Roberto Longoni
Mezzo milione di euro. Da versare in contanti e al più presto presto. «O tu e il Comune salterete per aria». Altro che bomba: alla fine, è una sonora risata ad esplodere all'esterno della sala consiliare. A chi gli chiede delle minacce di morte ricevute nei giorni scorsi Federico Pizzarotti risponde scherzando. «Il sonno non l'ho perso per cose più importanti. Figuriamoci per questa». Ma che non sia una mattinata come le altre è evidente: anche solo per le interruzioni alle quali è sottoposto il sindaco. Che alla fine scrive su facebook: «Tranquilli, sono ancora vivo e vegeto». Ma la questione è tutt'altro che conclusa.
In questura, il caso è preso seriamente. Tanto che ci si trincera dietro un silenzio più spesso del solito, anche se per ora non sono stati avviati programmi di protezione per il primo cittadino. Gli uomini della Digos, alla quale sono affidate le indagini, ieri mattina erano in municipio. Ma lo sconosciuto che aveva promesso di tornare a farsi vivo, per spiegare i modi di pagamento, è rimasto nell'ombra. In assoluto silenzio.
Il primo atto della vicenda risale ad alcuni giorni fa, quando Pizzarotti ricevette una lettera anonima. Il testo all'interno era stato scritto con il computer, mentre nome e indirizzo del destinatario erano stati vergati con una penna. A mano. Un dettaglio che già potrebbe far storcere il naso agli appassionati di libri gialli. A questo punto, solo gli inquirenti sanno se la lettera fosse affrancata e se fosse stata imbucata a Parma. «E' a loro che è stata subito consegnata, dopo che abbiamo scoperto il contenuto. Io non ho nemmeno fatto caso a eventuali dettagli» sorride Pizzarotti.
Pare che le minacce di morte al sindaco nulla abbiano a che vedere con questioni politiche. No, di vil pecunia si tratta. In sostanza, l'anonimo avrebbe richiesto il pagamento di 500mila euro in contanti. «Altrimenti - avrebbe minacciato - ti faccio saltare per aria con tutto il municipio». Insomma, un tentativo di estorsione semplice e diretto. A questa missiva ne è seguita una seconda. «Solo per darmi un appuntamento, probabilmente telefonico a oggi (ieri per chi legge, ndr)». Ieri mattina, a una certa ora, lo sconosciuto si sarebbe dovuto far vivo in qualche modo. «Per spiegare come avrei dovuto fargli avere la cifra richiesta» scuote il capo il sindaco. I poliziotti della Digos erano lì per questo, nella speranza di avere qualche elemento in più. Ma la loro camminata da borgo della Posta a piazza Garibaldi è stata inutile.
Pizzarotti ribadisce la propria serenità. «In fondo - aggiunge - ci sono abituato. Credo che il sindaco debba fare anche un po' lo psicologo. Di disperazione in giro ce n'è molta, e bisogna essere pronti ad ascoltare. L'interazione con persone problematiche è frequente. Mi capita spesso, entrando o uscendo di qua, di trovare persone che manifestano il loro disagio. E non sempre lo fanno in modo tranquillo. Spesso basta essere pronti ad ascoltare, per raggiungere un dialogo civile». Certo, minacciare di far saltare per aria un sindaco con una bomba più che altro lascia intravvedere «dialoghi» con il Codice penale. Mentre la richiesta di mezzo milione di euro al primo cittadino costretto più di altri a tirare la cinghia sembra tema da psichiatria.
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