Georgia Azzali
Verifiche in banca. E perquisizioni a domicilio. A caccia anche di eventuali tesoretti in contanti. Ma poco o nulla è stato trovato sui conti di Hernan Crespo e Pietro Leonardi, tutte e due coinvolti nell'operazione «Fuorigioco». Certamente non i quasi 2 milioni che il gip di Napoli ha ordinato di sequestrare all'ex bomber argentino. Ma nemmeno i 40.000 euro scarsi di Iva che l'ex dirigente gialloblù avrebbe fatto «risparmiare» al vecchio Parma calcio, con la complicità del patron Tommaso Ghirardi. Quando, però, non si trovano in soldi, si va all'attacco di altri beni, come prevede il decreto del giudice. E così, via alla fase 2: «sigilli» per la mega villa di Crespo, in strada Borgazzo, a Marore, e per l'appartamento di Leonardi in via Torrigiani, traversa di strada Farini. Sono stati i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Parma, su delega dei colleghi napoletani, a far scattare il sequestro. Che non significa sfratto (almeno nel caso di Crespo, visto che l'ex dg del Parma vive tra Monterotondo e Latina), perché è stato nominato un custode giudiziario: il suo obiettivo, controllare che il bene venga conservato. Inoltre, è possibile fare ricorso contro il sequestro. E la decisione del tribunale potrebbe anche rivoluzionare la scelta del gip.
Ma per ora le due case sono beni «congelati». Una magione immersa nel verde, la residenza di Crespo e famiglia. A lato della struttura principale, anche una dépendance, oltre ad altre unità immobiliari. Difficile stabilire il valore, ma è probabile che tutto il complesso copra senza problemi la cifra richiesta dal gip: 1.965.797 euro. Soldi che Crespo, ora allenatore del Modena, avrebbe complessivamente evaso dal 2009 al 2011. Al centro dell'inchiesta della procura napoletana c'è il passaggio del calciatore argentino dal Chelsea all'Inter. Per due anni, infatti, dal 2006 al 2008, Crespo resta in prestito, poi il suo cartellino viene acquistato dalla società nerazzurra, dove rimane fino al maggio 2009. E' il procuratore Fernando Osvaldo Hidalgo a curare la trattativa per la cessione in prestito all'Inter. Tra il 2011 e il 2012 l'agente emette una serie di fatture per un totale di 1 milione e 300 mila euro, ma si tratterebbe di operazioni inesistenti, perché Hidalgo, pur essendo l'agente dell'attaccante argentino, «risultava fittiziamente aver agito nell'interesse della predetta società FC Internazionale», si legge nel decreto di sequestro. Fatture che avrebbero permesso a Crespo di evadere il Fisco. A lui, come agli altri 16 giocatori finiti sotto inchiesta, perché questo sistema, secondo gli inquirenti, consentirebbe agli atleti di non dichiarare quello che è sostanzialmente un «fringe benefit» riconosciuto dalle società calcistiche.
Ma anche i club avrebbero avuto i loro vantaggi, «registrando nella contabilità sociale fatture per operazioni non effettuate nei propri confronti», sottolinea il gip nel decreto di sequestro. Trentasette i dirigenti indagati tra A e B, tra cui anche Leonardi. Il gip aveva ordinato il sequestro di 39.775 euro nei confronti dell'ex uomo forte del Parma, ma quei quattrini non sono stati trovati. C'è, però, quel appartamento in via Torrigiani, a due passi dalla Piazza. Una casa grande e di prestigio, con un valore immensamente più elevato rispetto alla cifra «richiesta», ma ovviamente l'immobile non si può separare. E ora la quota dell'appartamento equivalente resta a garanzia di quella somma scaturita dall'operazione Paletta.
Perché i problemi di Leonardi - e Ghirardi - nascono dal rinnovo dell'ingaggio per il difensore italo-argentino. C'è la firma di Alessandro Moggi, uno dei 9 procuratori indagati, sul contratto con la società gialloblù. Ma quella sarebbe una sottoscrizione fittizia, secondo gli inquirenti, per consentire al Parma calcio di evadere l'Iva e allo stesso tempo di far risparmiare soldi al difensore sulla dichiarazione dei redditi del 2012. Così, Paletta non avrebbe dichiarato al Fisco 164.111 euro, mentre l'ex presidente Ghirardi e il braccio destro Leonardi, grazie a una serie di false fatture emesse da Moggi, avrebbero consentito al club di evadere l'Iva per 39.775 euro.
Ma se c'è chi si fa trovare solo con le briciole sui conti, c'è anche chi riesce a «restituire» quanto richiesto. Ad Antonio Nocerino, uno dei sette ex giocatori gialloblù travolti dall'inchiesta, sono infatti stati trovati circa 400.000 euro: la cifra che il gip aveva disposto di mettere sotto sequestro. Soldi depositati in un'agenzia campana della Cassa di risparmio di Parma e Piacenza, ma la notifica del decreto di sequestro è stata fatta nella nostra città, ossia nella sede legale della banca, come prevede la legge. I guai di Nocerino? Nati lontano da Parma, per i suoi trasferimenti dalla Juve al Palermo e poi dal club siciliano al Milan. Ma a propiziare il buon esito delle trattative, sempre Moggi jr.
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