×
×
☰ MENU

«La bandiera nera? Ecco la verità»

«La bandiera nera? Ecco la verità»

22 Novembre 2015, 09:25

«Non avrei mai pensato di creare allarmismo fra i miei concittadini, esponendo la bandiera degli All Blacks, era solo un omaggio alla grande squadra di rugby, di cui sono da sempre tifoso. Niente a che vedere con quella dell’Isis. Anzi colgo l’occasione per scusarmi con i fidentini, se involontariamente ho suscitato panico in questo periodo non facile per tutti»: così Marco Borsi, giovane fidentino, che gestisce con un socio una tabaccheria in via Gramsci, con un passato di rugbista, ha chiarito l’equivoco, dopo che in città, si era sparsa voce che all’ultimo piano di un condominio di via Berenini, sventolava una bandiera nera, che tanto assomigliava a quella temibile dell’Isis. E subito si è creata tensione, con chiamate ai carabinieri e alla polizia municipale. Ma dopo un sopralluogo l’allarme era rientrato subito. Niente bandiera di Isis ma solo quella della squadra neozelandese di rugby degli All Blacks. Marco Borsi aveva giocato a rugby per tredici anni come mediano d’apertura nel Noceto, militando in serie B e A2. E la passione per la palla ovale gli è rimasta, anzi ha contagiato anche il padre. «All’inizio del campionato mondiale di rugby, nella seconda settimana di settembre - ha spiegato Marco Borsi – io e mio padre avevamo esposto la bandiera degli All Blacks, perché già lo avevamo fatto anche l’anno scorso e aveva portato bene. E anche quest’anno, dopo la vittoria del match contro il Sudafrica, al Twickenham Stadium di Londra, avevamo lasciato sventolare la bandiera. Ma nessuno, in tanti giorni, l’aveva mai notata. Avevamo pensato ormai di ritirarla, ma poi dopo la scomparsa di Jonah Lomu, degli All Blacks, che fra l’altro avevamo visto anche giocare a Bologna, abbiamo ritenuto di lasciarla ancora alcuni giorni per rendere omaggio a questa leggenda del rugby, al più famoso giocatore di tutti i tempi». Quando carabinieri e polizia municipale sono intervenuti in via Berenini, Marco era al lavoro, nella sua tabaccheria. «Non eravamo in casa e quindi non siamo stati a noi a spiegare alle forze dell’ordine che si trattava semplicemente della bandiera degli All Blacks. Ma qualcuno lo ha fatto per noi. Siamo rimasti stupefatti, ma è comprensibile in un momento di grande tensione come quello che stiamo vivendo». S.L.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI