Pierluigi Dallapina
Si intitola «Il racconto di una giornata particolare», ed è il video postato dal sindaco Federico Pizzarotti sulla sua pagina Facebook – poco prima delle 20 di ieri sera – per commentare la notizia delle indagini che lo coinvolgono a proposito della nomina dei vertici del Teatro Regio. Nel filmato di un minuto e mezzo, girato nello studio del primo cittadino in municipio, Pizzarotti si difende attaccando l’esponente del Pd che ha presentato gli esposti in procura (il senatore Giorgio Pagliari, ndr) accusato di «non avere visione politica». Ma sulla rete, proprio ieri è rispuntato un commento del parlamentare 5 Stelle Luigi Di Maio, che su Twitter chiedeva le dimissioni del ministro Alfano, in quanto indagato per abuso d’ufficio, proprio come il sindaco di Parma. «Non entrerò nella bagarre di chi è più onesto, ma continuerò a lavorare con correttezza, come sempre, nel mio lavoro – afferma –. Sarebbe bello avere la stessa attenzione quando si raggiungono risultati. Penso al debito ridotto quasi del 50 per cento, alla raccolta differenziata a quasi il 75 per cento e tutto l’amianto tolto dalle scuole. Penso anche al piano di risanamento del Teatro Regio, che già da quest’anno ci porterà ad avere il doppio dell’apertura dei sipari, un vero e proprio rilancio. Invece, proprio il teatro diventa terreno di scontro di questi esposti. Questo essere indagati è un atto dovuto in seguito ad un esposto di un esponente del Partito democratico, che forse non essendo mai riuscito ad avere una sua visione politica, è passato agli esposti, ma noi andiamo avanti con tranquillità. Abbiamo già dato la massima disponibilità alla magistratura. Non vediamo l’ora di chiarire la situazione e di andare avanti serenamente sulle azioni che stiamo portando avanti sulla città. Un obiettivo lo porteremo comunque a casa, lasciare una città molto meglio di come l’abbiamo trovata».
Il capogruppo dei 5 Stelle in consiglio comunale, Marco Bosi, difende l’operato del consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Regio, ricordando che «l’avviso di ricognizione esplorativa per la selezione del nuovo direttore generale del teatro non era un bando», e per questo, la Fondazione poteva scegliere un nominativo esterno rispetto ai curricula esaminati dalla commissione tecnica, costituita per vagliare le diverse candidature. «La ricognizione esplorativa non vincola in nessun modo la Fondazione a procedere o meno all’affidamento dell’incarico», precisa il capogruppo, che sulla sua pagina Facebook pubblica anche il sostegno di tutto il Movimento al sindaco. «Il Movimento 5 Stelle di Parma è con il sindaco Pizzarotti, che in questi anni ha sempre dimostrato di essere un’istituzione corretta e responsabile, al servizio della città e dei cittadini – si legge nella nota –. Confidiamo totalmente nel lavoro della magistratura, chiamata a chiarire la vicenda nel più breve tempo possibile. Indagine nata – è bene ricordarlo – dopo gli esposti del Partito Democratico. Attorno alle nomine del Teatro Regio c’è chi ha pensato al bene del Teatro, che oggi ha risanato i suoi debiti e sta iniziando una stagione di rilancio, e chi, purtroppo, ha pensato invece alla caciara politica. Prendiamo atto anche di questo».
A voce, il capogruppo Bosi ribadisce il sostegno a Pizzarotti e l’attacco al Pd. «Quando noi 5 Stelle siamo arrivati, abbiamo trovato un teatro che stava fallendo, mentre ora lo abbiamo rilanciato, tanto che per il Festival Verdi 2016 abbiamo già incassato 1 milione di euro dalla vendita dei biglietti. Alla luce di tutto questo, il Pd, non riuscendo a criticare la gestione del teatro, dà battaglia presentando esposti in procura».
A livello nazionale, uno dei pochissimi a prendere posizione sul caso Parma, è il deputato 5 Stelle Roberto Fico, con un post sulla sua pagina Facebook. «In Italia c’è un’emergenza corruzione che si chiama Partito democratico: fra rapporti con la camorra in Campania, un sindaco in carcere perché avrebbe truccato un appalto per poi cancellare le prove e gente seduta al Parlamento europeo per evasione (da 3 mln) che si tiene stretta la poltrona e fa sfigurare l’Italia. Dall’altra parte, il sindaco di Parma è indagato per aver nominato il direttore del teatro Regio, cosa che è nelle sue prerogative. La magistratura sta verificando se ha seguito correttamente la procedura. Come sempre, se dovesse emergere una condotta contraria alla legge e ai principi del MoVimento 5 Stelle chiederemo un passo indietro. Come in tutti gli altri casi. Chi, come la Lega, ha trafficato in diamanti e comprato mutande verdi coi soldi dei cittadini, dovrebbe avere la dignità di stare zitto».
Restando sulla rete, circolava un commento del deputato 5 Stelle, Luigi Di Maio, apparso a febbraio su Twitter: «Alfano indagato per abuso d’ufficio. Le nostre forze dell’ordine non possono avere il loro massimo vertice indagato. Si dimetta in 5 minuti».
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