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ll popolo del Golese: «Ascoltateci»

ll popolo del Golese: «Ascoltateci»

10 Luglio 2015, 08:17

Chiara Pozzati

C’è chi ha manifestato con le fiaccole e i «novelli Picasso» che, armati di bombolette, non hanno risparmiato neppure le pareti della chiesa. Succede a Baganzola nel giorno della fiaccolata per dire no al centro d’accoglienza profughi nell’ex scuola di quartiere. A prescindere dalle ideologie, ecco la cronaca di 24 ore surreali. Mercoledì mattina, il paese si sveglia con i muri lordati di frasi che lasciano poco spazio all’immaginazione. «Fuori i razzisti», «Morte al fascio», «Eni assassina», «Nessun confine, nessun ghetto», «Missioni di pace > massacri infami». Slogan che portano la firma della «A» cerchiata, simbolo anarchico per eccellenza, che campeggiano su diversi edifici. Oltre alla parrocchia – l’unica o quasi rimasta ancora così, perché il parroco è in montagna ed ha ricevuto il triste annuncio solo ieri – hanno fatto le spese della notte brava la gelateria, la sede del Pd Golese, il circolo Anspi annesso alla chiesa e diverse facciate di case private. E non è finita qua, visto che volantini sull’«Olocausto in Nigeria», le «Stragi in Sudan» e «Non ho paura del razzismo» hanno tappezzato pali della luce, colonnati di piazzetta Salvarani (luogo di ritrovo per la fiaccolata), cassette per le lettere. Tanto da sollevare dubbi inquietanti nei partecipanti alla manifestazione: «Come facevano a sapere il nostro percorso visto che non l’abbiamo mai comunicato ufficialmente?». Difficile rispondere, anche se i più sono convinti «che i soliti idioti abbiano avuto tutta la notte per fare il bello e il cattivo tempo, saranno andati a naso…se non è un atteggiamento squadrista questo». E via a stracciare i frutti di un volantinaggio selvaggio.

Qualcuno poi si chiede: «Chi lo sa, magari fra i due gatti in croce che sono venuti a protestare mercoledì sera, c’è qualcuno dei vandali…». Anche in questo caso la risposta non è semplice. Ad ogni buon conto, nemmeno le intimidazioni a caratteri cubitali sui muri hanno impedito la fiaccolata dei residenti che hanno sfilato nelle viuzze del quartiere, scortati dalle forze dell’ordine, e sotto balconi e finestre aperte con diverse persone affacciate. Ma non è finita qua: fin dalle prime ore del giorno, in molti si sono rimboccati le maniche per ripulire alla bell’è meglio pareti di casa e dei negozi: «E’ una cosa vergognosa, non siamo un quartiere che accetta questo genere di intimidazioni». Il Comitato Golese Sicura dal canto suo ha fatto visita al circolo Anspi, vicino alla chiesa: «Ci siamo offerti di ripulire sia il locale sia la parrocchia – spiegano dal sodalizio -. Ci teniamo a ribadire che qui non si tratta di politica o razzismo, ma di un quartiere – ignorato finora dalle istituzioni – che chiede di essere ascoltato. Ed esercita il suo diritto a esprimere la propria opinione».

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