Sandro Piovani
I giocatori del Parma, sabato, dopo la sconfitta interna con il Padova, hanno preferito riflettere senza rilasciare interviste. La speranza è che le notti abbiano portato consiglio, perché i tifosi del Parma (civili nei loro fischi e cori di contestazione) hanno il diritto di capire cosa sta accadendo a questo Parma. Che comunque è sempre nelle zone alte della classifica, a quattro punti dalla capolista. Ieri, a margine dell'onorificenza ricevuta dal Lions, Alessandro Lucarelli ha rotto questo silenzio. Il capitano crociato non ha parlato specificamente di Parma-Padova, ma ha affrontato (senza nascondersi) il momento difficile della squadra. «Beh, oggi non è una delle mie migliori giornate ma andiamo avanti»: ha sdrammatizzato (sino a un certo punto) Lucarelli.
In serie C come vive il suo ruolo da capitano? Cosa dice nello spogliatoio ai suoi colleghi?
«I tifosi ormai mi conoscono. Quando c'è da metterci la faccia, non mi sono mai tirato indietro. Adesso ancora di più. Soprattutto da quando sono diventato capitano. Provo a capire quando è il momento di dire le cose all'interno o piuttosto quando è il momento di dire le cose all'esterno».
E a questi tifosi ora cosa si sente di dire?
«In questo momento nessuno di noi è contento di come stanno andando le cose. Ci mancherebbe altro. Stiamo cercando di fare di tutto per essere competitivi. Di portare questa squadra a vincere il campionato. Che è ancora oggi il nostro obbiettivo. Le difficoltà ci sono, lo sapevamo. E forse sono anche più grandi di quello che ci aspettavamo. Però nessuno si tira indietro. Siamo in ballo e balliamo. Ci sono tanti aspetti da migliorare. Dobbiamo cercare solo questo. Dobbiamo pensare a riportare in alto il Parma, nonostante le difficoltà che ci sono. Nonostante le mancanze che ci possono essere. Non dobbiamo mollare. E andare avanti, anche dopo le batoste come quella con il Padova. Il campionato va avanti. Tutto quello che facciamo dobbiamo farlo in ottica futura. Per migliorarci e tornare ad essere competitivi».
Che campionato si aspetta da qui in avanti?
«Dobbiamo essere in alto per quando ci sarà lo sprint finale. Perché questo è un campionato equilibrato. E' vero che le partite stanno passando e noi non riusciamo ad avere quella continuità che ci permette di stare lì davanti alla classifica. E dire che basterebbe poco. Se non siamo lì è perché non lo meritiamo, non c'è nient'altro da dire. Dobbiamo lavorare in silenzio, con la voglia di farlo. Gli errori dovremo poi valutarli a fine campionato. Ora non è il momento dei processi. Anche dopo le bastonate, dobbiamo andare avanti e basta».
Da grande che farà?
«Per ora mi sento giocatore. Sennò avrai smesso l'anno scorso. E il miounico obbiettivo è portare il Parma in B».
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