MARA PEDRABISSI
Porta un cognome che non passa inosservato. Un cognome che rimanda a un sogno diventato realtà, ma anche a un'isola in cui ancora risuona il richiamo lasciato all’umanità dalla tragedia greca. Olivia Sellerio arriva carica di “eredità” questa sera al Teatro al Parco di Parma per presentare, con un concerto, l’album «Zara Zabara», la raccolta di canzoni che la cantautrice e editrice palermitana ha composto niente meno che per il commissario Montalbano, riunite in un album pubblicato da poco da Warner Music Italia.
Scritti, interpretati e arrangiati precisamente per le serie «Il giovane Montalbano - seconda stagione» e «Il commissario Montalbano», i dodici brani firmati dalla Sellerio trasformano racconto e sentimento in musica, tra atmosfere mediterranee, sonorità dell'Atlantico, polvere d'Africa e folk americano. Prendono corpo e pienezza nella sua voce, facendo spola tra la Sicilia e un altrove. Sono storie d’amore, di sopravvivenza, di denuncia, di accoglienza: sono storie che si ispirano al racconto di Andrea Camilleri, accompagnandolo.
Signora Sellerio, non possiamo non partire da sua mamma, Elvira...
«Mamma con papà, Enzo Sellerio, che era fotografo, fondò la casa editrice, realizzando un miracolo. E' un grande privilegio per me avere questa storia familiare. Ma anche un onere. Mia madre diceva: qualsiasi lavoro farai, sarà sempre lo stesso lavoro. Perché nei lavori mettiamo noi stessi, le nostre passioni. E' così. Mia madre e mio padre avevano la passione di raccontare storie, per parole o immagini. Mia madre iniziò da bambina: pensi che abbiamo ritrovato album e memorabilia che faceva da piccola, rilegando con la colla ritagli, pezzi di altri libri, biglietti di auguri... lavori bellissimi. Io mi sono trovata con la passione per il canto ma anche una storia familiare alle spalle e ho cercato di portare avanti, in parallelo, le due cose, tenendole distinte. Nel lavoro in casa editrice c'è mio fratello che svolge un ruolo importante; ma neppure io mi sono tirata indietro, a costo di sacrifici e rinunce».
Con le canzoni per Montalbano è arrivata alla quadratura del cerchio: i suoi brani incontrano le storie narrate da Camilleri, autore di punta della vostra casa editrice.
«E' vero, eppure tutto è nato per caso, quando mi chiesero di preparare due canzoni per il giovane Montalbano. Quel lavorò funzionò e diede i suoi frutti così, tempo dopo, mi chiesero di lavorare anche per la serie più matura, quella con Zingaretti. Ero dubbiosa, erano progetti differenti. Invece tutto è andato bene».
Viene a Parma per la festa della donna. Il Montalbano di Camilleri è un uomo attento e rispettoso delle donne sempre, anche quando sono colpevoli.
«E' vero. Con le mie canzoni, mi considero un ulteriore satellite del grande pianeta Camilleri. I brani sono scritti per i suoi personaggi, spesso carichi di vissuti difficili - penso a “Malamuri”, storia di un amore sbagliato, che ho composto per “Un covo di vipere” - quando non di morte. Ho dovuto scavare dentro di me».
Il concerto inizia alle 21. Sul palco ci saranno Giancarlo Bianchetti e Vincenzo Mancuso alle chitarre, Paolo Pellegrino al violoncello e Nicola Negrini al contrabbasso. L’iniziativa è promossa dall'Assessorato alle Pari opportunità del Comune di Parma. Ingresso gratuito.
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