Cristian Calestani
Da quell’incontro, fugace, alla fermata della corriera sono rimasti sempre insieme. Uno a fianco dell’altra per cinquant’anni sino al momento in cui, l’altro ieri, i loro cuori, quasi all’unisono, hanno cessato di battere. È una storia d’amore lunga mezzo secolo che racconta di sacrifici, di lavoro insieme nell’azienda agricola di famiglia, di rispetto e fedeltà quella che hanno lasciato in eredità ai loro figli e nipoti i coniugi Angela Cavalli e Giorgio Babboni, spentisi venerdì a poche ore di distanza l’uno dall’altro dopo cinque anni vissuti a combattere, ancora una volta insieme, diverse malattie che avevano reso il loro stato di salute sempre più precario. La prima ad andarsene è stata Angela, 71enne originaria di Selola di Tizzano. Poi, otto ore più tardi, Giorgio, 77enne originario di Vaestano di Palanzano, l’ha subito voluta raggiungere quasi a non voler spezzare quel legame che li ha tenuti uniti dal 1967. Si conobbero alla fermata della corriera, vicino a casa di Angela. Giorgio stava partendo per il militare. Chiese ad Angela le indicazioni stradali e lì, come raccontano oggi con emozione i famigliari, scattò il colpo di fulmine. L’anno dopo, era il 3 agosto del 1968, convolarono a nozze e poco dopo, sempre nel 1968, nacque il primogenito Gianluca. Quindi quattro anni più tardi, nel 1972, la nascita della figlia Fiorella. «Subito dopo il matrimonio – raccontano i famigliari – Giorgio ed Angela iniziarono a vivere insieme ad Albazzano dove con Carlo, fratello di Giorgio, e la cognata Marisa avviarono un’azienda agricola». Furono gli anni dei grandi sacrifici sul lavoro: delle ore spese nei campi a curare le coltivazioni e nella stalla ad accudire le vacche per la produzione del latte per il parmigiano reggiano. «Non c’erano ruoli - ricorda la figlia Fiorella -. Ogni componente della famiglia si occupava di tutte la varie mansioni. E lo si faceva con grande dedizione ed un’immensa passione». Infinite le attenzioni riservate ai figli e poi ai nipoti Giovanni e Giorgia, figli di Fiorella. Pochissimi i momenti di svago. «Mamma e papà si ritagliavano un po’ di tempo solo per andare a funghi, una passione che condividevano». E poi per Giorgio c’erano i momenti di incontro e di ritrovo con gli amici del gruppo alpini. «Alle iniziative e alle feste cercava sempre di esserci - hanno detto le penne nere del territorio -. Era un orgoglio averlo tra di noi». Elemento comune di ogni azione di Giorgio ed Angela sono stati la correttezza e l’onestà. «Erano persone eccezionali - ricorda ancora la figlia Fiorella -. A noi hanno rivolto preziosi insegnamenti, sono stati un esempio per come si deve essere grandi lavoratori ed ottimi genitori. Il loro primo pensiero è sempre stato il bene della famiglia». Un ritratto confermato dai nipoti Goffredo, Daniele, Danilo, Francesca e Paolo: «Ricordiamo con affetto gli zii soprattutto per la loro generosità e per la passione e la dedizione al loro lavoro». Tra i messaggi di cordoglio anche quello del sindaco di Tizzano Amilcare Bodria. «La nostra comunità - ha detto il primo cittadino - perde due grandi persone. Ci stringiamo ad una famiglia che da anni è stimata nel nostro paese per l’operatività e l’intraprendenza in ambito lavorativo». Questa sera alle 20.30 sarà recitato il rosario nella chiesa di Albazzano, mentre il funerale sarà celebrato domani alle 10 partendo dalla sala del commiato di via Pezzani 27 a Langhirano per poi raggiungere la chiesa di Albazzano ed il cimitero di Carpaneto di Tizzano.
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