LA GARA
Paolo Grossi
A voler essere drastici, ieri ha fatto più Messina da solo che tutti i suoi compagni messi assieme. Per questo lo spettacolare gol con cui ha deciso il derby con il Lentigione è stato il giusto premio alla sua prova: due reti le ha mancate e quella che forse era la più difficile l'ha insaccata con un fendente sotto la traversa. Avete presente il senso di «togliere le castagne dal fuoco»? Ecco, a quello è servito il suo gol. Il Parma pressava ma non passava e si stava un po' disunendo mentalmente. L'Altovicentino stava vincendo senza problemi, e vedere ulteriormente assottigliarsi il vantaggio non avrebbe fatto bene a nessuno. Mentre gli ospiti si schieravano con un 4-4-2 in cui l'ex Tarana, esterno sinistro, stava più alto del nipote d'arte Berti (lo zio Nicola era in tribuna), Apolloni per il Parma aveva scelto un 4-3-1-2 in cui Corapi era trequartista alle spalle di Baraye e Musetti. Niente esterni offensivi in campo e spazio a Simonetti in mezzo a formare un trio coi marpioni Giorgino e Miglietta. Una novità tattica per cercare di rivitalizzare la fase offensiva. In una giornata di pioggia scalda il cuore vedere i disabili finalmente al coperto sotto la tettoia inaugurata in mattinata. Un gran bel messaggio dopo il fumo venduto al proposito negli anni scorsi.
Poco brillanti
Il Parma parte deciso e il Lentigione si rinserra nei suoi trenta metri. Al 6' dalla posizione del trequartista Corapi pesca bene Musetti: aggancio aereo con controllo un po' a seguire e, da posizione defilata, tentativo di insaccare in diagonale che si infrange su Medioli in uscita bassa. All'8' punizione tesa da sinistra di Corapi e la palla radente è deviata da Musetti a un soffio dal palo. Al 25' dopo un'azione insistita Simonetti tocca indietro per Giorgino la cui staffilata da ventidue metri è deviata da un tallone di Vecchi ed esce non di molto. A questo punto Miftah, dopo un contrasto aereo con Benassi, resta a terra tenendosi il volto, e il pubblico lo sommerge di fischi. In pieno recupero su lancio dalla trequarti Miftah svetta di testa e la sua conclusione esce di poco. Al riposo si va così sullo 0-0 e l'ennesimo cambio di sistema di gioco non ha prodotto grandi risultati. In questa occasione però, più che magagne tattiche sembra determinante una certa opacità fisica di troppi singoli.
Messina-show
Si riparte e al 2' su corner di Corapi Baraye svetta di testa, centra la traversa e la palla rimbalza esattamente sulla linea di porta, poi Messina si vede ribattere da Medioli il possibile tap in da due passi. Poco dopo Giorgino triangola con Longobardi e calcia a lato. Su corner di Miglietta Messina svetta al 20' e schiaccia clamorosamente fuori. Sono palle gol nitide e fallirle non aiuta di certo. Reggiani pericolosi al 24' su corner quando Miftah calcia al volo ma tra le braccia di Zommers. A questo punto il Parma pressa, conquista corner su corner, ma non punge e s'innervosisce: in un minuto Longobardi scalcia Medioli, Benassi becca un giallo per proteste. Insomma, arriva davvero al momento giusto la staffilata di Messina sotto la traversa, scoccata da appena dentro l'area su un pallone rasoterra messo all'indietro, da fondo campo, da Baraye. Tiro imparabile e tripudio per il ragazzo che era stato il più pericoloso tra i crociati. Dopo due minuti Roma pesca Mezgour in area, colpo di testa, altra deviazione di testa di Miftah e palla nel sacco ma la rete è vanificata dal netto fuorigioco del bomber marocchino. Al 35' Longobardi lavora un pallone in area fino a quando Galuppo entra, lo manda a terra, e l'arbitro indica il corner benché il difensore non avesse toccato la palla. Altre proteste per un mani di Galuppo su tiro di Longobardi dopo un paio di interventi di Medioli su Baraye e Melandri, e arriva una clamorosa chance in contropiede per il Lentigione, costruita dai nuovi entrati: Pandiani pesca Fyda che tutto solo davanti a Zommers spedisce la palla fuori.
Brodo caldo
Alla fine gran sospiro di sollievo. Il Parma ha preso il classico brodo caldo in un momento di costipazione. I problemi che la squadra ha mostrato nell'ultimo mese non si sono certo risolti ieri contro un Lentigione quadrato, determinato, che ha perso per infortunio prima Tarana poi Santagiuliana (4 punti di sutura in fronte). E' stata probabilmente la partita con meno gente sugli spalti. La giornata era poco propizia, ma vien già da fare qualche riflessione sugli scenari futuri. Adesso però la squadra può e deve sbloccarsi per riportare con gioco e e vittorie gli assenteisti allo stadio.
