Mara Varoli
Dalla sera alla mattina, via D'Azeglio cambia faccia. Nessuna polemica contro la movida, anzi è il segnale di un risveglio che mette allegria, per cui, pur con tanto rispetto per i residenti, plauso a chi sta dietro al bancone e riesce a coinvolgere tanti giovani, per mostrare che finalmente la città torna a vivere. La tirata d'orecchie stavolta è per chi la «baracca» la fa: maschi e femmine, forse anche stranieri, che hanno una cattiva abitudine: quella di fare la pipì per strada.
Il venerdì sera
Ore 23,15 di venerdì sera: il taxi per raggiungere piazzale Santa Croce attraversa l'Oltretorrente nella sua strada più caratteristica, che tanto piace ai turisti. L'Annunciata, l'Ospedale Vecchio fino alle torri dei Paolotti. E' già sul ponte di Mezzo si intravede la movida: ben venga una via D'Azeglio finalmente animata, piena di ragazzi. Un ritrovo per universitari e non, più italiani che extracomunitari. Una via talmente popolata a quell'ora che la macchina fatica a passare e si deve fermare, proprio mentre incrocia una volante, nel suo giro di routine. E meno male, un controllo in più non fa mai male, soprattutto se c'è chi alla movida alza un po' troppo il gomito. Ben venga anche la compagnia e ben venga questo viavai, che dopo il letargo invernale dà un po' di luce ai baristi della zona. Ma la brutta sorpresa arriva il giorno dopo: una bella mattina di primavera.
Il sabato mattina
E' sabato, all'Annunciata c'è il mercato bio e l'idea di fare due passi diventa ancora più stimolante. Tanto più che se uno ha bisogno di un orlo per i pantaloni, di un nastro per le tende dove le trovi più a Parma queste botteghe? In Oltretorrente, chiaramente, ancora ricamato da sartorie, mercerie, vetrine artigianali e con firme.
Ore 10: breve sosta allo storico negozio di fiori che guarda verso piazzale Santa Croce e poi via, si passa davanti alla biblioteca delle due torri e ci si incammina verso quella meraviglia architettonica che è l'Ospedale Vecchio. Ma molto prima, ancora prima di vicolo Santa Maria, ci si stupisce che i marciapiedi che servono l'ingresso di alcuni negozi siano bagnati, non per la pioggia ma perché i commercianti vanno di spazzettone. Pochi secondi e si capisce tutto: l'odore è forte, sempre più nauseante, nemmeno favorito da un caldo torrido. E quando sarà estate? Il fetore della notte prima è talmente fastidioso che per sopravvivere bisogna trattenere il respiro: si accelera il passo e in apnea si supera l'Ospedale Vecchio. Solo nei pressi della vecchia ex Standa si ritorna a passeggiare, ma l'entusiasmo con cui è iniziata la giornata è già sparito.
I commercianti
Fa male vedere l'Oltretorrente soffrire, fa male trovarlo così sporco, così maltrattato, così degradato: «Purtroppo, capita spesso di dover lavare il marciapiede alla mattina - conferma Massimo Fava del «Free Sport» -. Quando inizia la bella stagione comincia anche il bordello, ma non c'è nessun rispetto della città. Non c'entrano gli extracomunitari: il malcostume di pisciare per strada è di uomini e donne. E' un brutto segno: un segno di degrado sociale. E non mi risulta che vengano date multe».
Servono multe salate
E pensare che per chi la fa fuori «dal vaso» ci sono sanzioni salatissime. Già il 15 luglio dell'anno scorso sulla «Gazzetta» annunciando il regolamento di polizia urbana avevamo pubblicato che in merito all'articolo 19 è vietato «Compiere atti o esporre cose, in luogo pubblico o ad uso pubblico, contrari alla nettezza o al pubblico decoro o che possano recare molestia, disgusto, raccapriccio o incomodo alle persone, o essere causa di pericoli o inconvenienti, nonché soddisfare esigenze corporali fuori dai luoghi a ciò destinati». E oggi che quel regolamento è legge, basta consultare il sito del Comune nella ricerca atti delle delibere di giunta per sapere che la diffida va da 25 a 500 euro, ma la vera sanzione è di ben 450 euro, per «Chiunque soddisfa le esigenze fisiologiche fuori dai luoghi deputati o compie atti di pulizia personale od esibisce parti intime del corpo in luoghi pubblici o aperti al pubblico». E quindi anche per chi piscia per strada. Qualche sanzione è già arrivata, in particolare nella zona che va da via Garibaldi alla Piazza. Chissà se presto le multe «pioveranno» anche in via D'Azeglio?
Intanto dal Comune fanno sapere che presto verranno migliorati i servizi igienici pubblici, dal punto di vista dell'accessibilità e del presidio, anche se il vero problema è a monte: ma a chi verrebbe in mente, per usare le parole della municipale, di soddisfare le esigenze fisiologiche sotto i portici dell'Ospedale Vecchio? «A me non verrebbe mai in mente - interviene Elvis Bonardi, titolare del «Papino» -: è una questione di educazione. E non c'entra niente il bianco o il nero. Sta di fatto che la mia commessa mi ha detto che ha dovuto pulire il marciapiede perché c'era molto sporco: e non solo pipì. Forse si potrebbero mettere dei bagni chimici, ma soprattutto speriamo che si inizi davvero a dare le multe a chi non ha rispetto per la città e per gli altri». L'ultima parola a un negoziante che in via D'Azeglio c'è da quarant'anni: «Tutte le mattine dobbiamo lavare il marciapiede - conclude Gian Franco Anghinetti de «La Scarpa» - e in vicolo Santa Maria non si respira. Il problema è molto grande, ma nessuno lo vuole risolvere: vengono multate solamente le macchine in divieto di sosta. Ma ormai è tardi per fare qualcosa: la situazione è scappata di mano. Alla notte qui fanno di tutto: uomini che fanno la pipì contro le vetrine e donne che la fanno in piedi. E di giorno non c'è più nessuno che passeggia in via D'Azeglio. E noi commercianti finiamo al macello. Ma io dico: che divertimento c'è quando procuri così tanto danno agli altri?».
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