Una piacentina di 29 anni è stata assassinata in Brasile. Il corpo senza vita di Gaia Molinari è stato ritrovato il giorno di Natale da alcuni turisti sulla spiaggia in località Jijoca Jericoacoara, a 287 km da Fortaleza. Presentava diverse ferite alla testa e sul corpo. Lo riportano i media locali. La notizia - pubblicata dal sito brasiliano www.alagoas24horas.com.br - è stata confermata stamane dalla Prefettura di Piacenza, che ha già preso contatto con il Consolato italiano a San Paolo del Brasile, che sta seguendo la vicenda sin dall’inizio. «Aveva dei lividi ai polsi come se fosse stata legata», puntualizzano fonti investigative. Il corpo della giovane si trova all'Istituto di Medicina legale di Sobral, nello Stato del Ceara, dove sarà effettuata l'autopsia.
DA TEMPO VIVEVA ALL'ESTERO. Gaia Molinari, originaria della Val d’Arda, da tempo viveva e lavorava all’estero. Amava viaggiare, fare volontariato, parlava varie lingue, aveva conoscenze in diversi Paesi e possedeva «un’energia contagiosa», racconta sulla rete chi la conosce. Sul profilo professionale riferiva delle sue molteplici esperienze realizzate grazie agli studi in "business administration", da Fendi Casa ad Haviland, dalla Maserati all’Albea Beauty Solutions, casa cosmetica per la quale lavorava in Francia dall’ottobre 2013.
UN'AMICA DI BUSSETO: "UNA RAGAZZA SOLARE, BELLA E SORRIDENTE". Fra i tanti amici di Gaia Molinari c'è anche una giovane donna che abita a Busseto. Conosceva la 29enne uccisa in Brasile da 7 anni, quando abitava a Lusurasco (Piacenza). Non vuole pubblicare il suo nome, ma accetta di tracciare un breve ricordo di Gaia. Ha appreso la notizia da internet: "Ho pensato a uno stupido scherzo su Facebook, ma poi ho trovato gli articoli...". E' "sconvolta e incredula" perché "non si può finire così, a 29 anni, è pazzesco!". Quando l'amica di Busseto la conobbe, Gaia Molinari "abitava in una mansardina con il suo ragazzo dell'epoca, aveva 22 anni. Era bella, solare... 'ingenuamente' sorridente con tutti. Aveva tanti amici; era una persona che si affezionava moltissimo, bastavano pochi minuti per capirla... Andavamo a correre e in palestra. Era molto portata per il rapporto con le persone. E con il trasferimento a Parigi aveva completamente voltato pagina".
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