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Crac Parma calcio, indagato Galliani

13 Ottobre 2015, 13:47

Il Milan: "Operazione Paletta perfettamente regolare"

Georgia Azzali

E' in casa Milan da quasi trent'anni, Adriano Galliani. Mai un incarico nel Parma calcio, ma spunta anche il suo nome tra gli iscritti nel registro degli indagati per il crac della vecchia società crociata: concorso in bancarotta fraudolenta per l'ad (con delega all'area sportiva) e vicepresidente rossonero, oltre che numero due della Lega calcio. Nei giorni scorsi dalla procura di Parma sono partite le richieste di proroga delle indagini per l'ufficio del giudice delle indagini preliminari. E, da lì, le notifiche sono state indirizzate ai vari indagati, ma non è detto che tutti abbiano già ricevuto l'atto, con il contestuale avviso di garanzia. Galliani, insomma, potrebbe non essere ancora a conoscenza dell'iscrizione a registro.

In ogni caso, sul documento di proroga delle indagini, come sempre avviene, compariranno pochissime parole: solo gli articoli che identificano il reato di concorso in bancarotta fraudolenta. Nulla più. Il diretto interessato non può conoscere nel merito ciò che gli viene contestato. E dalla procura non trapela alcun dettaglio sul contenuto dell'accusa.

Ma è chiaro che bisogna scavare nei rapporti tra le società. Negli affari tra i club crociato e rossonero, quando il Parma stava già franando sotto il peso dei debiti. Al centro dell'accusa nei confronti di Galliani, ci sarebbe la cessione di Gabriel Paletta, l'italo-argentino acquistato dal Milan durante il mercato dello scorso gennaio e passato in prestito all'Atalanta ad agosto. Allora, ci fu chi accusò il Parma di aver «svenduto» uno dei gioielli di famiglia. La cessione del difensore fu ufficializzata il 2 febbraio, anche se già da giorni giravano voci sul possibile addio del giocatore, e 24 ore prima fu Donadoni stesso a parlare della vendita, dopo aver incassato tre gol dal Milan a San Siro: «Paletta in panchina? E' un giocatore che il Parma ha ceduto, se no l'avrei fatto giocare. Va al Milan? Non lo so - precisò -, ma non è un discorso che mi riguarda, dico solamente che non è più nostro».

E la storia fu quella. Paletta sbarcò al Milan. Si parlò di circa 2 milioni e mezzo di euro sborsati dal club rossonero alla società parmigiana. Ma quanto pagò effettivamente il Milan? E, soprattutto, la cifra corrispondeva al valore reale del giocatore, o Paletta fu preso «sottocosto»? L'ipotesi degli inquirenti sarebbe infatti quella di una cessione a un prezzo decisamente inferiore alla quotazione del difensore. Talmente basso da creare un ulteriore depauperamento del patrimonio societario, contribuendo così ad aggravare il dissesto. Da qui, deriverebbe l'ipotesi - tutta da provare - di concorso in bancarotta fraudolenta per l'amministratore delegato del Milan.

Ghirardi aveva già detto addio al Parma, quando Paletta cambiò casacca. Ma dall'11 dicembre 2014, quando fu comunicata ufficialmente la vendita della società, fino ai primi di febbraio, giorni in cui divenne ufficiale la vendita di Paletta, alla guida del Parma ci fu un vertiginoso turn over di presidenti: Pietro Doca, orefice di origine albanese legato a Rezart Taci, Fabio Giordano (poi, senza ufficializzazioni, pare anche il padre Pasquale) ed Ermir Kodra, un 29enne albanese, già funzionario della raffineria di Taci. L'uomo a cui Ghirardi rivelerà di aver venduto la società, ma che non è mai uscito ufficialmente allo scoperto. Poi, arriverà anche l'ineffabile Giampietro Manenti, ma la cessione di Paletta era già stata conclusa. Portata a termine con Galliani dagli uomini della dirigenza gialloblù rimasti in società anche dopo l'uscita di scena di Ghirardi.

Concorso in bancarotta fraudolenta: solo un'ipotesi di reato, per ora. Perché è chiaro che per portare a processo Galliani, bisognerà dimostrare il dolo. Traducendo, sarà necessario provare che l'amministratore delegato rossonero era a conoscenza della situazione disastrosa del Parma, eppure consapevolmente portò a termine una trattativa che avrebbe fatto incassare al club crociato meno di quanto gli spettasse, contribuendo così ad aggravare il dissesto.

Insomma, la posizione dell'ad rossonero potrebbe anche essere archiviata alla fine dell'inchiesta. Ma per ora il suo nome è scritto nero su bianco nel registro degli indagati. 


IL MILAN: "PALETTA, OPERAZIONE REGOLARE". "In relazione alle notizie diffuse in ordine all'iscrizione di Adriano Galliani nel registro degli indagati del Tribunale di Parma con riguardo all'acquisto del calciatore Paletta, l’A.C. Milan sottolinea la perfetta regolarità dell’operazione ed è certo che identica sarà la valutazione dei magistrati competenti": è quanto afferma il club rossonero in un comunicato. 

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