Mara Varoli
«Una sala da gioco al posto del supermercato? Un suicidio». Non usa mezzi termini Aldina Leoni, proprietaria dello storico negozio di tessuti e di abiti confezionati: «Speriamo - continua - che riescano a fermare questa brutta idea». E in via D'Azeglio tutti la pensano come la signora Leoni: la possibilità di sostituire il «Vivo» con una sala di slot e altre macchine per gioco da azzardo o scommesse spaventa commercianti e residenti. Ma sarebbero in corso trattative da parte della proprietà con una importante catena della grande distribuzione.
La raccolta firme
L'allarme è stato dato da Giuseppe Pellacini, capogruppo in consiglio comunale dei Centristi per Parma, che dopo aver fatto un'interrogazione comunale a risposta scritta, a fine novembre, sull'ipotesi della realizzazione di una sala giochi al posto del supermercato promuove ora una raccolta firme: «Il vero problema è che venendo a mancare quel supermercato - scrive Pellacini - si smonta l’identità di un quartiere, se poi al suo posto sorgerà una sala giochi il problema diventa ancora più grave in un quartiere che da ormai troppi anni soffre. Per questo motivo inizierò a raccogliere le firme da martedì 13 dicembre in municipio, firme che presenterò al sindaco e al prefetto per chiedere che venga fatto tutto il possibile perché il mercato non chiuda e perché venti persone non perdano il lavoro. Invito tutti i parmigiani a partecipare perché questo è il vero punto della situazione, non le scaramucce».
Solo una voce?
«Speriamo che sia solo una voce di corridoio - dice Tiziana Comberiati del bar «Pachamama» -. Non c'è solo il problema della sicurezza, ma si toglierebbe alla strada un punto di riferimento importante: il supermercato in via D'Azeglio è utile anche per noi negozianti». Le fa eco Rossella De Angelis del centro estetico di borgo Bosazza: «Già siamo in una zona nascosta e il passaggio è quello che è, se poi passa l'idea della sala gioco è veramente finita: non farebbe piacere e comodo a nessuno. Almeno il supermercato porta un po' di gente. Inoltre, so che entro il 31 dicembre chiuderanno almeno sei negozi in via D'Azeglio. Quelli che rimangono saranno ulteriormente penalizzati».
«Se proprio vogliono togliere il "Vivo" - interviene Paolo Benaglia, residente - che ci aprano un altro supermercato: è un servizio per gli anziani e per gli studenti».
E un altro residente, Salvatore Tropea, aggiunge: «Se ci fanno una sala giochi è un casino. Prima di tutto non molto distante c'è una scuola e per i giovani non sarebbe uno stimolo positivo, in secondo luogo la zona è abitata da anziani e studenti che non hanno la macchina, per cui sono tutti felici di avere un supermercato sotto casa».
Studenti e residenti
Alle 11 di venerdì mattina, infatti, davanti al «Vivo» c'è un viavai continuo di donne e uomini appoggiati a un bastone, ma anche di universitari fuori sede, che escono con borse di verdura e bottiglie di Coca Cola. «Il Governo guarda sempre prima i propri interessi economici senza rispettare le esigenze dei cittadini - dice Alessandro Frati, studente -. E questo supermercato è un'attività oggettivamente utile. Soprattutto per noi studenti, che abbiamo pochi soldi: qui con 5 euro mangi». L'idea della sala slot non piace nemmeno a Riccardo Tornesello, studente di Economia: «Già immagino la gente che la frequenterebbe: gente che peggiorerebbe la situazione di via D'Azeglio, che ha già i suoi problemi. Per me poi che non ho l'auto, il super vicino a casa è molto comodo». «Anch'io - aggiunge Riccarda Boriglione, studentessa in Architettura - sono totalmente contraria alla sala giochi. Perché invece non fare un posto di aggregazione costruttiva? Oppure lasciateci il supermercato: io non ho la macchina e spesso vengo al "Vivo"». «Mi dispiacerebbe molto se chiudessero il supermercato - dice Federica Piermarini, educatrice professionale -. Una sala giochi in questa zona rappresenterebbe un pericolo, perché qui ci sono molti giovani e in questo modo sarebbero stimolati a perdere tempo con le slot machine, mentre il super è un servizio per tutto il quartiere». «Per noi sarebbe la rovina - continua Maria Teresa Mocci, abitante nell'Oltretorrente - Tutti i residenti si ribellano a questo progetto: bisogna fare una petizione. E poi c'è già una sala giochi in viale Vittoria».
I commercianti
Secondo Alì Mustafà del Forno D'Azeglio «sono tutte chiacchiere - esordisce -. Sicuramente arriveranno degli altri cinesi. Ma se invece vogliono davvero aprire una sala giochi non sarei per nulla contento: noi di via D'Azeglio siamo persone serie e una sala giochi rovinerebbe la strada, perché porterebbe brutte persone. Già così facciamo fatica: la gente è arrabbiata per la situazione attuale per i giri notturni e per il passaggio lento durante il giorno. Con la sala giochi gli anziani non uscirebbero più di casa». «E' così - riprende il discorso Tiziana Comberiati -. Via D'Azeglio sta morendo e non so se potrà sopravvivere a questa mazzata. Se via D'Azeglio serve solo come collegamento al centro ditelo. Se davvero aprono una sala giochi vuol dire che ci vogliono dare il colpo di grazia». «Questa via è diventata solo una zona di passaggio per andare di là dal ponte - assicura Stefano Granelli di «Non solo pasta» -, tant'è che è difficile trovare persone che qui vogliono aprire un'attività. Siamo diventati invisibili». La rabbia dei lavoratori cresce, ma cresce anche il timore di chi in questa parte della città ci deve dormire: «Sarebbe terribile - conclude Primo Savani, abitante, come dice lui, «di fronte alla Standa» -. Con l'apertura del supermercato sono scomparsi tutti i piccoli negozi di alimentari e se ora il supermercato chiude per tutti noi sarebbe un disservizio. Se poi, addirittura, aprissero una sala giochi sul piano sociale sarebbe disdicevole: il Comune non può concedere il permesso. La movida la sopportiamo, ma con la sala giochi e la sua frequentazione non ce la possiamo fare. Sono voci che preoccupano davvero tanto. E non scordiamoci che il supermercato in via D'Azeglio è una tradizione».
E il giovane Simone Genna, studente di psicologia, conferma: «Via D'Azeglio è una strada storica ed esteticamente una sala con slot machine non c'entra nulla. In più, per noi giovani senza auto il super è indispensabile».
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