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La gente di San Leonardo: «Sì al divieto di alcol da passeggio»

La gente di San Leonardo: «Sì al divieto di alcol da passeggio»

14 Agosto 2017, 11:56

Patrizia Celi

Il popolo di San Leonardo approva la delibera di Giunta comunale che dal 9 agosto scorso ha messo al bando l’alcol «da passeggio» anche in via Trento, via Palermo e nel tratto di via San Leonardo compreso tra via Trento e l’incrocio con via De Ambris. Il divieto di camminare per strada con in mano una bevanda alcolica in contenitori di vetro, metallo o di altro tipo - pena una multa di 450 euro - era già vigente nel parco tra via Verona e via Bologna e nella zona limitrofa al Workout Pasubio, nell’area tra via Palermo, via Catania e via Rastelli. L’estensione del provvedimento giunge dopo la nota della Questura del 7 luglio scorso che rilevava come vi fossero in quelle zone «criticità sul fronte dell’ordine e della sicurezza pubblica, dovute anche alla diffusa consumazione di sostanze alcoliche da parte di soggetti che provocherebbero disordini e degrado, determinando una sensazione di insicurezza tra i cittadini». Insicurezza da noi raccolta a più voci durante un giro nel quartiere. «Si tratta di un provvedimento giusto, un segnale per tutti che indica la strada da seguire per contrastare gli effetti dell’abuso di alcol sulla convivenza reciproca», dicono i giovani Gianluca Ortino e Francesco Cavaliere. «Vedere persone girare nelle strade con la bottiglia in mano non è un bel vedere. Meglio consumare all’interno dei locali», dicono alcuni giovani molto sensibili alla dignità personale e al decoro del quartiere, come Valentina Dall’Olio. «Questo provvedimento è giusto a metà - dice Giovanni Garani, testimonial di alcune voci incerte -. Come spesso accade il provvedimento giustificato dagli accadimenti, per le tante persone che nel pomeriggio si riforniscono di alcol nei supermercati per poi bere a dismisura in strada, ma costituisce anche un limite alla libertà personale di tutti».

«Meglio che niente» aggiungono altri, raccontando scene di (stra)ordinaria follia che si svolgono ogni sera nei pressi delle loro case. «La gente non può recarsi liberamente nei parchi dove al mattino ci sono bottiglie e vetri rotti, a testimonianza di quello che avviene la sera e la notte, quando c’è tanta confusione», si lamenta Elena Brianti. «Gira sempre la polizia, ma già prima delle 8 di mattina si possono vedere persone con in mano la bottiglia di birra. Se ne accorgono tutti quelli che come me portano a passeggio il cane di buon mattino», racconta Giovanni Telloli. «Come possiamo essere sicuri che i giovani stranieri che riempiono le nostre strade con in mano bottiglie di birra e vino pagheranno la multa? - si chiede Claudio Ferrari, il benzinaio che ogni mattina pulisce il suo piazzale da bottiglie di vetro e bicchierini di plastica -. E’ più probabile che butteranno la multa come fosse carta straccia, aumentando ancora di più la quantità di rifiuti presente sulle strade. Un po’ come avviene con le multe sull’autobus». Nella provocazione c’è una sagace ironia, ma soprattutto il segno della rassegnazione che ormai sembra molto diffuso anche nelle strade limitrofe. «Ogni mattina faccio i conti con la nausea quando esco di casa e sono circondata di sporcizia e rifiuti puzzolenti - dice Luciana Rastelli, cittadina indignata -. A questo si aggiunge il degrado di quell’angolo di via Palermo, con tutte quelle persone che offrono un esempio devastante per i nostri giovani, trascorrendo il tempo seduti per terra con la bottiglia in mano». Bottiglie che diventano quasi sempre frammenti di vetro sparsi sul selciato, al punto che sono molti i residenti che dicono di dover cambiare spesso le gomme alle proprie biciclette, forate da piccoli pezzi di vetro. Tra i disillusi c’è anche chi spera ancora in un futuro per questo quartiere. «San Leonardo un tempo era la porta della città, mentre oggi si trova a fare i conti con un degrado che sembra inesorabile - spiega Franco Cassi -. Credo che più di queste limitazioni, sarebbe indispensabile un controllo costante delle strade e dei parchi. Per ridare credibilità al quartiere si potrebbe partire dall’attenzione al decoro urbano in alcune strade, con il rifacimento della segnaletica e l’abbellimento di alcuni luoghi che danno un senso di abbandono». Un pensiero condiviso anche dalla giovane barista del FranciBar: «Lavorare e vivere in strade mal curate e in disordine può indurre nelle persone sempre meno rispetto per questi posti».

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