LE PAGELLE
Paolo Grossi
ZOMMERS 6,5
Parate davvero poche, ma un paio di uscite aeree sicure nel traffico dell'area di rigore.
MESSINA 7
Dietro non sempre saldissimo ma in avanti è stato determinante. Tre conclusioni e un gol, oltre a qualche bel cross. Ha avuto ragione Apolloni a puntare sul suo buon piede per aiutare in una gara casalinga la fase offensiva.
BENASSI 6
Ruvido come al solito, non regala però niente a Miftah e Mezgour. Peccato per un cartellino giallo arrivato sostanzialmente per proteste.
LUCARELLI 5,5
Entra molle su Mezgour nel primo tempo e innesca un contropiede, nel finale s'addormenta quando Fyda rischia di fare l'1-1. Nel mezzo, un pizzico di nervosismo di troppo.
AGRIFOGLI 5
Ieri ha dato poca sostanza sulla sua corsia. In fase offensiva s'è visto poco e male, dietro ha faticato, specie dopo l'ingresso di Fyda quando è parso calare sul piano fisico.
MIGLIETTA 5,5
Neanche la sua prestazione è stata sufficiente. Per carità, non era facile trovare i corridoi giusti contro un'avversaria sempre molto densa, però all'andata aveva fatto molto meglio. Anche lui nel finale è parso perdere in lucidità.
GIORGINO 6
Meno efficiente del solito, ma merita la sufficienza per aver cercato in diverse occasioni la via del gol, che ancora gli manca. Non è stato fortunato ma ha dimostrato di aver capito che l'attacco andava per quanto possibile, aiutato.
SIMONETTI 5,5
Giocava interno in un trio, ed era la prima volta. Era chiamato ad inserirsi, sfruttare anche le capacità balistiche. L'ha fatto poco e senza grandi risultati.
MAZZOCCHI 5,5
Nel finale è protagonista di una bella iniziativa personale con un gran tiro respinto da Medioli. Prima però, pur entrando fresco, commette errori di misura che vanificano altrettante ripartenze.
CORAPI 5,5
Dopo una gara da esterno e una da riserva ritrova il suo posto da trequartista. Rispetto a prima, a quando faceva la differenza, aveva davantì a sé due punte e quindi meno spazi in cui infilarsi, ma è anche parso fisicamente sotto tono, poco reattivo. Una volta passava la palla e correva a dettare il triangolo, ieri la passava e contemplava gli sviluppi. S'è capito perché Apolloni lo sta centellinando. Speriamo rifiorisca presto.
MELANDRI 6,5
Subentra quando gli avversari si sono un po' sfilacciati e dunque trova più spazi rispetto a chi l'aveva preceduto. Però quegli spazi li usa al meglio, con grande sagacia e si «sbatte» anche ad aiutare la fase difensiva.
MUSETTI 5,5
Ieri i centrali reggiani Vecchi e Galuppo (che poi in realtà sono parmigiani) sono stati bravi e lui non ha mai trovato spazio. Ha provato, lodevolmente, a giocare assieme ai compagni, ma a velocità troppo bassa per creare problemi.
LONGOBARDI 6
Entra con la consueta verve, si procura due mezzi rigori e certamente crea più scompiglio del suo predecessore. Poi però si lascia andare a due entratacce, una sanzionata col giallo e una, quella proditoria su Medioli, no. Gesti inutili e controproducenti in un momento in cui la squadra non aveva certo bisogno di isterismi.
BARAYE 6
Ha lottato più del compagno di reparto, pur facendolo spesso in modo troppo individuale. Ha il merito di aver confezionato l'assist per Messina ed è stato sfortunato quando, con un colpo di testa «sporco», ha centrato la faccia interna della traversa.
All. APOLLONI 6
Avrebbe giocato Messina senza la squalifica di Cacioli, o avremmo rivisto Benassi terzino? Prendiamolo come un segno del destino e anche come la dimostrazione che al gioco del Parma, quando l'attacco va a rilento, servono anche gli inserimenti degli esterni bassi, e meglio se hanno il piede buono. A questo proposito a sinistra si potrebbe riproporre Ricci. L'esperimento del rombo è stato assai criticato in tribuna ma sulla carta ci stava proprio nell'ottica di impostare su basi diverse la fase offensiva. La sensazione però è che molto dipenda dalla verve, anche fisica, di Corapi, e questo non depone a favore della costruzione corale del gioco.
© Riproduzione riservata
“Smart Production & Smart Maintenance”
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata