BIANCA MARIA SARTI
TRAVERSETOLO «Dei nostri amici uno è ancora grave, privo di conoscenza all’ospedale. Non li abbiamo mai lasciati soli, soffriamo moltissimo da due giorni». Dopo il grave incidente nella notte tra venerdì e sabato a Traversetolo, gli amici dei due ventenni feriti (uno ancora grave, in Rianimazione al Maggiore) rompono il silenzio per fare conoscere la loro versione dei fatti. «Abbiamo letto che qualcuno ha insinuato che nell’auto ci fossero più persone – spiega il giovane Diego a nome dei compagni – ma non è affatto così. Sulla Citroën c’erano solo i due ragazzi che sono rimasti feriti e nessuno di noi, che li seguivamo su altre auto, si è allontanato dal luogo dell’incidente. Anzi, abbiamo chiamato i soccorsi e siamo stati lì fino all’ultimo».
Il venerdì sera era iniziato come tanti altri: una compagnia piuttosto numerosa, con ben dodici ragazzi di età diverse, tra i 20 e i 30, di Montecchio si erano trovati allo Scumm Bar di via per Neviano, subito all’uscita del paese. La serata si è protratta fino a tardi, tanto che i ragazzi sono ripartiti verso casa alle 3 e mezza di notte passate. Ad aprire la fila di auto era proprio la Citroën guidata dal ventenne di Montecchio che si è poi ferito gravemente.
Nessuno si sente di rispondere su quanto è successo prima dello schianto. «Sono due giorni che si piange e si pensa ai “se” e ai “ma” – risponde Diego a nome della compagnia – per noi l’importante adesso è restare vicini ai nostri amici, che sono bravissimi ragazzi». Quando l’auto è andata a sbattere contro il platano di viale Toscanini non erano ancora le quattro. Le auto degli amici in coda hanno subito accostato e tutti sono scesi, chi per chiamare il 118, chi per cercare di prestare soccorso. Tutto è successo in pochi secondi e forse qualche testimone, affacciatosi dopo il boato e vedendo più persone intorno all’auto distrutta, ha creduto che fossero tutti passeggeri.
«Uno dei due è uscito da solo – continua Diego – era ferito alla testa. Siamo stati con lui fino all’arrivo dei soccorsi e poi suo fratello, che era uscito con noi, è salito insieme a lui in ambulanza. L’altro non ci rispondeva. Quando lo hanno estratto e portato in ospedale eravamo ancora lì, poi siamo andati noi ad avvisare i suoi genitori, che non sapevano nulla. In una frazione di secondo tutto il mondo ci è crollato addosso. Sabato e domenica abbiamo fatto visita ai nostri amici e alle loro famiglie. In questo momento speriamo solo che il più grave riprenda presto conoscenza e che esca indenne da questa orribile esperienza, ma ci hanno detto che ci vorrà del tempo».
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata