«Spariamogli in faccia» oppure «Prendiamo una spranga e spacchiamola in testa» per finire con «mi auguro per tutti un cancro letale».
Sono i messaggi di minaccia e di insulto ricevuti sui social dal sindaco Andrea Massari. La «colpa» del primo cittadino sarebbe quella di avere ospitato il presidente del Consiglio Matteo Renzi che martedì scorso ha inaugurato il nuovo pronto soccorso dell'ospedale di Vaio.
Varie forme, colorite, di auguri di morte apparse su Facebook - su una pagina «borghigiana» utilizzata come forum per discutere della città e delle vicende amministrative ad essa legate - come «Renzi deve morire insieme ai suoi amici politici» oppure «Se qualcuno ha voglia di sparare, lo faccia proprio su di te» rivolgendosi al premier e al sindaco fidentino.
Minacce che - in un collage - il sindaco ha diffuso sui social e che lo hanno convinto a presentare denuncia alla Polizia postale, querela che verrà formalizzata nei prossimi giorni.
Fra i messaggi più violenti ci sarebbe anche quello di un professore di una scuola superiore borghigiana, che ammette di aver pensato di prendere «prenditi una spranga e spaccagli la testa» al premier Renzi.
«Qualcuno mi ha detto di lasciar perdere, che tanto c’è poco da farci...», ha esordito ieri Massari sulla sua pagina Fb. Poi spiegando che però, dopo aver visto certi post con minacce e insulti molto pesanti, ha deciso di intervenire. Ma dopo il fidentino T. che formula la sua preghiera di “cancro letale” (forse ignorando che per un pezzo di quel sentiero ci sono già passato sia di famiglia sia direttamente) a commento di un post di una nostra consigliera (che non ha avuto nulla da eccepire. Né lei, né i moderatori del forum)».
«Dopo aver letto gente che scrive “Renzi devi morire insieme hai tuoi amici politici” (la H è nella versione originale) - scrive il primo cittadino; “Signor Renzi spero che qualcuno se voglia sparare lo faccia proprio su di te” (sempre sgrammaticati ma originali); non ci siamo fatti mancare nemmeno il docente fidentino che viene invitato a “prendere una spranga” e a “spaccare la testa a sta merda”, dove la “merda” sarebbe Matteo Renzi. E cosa ha risposto il nostro professore? “Ci avevo pure pensato, ma come faccio? Sarà circondato da forze dell’ordine”. (Un insegnante pubblico)», dice ancora.
«Sono serio: ringrazio tutti questi fenomeni, perché dimostrano una volta di più che gli haters, gli odiatori seriali, non sono una cosa da prendere sottogamba, con una sghignazzata. Vanno aiutati se serve, vanno denunciati (stiamo provvedendo), vanno isolati dalla gente che può detestare me, Renzi o chicchessia, ma non accetta minacce e violenza, in nessuna sede. Vanno fermati, loro e chi li fomenta, raccontando balle, nel tentativo di raccogliere qualche voto. Aggiungo e chiudo: come sindaco penso a Fidenza e ai finanziamenti che il Governo dà alla nostra città. Il Governo Renzi ce ne ha dati parecchi perché parecchi sono stati i nostri progetti su ambiti di cui tutti possiamo andare orgogliosi: le bonifiche, le scuole, la sanità, la mobilità. E salutando Fidenza, il premier l’ha indicata a tutt’Italia come un città viva, in cui si può venire ad investire. Quando lo faranno Berlusconi, Fassina, Di Maio, Salvini o chicchessia, diremo grazie anche a loro».
Sempre ieri è intervenuta anche Francesca Gambarini, capogruppo in Consiglio di Forza Italia, che sulla pagina Facebook del forum fidentino era intervenuta per criticare - in termini civili - la visita di Renzi a Fidenza: «Condanno ogni tipo di insulto, ovviamente anche gli insulti a Renzi - ha affermato -. Ma purtroppo questa è un'abitudine diffusa credendo forse che sui social si possa dire ciò che si vuole. Ricordo infatti tutti gli insulti indirizzati a Silvio Berlusconi e a tanti altri o ad esempio l'esperienza fidentina del blog Piazza Fidenza. O, ancora, i post con pesanti insulti rivolti a Donald Trump che tanti - anche persone che rappresentano le istituzioni - stanno scrivendo in questi giorni. Per questo, quindi, sarebbero forse meglio che alcuni, per esempio il sindaco, invece di ergersi a moralizzatori tenessero la bocca chiusa e non costruissero ad arte immagini mirate a screditare gli altri».
Poi la Gambarini è entrata nel merito della polemica: «Ricapitoliamo: Massari fa un collage di frasi indubbiamente offensive rivolte a Renzi mettendoci in mezzo una mia critica politica a Renzi con l'obiettivo di far sembrare che anch'io abbia detto certe assurdità; si scandalizza per queste frasi ma non ha mai fatto il moralizzatore quando le stesse frasi sono state rivolte ad altri; noi abbiamo sempre condannato certi atteggiamenti e continueremo a farlo, tanto più se provenienti da un insegnante; Massari continua a strumentalizzare facendo finta di essere stato lui quello insultato mentre le frasi offensive da lui inserite nel collage sono rivolte a Renzi», conclude la Gambarini.r.c.
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