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«Notre Dame» ferma il tempo

«Notre Dame» ferma il tempo

04 Luglio 2016,10:44

Margherita Portelli

«Nostra signora» l’opera dei record è riapparsa in città e Parma le ha reso il giusto omaggio. I numeri da capogiro (390 mila biglietti e 95 repliche in 3 mesi) forse basterebbero a raccontare il successo di un ritorno tanto atteso quanto applaudito, ma quando uno tsunami di emozioni si libera dal palco e invade il cuore di una calda serata di inizio estate, le parole danno il cambio agli zeri nel tentativo di raccontare la favola del trionfo.

«Notre Dame de Paris», il musical più amato dal pubblico, ha fatto ieri sera il suo rinnovato debutto parmigiano all’ombra della Pilotta, dove andrà in scena fino a domenica 10 luglio, inserito nel cartellone di «ParmaEstate». Il ritorno del cast originale dello show che ha debuttato in Italia nel 2002, dopo 4 anni di sosta, è stato accolto con calore dal pubblico di Parma. Lola Ponce nei panni della passionale gitana Esmeralda ha rinnovato la magia dell’incanto con la sua bellezza, e così Giò Di Tonno, il deforme Quasimodo straziato dal suo amore impossibile per la bella zingara, ha dimostrato di non aver perso smalto interpretativo. Matteo Setti, nuovamente Gringoire, Vittorio Matteucci, ancora nelle vesti dell’arcidiacono Frollo, e Graziano Galatone, nella parte di Febo, il capitano delle guardie che ruba il cuore ad Esmeralda, hanno strappato applausi scroscianti a una platea praticamente sold out. I due nuovi ingressi, Leonardo di Minno (Clopin) e Tania Tuccinardi (Fiordaliso) – per non parlare della trentina di ballerini e acrobati coinvolti – hanno dimostrato di essere a loro volta ingredienti irrinunciabili di una pozione «miracolosa».

Il musical dei record (rappresentato oltre 4 mila volte nel mondo) ha commosso con le musiche di Riccardo Cocciante e le liriche di Luc Plamondon, e lasciato a bocca aperta gli appassionati del genere per la potenza dell’allestimento e le coreografie trascinanti (in grado di mescolarsi di tanto in tanto con la scenografia, sorprendendo e affascinando): tutto ha contribuito a valorizzare al massimo il libretto di Pasquale Panella. Si ha voglia di alzarsi in piedi, ballare e cantare nei momenti di più intenso coinvolgimento. A colpire è anche l’impressionante attualità di alcuni messaggi, alternati al battimani del pubblico: «Siamo gli stranieri, i clandestini, a Notre Dame chiediamo asilo». Il fascino immortale del romanzo di Victor Hugo rivive nella produzione di David Zard e anzi si arricchisce in questa «opera popolare» la cui messa in scena ha cambiato la storia del teatro musicale. Protagonista è l’amore: sofferto, impossibile, grandioso. Motore impareggiabile di speranza grazie a quella disumana forza del cuore che ogni volta, fino in fondo, ci fa sognare che il tragico finale scritto quasi duecento anni fa dal padre del Romanticismo francese possa come per magia mutare e lasciar spazio a un nuovo epilogo.

È anche questa è la meraviglia del teatro, che sotto le stelle e le carezze del vento riflette doppia la luce fatata di un successo che assomiglia a una fiaba.

© Riproduzione riservata

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