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Botte alla convivente, condannato

Botte alla convivente, condannato

07 Aprile 2016, 08:43

Botte da orbi, sputi in faccia, aggressioni e minacce, veri e propri assalti brandendo un candeliere o il manico di una scopa. Le aveva reso la vita impossibile. Dopo una convivenza durata quindici anni l'uomo che aveva conosciuto e amato come una persona mite e affidabile si era trasformato in un aguzzino. Un 70enne parmigiano è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione per aver maltrattato e picchiato ripetutamente la convivente. La donna, 75 anni, era stata costretta in tre circostanza a recarsi al pronto soccorso. Ematomi a un braccio, escoriazioni: le prove delle violenze fisiche dell'uomo che in un'occasione aveva strappato la catenella dal collo della compagna procurandole escoriazioni. Ma non c'erano solo le botte a contraddistinguere un rapporto che si era deteriorato. Il 70enne parmigiano non perdeva occasione per umiliare la convivente, offendendola a male parole. E rinfacciandole il fatto di aver intestato a lei l'appartamento in cui vivevano e l'automobile. La donna, malata e sofferente alle anche, aveva sopportato pazientemente le angherie del compagno, sperando che si trattasse una fase passeggera, superata la quale il convivente sarebbe tornato a essere quello che era in precedenza, ovvero l'uomo, dal carattere magari un po' burbero, che però non le aveva mai fatto mancare niente. E che, soprattutto, non aveva mai alzato le mani su di lei. Invece la situazione non era migliorata. Anzi. Pare che a far cambiare di carattere l'uomo sia stata la presenza di un'altra donna. Dopo cla comparsa sulla scena della «rivale», infatti, l'atteggiamento del 70enne si era fatto via via sempre più intollerante. Amante del ballo, l'anziano avrebbe infatti trovato nella nuova venuta una dama ideale per far coppia fissa sulle piste dei locali di lisci della provincia. Ormai insofferente del rapporto famigliare, l'uomo sarebbe diventato sempre più intrattabile. La goccia che aveva fatto traboccare era stata un'ennesima aggressione quando, presa a pugni e calci, la donna aveva iniziato a urlare attirando l'attenzione dei vicini di casa che avevano chiamato in carabinieri. L'uomo, imbestialito, si era rivolto alla compagna minacciandola con una frase del tipo «ringrazia i carabinieri, stavolta l'hai passata liscia, ma la prossima volta per te non ci sarà scampo». Dopo la denuncia era scattato anche il divieto di avvicinamento. La vicenda si è chiusa ieri davanti al gup Alessandro Conti dove l'imputato - difeso dall'avvocato Giovanni Varcaro - è stato condannato con rito abbreviato a un anno e mezzo. r.c.

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