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Melli: «La nostra battaglia continua»

Melli: «La nostra battaglia continua»

10 Marzo 2015, 09:55

Vittorio Rotolo

Se non ho parlato prima è stato semplicemente perché, in cuor mio, speravo che le cose potessero cambiare: non avevo alcuna prova che supportasse le mie sensazioni, in quel momento negative. Chi vive e ha vissuto lo spogliatoio dall’interno, sa però le battaglie che ho condotto in prima persona, talora anche litigando, ma sempre nel rispetto dei ruoli». Non sono tanto i trascorsi ed i successi maturati con il Parma, quanto il profondo senso di appartenenza che lo lega alla casacca crociata a fare di Sandro Melli l’interprete più titolato a rappresentare la rabbia che, di questi tempi, contraddistingue chiunque ami la squadra. Ospite ieri sera di «Bar Sport», Melli ha spiegato il senso della lettera postata su Facebook all’indirizzo dell’ex patron Ghirardi. I toni restano pacati, ma le parole sono autentici macigni. «Il presidente continuava a ripetere che tutto andava bene e che ero io a vedere fantasmi che non esistevano – ha detto il team manager -: non dico di essermi sentito tradito, ma ferito senz’altro sì. La mia lettera è stata un’uscita spontanea, che non aveva l’obiettivo di creare consensi attorno alla mia figura: credo che la gente di Parma mi ami a prescindere...». Qualche scusa, tuttavia, Melli intende rivolgerla: «Agli abitanti di Carpenedolo, che ho impropriamente definito paesello. Non era mia intenzione offendere la comunità: si è trattato di un passaggio infelice, dettato dalla rabbia del momento». Per l’ex bomber crociato, «la battaglia condotta dai giocatori e da mister Donadoni è servita a far capire alle istituzioni del sistema calcio che le regole vanno cambiate: è inaccettabile che una società venga acquistata ad un euro». Sullo sfogo di Lucarelli nel post partita contro l’Atalanta, dice: «Il capitano ha voluto sottolineare come, al di là dei 5 milioni stanziati dalla Lega, la partita sia ancora aperta: noi continueremo a lottare affinché si trovi una soluzione per il club». Ultima battuta sull’addio di Leonardi: «Sinceramente non me l’aspettavo – ha affermato Melli -; lo avevo sentito qualche giorno prima e mi aveva detto che sarebbe tornato presto. L’ostilità dell’ambiente e le precarie condizioni di salute hanno influito sulla decisione del direttore».

 

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