degli assalitori sul marciapiedi accanto alla filiale di Cariparma, in fondo a viale dei Mille. L'uomo è stato accoltellato in varie parti del corpo: a una gamba, al collo e all'addome. Qui, la ferita più preoccupante, procurata dalla katana o dal coltellaccio da cucina o da entrambi.

Un taglio profondo e ampio, che solo per una questione di millimetri non ha ucciso sul colpo il trentasettenne. Dove è stato aggredito, l'uomo è rimasto, in una pozza di sangue.

Per sua fortuna, l'allarme è scattato subito. E' stato un passante a darlo. La testimonianza del cittadino è stata raccolta dagli uomini della Mobile. Ma forse ancora più utili alle indagini potrebbero essere le immagini registrate dalle telecamere della banca.

 

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