Gianluigi Negri
A due anni dalla sua elezione, Filippo Fritelli, diventato sindaco ventinovenne nel giugno 2013, traccia un bilancio della sua esperienza da primo cittadino.
Terme, rilancio della città, viabilità, sovrapposizione di ruoli (presidente della Provincia e sindaco) e Tabiano sono alcuni dei temi che affronta.
Partiamo dalle Terme e ripercorriamo, con chiarezza, la storia recente. Qual è la reale situazione debitoria?
L’indebitamento è di 40 milioni di euro, di cui i tre quarti con il ceto bancario: questo è l’accumulo che l’azienda ha prodotto in tanti anni. Sono i debiti della spa. Il piano di rilancio passa dai privati e dalla loro volontà di riqualificare i servizi e le strutture per arrivare ad un’acquisizione.
Che cosa prevede, di preciso, il contratto d’affitto ai privati, di recente entrato in vigore?
Che nel giro di due/tre anni si debba arrivare alla proposta di acquisto da parte della nuova società (newco) che attualmente gestisce Villa Igea, lo Zoja, le Terme di Tabiano e i prodotti. Gli Hotel Porro e Valentini sono stati affittati a un’altra società privata, mentre in capo alla società pubblica rimangono il Berzieri, le miniere e una quota di personale.
Sul personale sono stati effettuati tagli e scelte dolorose…
La newco ha assorbito una buona parte del vecchio personale, con una quota di lavoratori fissi e una quota più rilevante di stagionali. Sessanta lavoratori sono usciti volontariamente. Il resto è stato assorbito, per dodici unità, tra Porro e Valentini. Cinquanta rimangono nella vecchia società: con questi c’è un accordo sindacale che prevede forme di solidarietà. Fino al 31 maggio scorso abbiamo usufruito della cassa integrazione in deroga, terminata dopo 4 anni.
Il sottosegretario Luca Lotti, in una recente visita a Fidenza, aveva promesso importanti novità, a livello nazionale, per le città termali…
Vedremo nei prossimi mesi se da parte del governo verranno attivati ulteriori strumenti. Però in questo momento stiamo andando avanti con le nostre forze.
Non teme che, come accaduto altre volte in Italia con le privatizzazioni, l’azienda possa essere «spolpata» più che rilanciata?
L’azienda pubblica era finita, ed era già spolpata: non aveva più coperture finanziarie. Era finita, ma conserva punti di eccellenza e di forza, con delle evidenti potenzialità. Sta poi all’amministrazione delle Terme e agli enti controllare che il percorso vada avanti in maniera coerente.
L’imminente apertura di un hotel 5 stelle servirà davvero a rilanciare Salsomaggiore?
Assolutamente sì. E’ un elemento fondamentale. Con il Grand Hotel Centrale Salsomaggiore tornerà un’offerta che manca da 10 anni: è un lavoro di alta qualità, capace di offrire un’esperienza nuova a chi verrà a “vivere” questo albergo. Non dimentichiamo, poi, il nostro impegno nelle manifestazioni: oggi ce ne sono di più e di tutti i tipi, sportive, culturali e di intrattenimento.
C’è, però, un grosso problema di collegamenti: Salso è difficilmente raggiungere per una serie di fattori diversi e la cosiddetta tangenziale sud di Fidenza (in realtà una circonvallazione), così com’è, non aiuta certo turisti e residenti…
Partirei dai collegamenti ferroviari: siamo intenzionati a continuare la nostra battaglia, insieme alla Regione, per la costituzione di un progetto di metropolitana leggera che, insieme ai territori circostanti, vuole essere qualificante e collegarci con la medio-padana. Sul discorso strade, puntiamo al miglioramento dell’esistente: ci stiamo impegnando per la riqualificazione e la messa in sicurezza delle strade della città. I Comuni non hanno, però, risorse per opere nuove come le tangenziali: già fanno tanto e non hanno abbastanza. Non ci sono risorse nemmeno in Provincia. Bisogna provare a fare dei bandi ad hoc con il Comune di Fidenza, ma i tempi potrebbero essere lunghi.
A proposito di Fidenza, prima della fine delle Terre Verdiane, avete instaurato con il Borgo un legame molto stretto (Giunte unite, Centrale unica di committenza): si va verso l’unione dei due Comuni?
Dopo il superamento delle Terre Verdiane, la mia idea è di creare ambiti molto più dimensionati e legati alle complementarità e caratteristiche dei vari Comuni. Credo che quella tra Salso e Fidenza sia un’unione naturale e funzionale, determinata dal fatto che i Comuni più grandi hanno esigenze diverse rispetto ai Comuni più piccoli (il riferimento è alle altre realtà della Bassa che prima erano nelle Terre Verdiane, ndr) ed hanno la capacità di organizzarsi in maniera più omogenea.
Qualcuno dice che i politici si ricordano di Tabiano solo in campagna elettorale…
I tabianesi meritano un elogio perché sono stati capaci di organizzarsi nel Consorzio Abi Tabiano e di entrare nella cordata delle Terme. Stiamo portando avanti un progetto mirato che riguarda un riposizionamento della cittadella/parco della salute e del benessere, in modo particolare per gli anziani. Poi abbiamo azzerato gli oneri comunali nell’ambito delle ristrutturazioni/riqualificazioni da alberghiero a residenziale. Inoltre la quota di tassa di soggiorno riscossa a Tabiano verrà spesa su Tabiano. Sono state, infine, stanziate delle risorse per la riqualificazione: abbiamo rifatto la strada d’ingresso nella primavera 2014, le panchine, il verde pubblico, il T Club, piazza Verdi e il centro direzionale.
Il problema profughi è molto sentito: che cosa state facendo?
E’ seguito da noi e dagli organi preposti, ma a Tabiano la concentrazione è molto alta in proporzione al numero dei residenti e alle esigenze turistiche, con tante persone prevalentemente in un’unica struttura. E’ un problema da gestire attentamente anche attraverso il progetto di cittadinanza attiva e di attività utili al territorio, come in parte stiamo già facendo.
La accusano di avere troppa dispersione di energie, dovendo fare anche il presidente della Provincia, che, fino a un anno fa, era un lavoro a tempo pieno…
Sono impegnato sette giorni su sette a gestire anche singole mezze giornate tra Parma e Salso. La permanenza maggiore è inevitabilmente in Comune e nella città in cui vivo e che amministro. A Parma ho alcune ore settimanali per incontri e impegni mirati. In Provincia ci si è divisi il lavoro con tutti i sindaci che fanno parte dell’intero Consiglio: questo è il segreto. Credo, infine, che il mio ruolo stia agevolando alcuni percorsi: ad esempio, l’impegno per l’Alberghiero e l’investimento per l’Hotel Porro, il percorso per la riqualificazione del Tommasini, la rapidità di decisione sulle Terme.
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